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Regione Toscana
Legge Regionale n. 30 del 25-05-2007
Norme sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori agricoli.
(B.U.R. Toscana n. 15 dell'1.6.2007)
Il Consiglio Regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta
promulga
la seguente legge:
CAPO I
Disposizioni generali
ARTICOLO 1
Finalità
1. La Regione, nell’intento di contribuire a rendere l’esercizio della
attività agricolo-forestale più sicuro sotto il profilo della salute e
della sicurezza, promuove la prevenzione degli infortuni e delle
malattie professionali, consapevole dell’importante ruolo economico,
sociale e culturale rivestito dalle attività agro-forestali.
ARTICOLO 2
Ambito di applicazione
1. Le norme della presente legge si applicano ai soggetti e alle
attività agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile non coperti
dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle
direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE,
90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE,
98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE e 2003/18/CE
riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori durante il lavoro).
CAPO II
Norme generali sull’utilizzo di attrezzature di lavoro e di agenti
nocivi
ARTICOLO 3
Definizioni
1. Agli effetti della presente legge s’intende per:
a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, impianto,
utensile destinato ad essere usato durante il lavoro;
b) uso di un’attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa
connessa ad una attrezzatura di lavoro quale la messa in servizio o
fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione, la
trasformazione, la manutenzione, la pulizia, lo smontaggio;
c) dispositivo di sicurezza: un dispositivo costruito allo scopo di
assicurare, con la sua utilizzazione, una funzione di sicurezza e il cui
guasto o cattivo funzionamento pregiudica la sicurezza o la salute delle
persone esposte;
d) dispositivo di protezione individuale (DPI): qualsiasi attrezzatura
destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di
proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la
sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o
accessorio destinato a tale scopo;
e) agenti chimici: sostanze e preparati utilizzati in agricoltura per il
supporto e la difesa delle colture e delle derrate alimentari, tra cui
fertilizzanti e prodotti fitosanitari.
ARTICOLO 4
Uso delle attrezzature di lavoro
1. I soggetti di cui all’articolo 2 utilizzano attrezzature di
lavoro che soddisfano le disposizioni legislative regolamentari in
materia di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori ad esse
applicabili e si prendono cura della propria sicurezza e salute ed in
particolare:
a) utilizzano e mantengono correttamente, in conformità alle istruzioni
d’uso fornite dai fabbricanti, tutte le attrezzature di lavoro, nonché i
relativi dispositivi di sicurezza;
b) evitano le modifiche delle attrezzature di lavoro e il loro impiego
per operazioni diverse da quelle indicate nel libretto d’uso e
manutenzione;
c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di sicurezza, di
segnalazione e di controllo, senza rimuoverli o modificarli;
d) non compiono operazioni o manovre che possono compromettere la
sicurezza propria o di altri lavoratori.
ARTICOLO 5
Verifiche e adeguamenti delle attrezzature di lavoro
1. I soggetti di cui all’articolo 2 provvedono affinché le
attrezzature e i dispositivi di sicurezza vengano sottoposti a corretta
installazione, a regolare manutenzione e al controllo del loro
funzionamento, secondo le istruzioni del fabbricante.
2. I soggetti di cui all’articolo 2 adeguano, in relazione al progresso
tecnologico, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza in uso ai
requisiti di natura strettamente tecnica relativi alla sicurezza e alla
salute, previsti dalla normativa vigente.
ARTICOLO 6
Esposizione ad agenti chimici
1. Gli agenti chimici di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e),
impiegati in agricoltura sono conservati in locali, opportunamente
segnalati, nei quali non siano conservati alimenti, sia di uso umano che
animale.
2. I prodotti fitosanitari sono conservati in contenitori idonei chiusi
a chiave.
3. Nella manipolazione e nell’impiego di agenti chimici, i soggetti di
cui all’articolo 2 rispettano tutte le indicazioni riportate sulle
etichette e sulle schede di sicurezza che accompagnano i prodotti e
comunque attivano tutte le misure di sicurezza atte a eliminare o
ridurre i rischi.
4. I soggetti di cui all’articolo 2, nell’impiego dei prodotti
fitosanitari, rispettano gli intervalli di sicurezza riportati in
etichetta e nella scheda di sicurezza, in particolare tra il trattamento
e l’accesso in coltura, tra il trattamento e il raccolto e, per le
derrate alimentari immagazzinate, tra il trattamento e il consumo.
5. I soggetti di cui all’articolo 2, durante l’esposizione ad agenti
chimici, fanno uso degli idonei (DPI).
CAPO III
Dispositivi di protezione individuali in agricoltura
ARTICOLO 7
Requisiti e modalità di utilizzo dei dispositivi di protezione
individuale
1. I DPI hanno i requisiti stabiliti dal decreto legislativo 4
dicembre 1992, n. 475 (Attuazione della direttiva 89/686/CEE del
Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione
individuale).
2. I soggetti di cui all’articolo 2 usano e decontaminano i DPI
conformemente alle istruzioni del fabbricante e assicurano l’efficienza
dei DPI stessi anche mediante la loro costante manutenzione, le
riparazioni e le sostituzioni necessarie.
3. I DPI sono individuali e non possono essere usati da più persone.
4. E’ vietato indossare DPI già utilizzati per la difesa da agenti
chimici e contaminati in ambienti diversi da quelli destinati alle
lavorazioni che ne hanno richiesto l’utilizzo.
CAPO IV
Informazione e formazione
ARTICOLO 8
Attività di informazione, formazione e addestramento
1. La Regione promuove, tramite i dipartimenti di prevenzione delle
aziende unità sanitarie locali (USL), l’Agenzia regionale per lo
sviluppo e l’innovazione agro-forestale (ARSIA), l’Agenzia regionale per
la protezione ambientale della Toscana (ARPAT), l’Istituto nazionale per
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), l’Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), le
organizzazioni professionali agricole ed ogni altro ente competente in
materia, iniziative di informazione, formazione e aggiornamento,
addestramento sulle materie attinenti alla sicurezza e salute dei
soggetti di cui all’articolo 2.
2. Le iniziative sono rivolte ai soggetti di cui all’articolo 2.
3. Le iniziative realizzano l’adeguata conoscenza:
a) dei rischi presenti nel lavoro agricolo e forestale;
b) delle adeguate misure preventive e protettive;
c) della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di
lavoro;
d) del corretto uso delle macchine agricole;
e) delle tecniche fondamentali per la verifica di sicurezza delle
macchine agricole e forestali;
f) delle conoscenze di base sugli agenti chimici di cui all’articolo 3,
comma 1, lettera e), e sul loro corretto uso, sia nella fase di
manipolazione che in quella delle successive lavorazioni in campo;
g) delle pratiche di comportamento quotidiano, con particolare
attenzione alla separazione tra luoghi e ambienti di lavoro e di vita;
h) dei rischi per la salute;
i) del corretto uso dei DPI.
4. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al presente articolo, i
soggetti di cui al comma 1 si avvalgono della Commissione regionale per
la promozione di condizioni di pari opportunità tra uomo e donna (CPO) e
di soggetti pubblici e privati competenti in materia.
ARTICOLO 9
Macchinari agricoli
1. La Regione promuove un intervento specifico relativo alle
modalità d’uso dei trattori e dei motocoltivatori volto a migliorare le
condizioni di sicurezza nell’uso di tali strumentazioni.
2. L’intervento di cui al comma 1, in armonia con la normativa statale
in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, è finalizzato alla
formazione e all’addestramento dei soggetti che utilizzano i macchinari
di cui al comma 1.
3. Nell’ambito degli strumenti della programmazione ordinaria in materia
di sostegno alle attività agricole e della loro attuazione, la Regione è
tenuta ad inserire la certificata partecipazione alle attività di cui al
comma 2 quale criterio premiante per l’accesso agevolato alle azioni
incentivanti in essi previste.
CAPO V
Vigilanza, sanzioni e contributi
ARTICOLO 10
Vigilanza e accertamento delle infrazioni
1. La vigilanza sull’applicazione delle norme della presente legge,
l’accertamento e la contestazione delle relative infrazioni sono svolte
dalle aziende USL, che le esercitano tramite i dipartimenti di
prevenzione.
2. L’autorità incaricata della vigilanza riporta, nel verbale di
accertamento, le carenze riscontrate e le indicazioni di adeguamento
necessarie per assicurare il rispetto delle norme contenute nella
presente legge, concedendo un termine congruo per adeguarsi comunque non
superiore a dodici mesi.
3. Alla scadenza del termine assegnato, l’organo di vigilanza, entro
sessanta giorni, verifica l’adempimento delle indicazioni; in caso di
adeguamento la sanzione non viene applicata; in caso di inosservanza
delle indicazioni di cui al comma 2, si procede all’applicazione delle
sanzioni di cui all’articolo articolo 13, comma 1.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai soggetti
che esercitano non professionalmente attività agricole e forestali.
ARTICOLO 11
Monitoraggio
1. La direzione generale del Diritto alla salute e politiche di
solidarietà della Regione Toscana effettua il monitoraggio
sull’applicazione e sulle violazioni della presente legge. Con cadenza
periodica sono elaborati e pubblicati sul sito regionale i rapporti di
monitoraggio.
ARTICOLO 12
Accesso ai dati
1. I dipartimenti di prevenzione delle aziende USL hanno accesso ai
dati in possesso degli enti economici agricoli, dell’Agenzia regionale
toscana per le erogazioni in agricoltura (ARTEA), nonché di ogni altra
struttura pubblica o privata.
ARTICOLO 13
Sanzioni
1. Coloro che contravvengono alle disposizioni di cui agli articoli 4,
5, 6 e 7 sono soggetti alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro
250,00 a euro 1.500,00.
2. La Regione è l’autorità competente ad applicare le sanzioni
amministrative e a introitare i proventi derivanti dall’applicazione
della presente legge.
3. Per l’applicazione delle sanzioni di cui alla presente legge si
osservano le disposizioni di cui alla legge regionale 28 dicembre 2000,
n. 81 (Disposizioni in materia di sanzioni amministrative).
ARTICOLO 14
Contributi regionali
1. La Regione, in attuazione del programma regionale di sviluppo (PRS)
2006-2010, interviene rispettivamente, per i profili attinenti le
attività sanitarie attraverso il piano sanitario regionale, per gli
interventi in materia di formazione professionale attraverso il piano di
indirizzo generale integrato (PIGI) di cui all’articolo 31 della legge
regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della
Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento,
formazione professionale e lavoro), per gli interventi riguardanti le
iniziative in agricoltura attraverso il piano sviluppo rurale 2007-2013
di cui al regolamento (CE) 1698/05 e il piano agricolo regionale (PAR),
di cui all’articolo 2 della legge regionale 24 gennaio 2006, n. 1
(Disciplina degli interventi regionali in materia di agricoltura e di
sviluppo rurale).
2. Gli strumenti programmatori di cui al comma 1, al fine di assicurare
il massimo di sinergia tra i diversi interventi garantiscono,
compatibilmente con i rispettivi termini di definizione, opportune
intese utili ad assicurare la maggiore efficienza degli interventi.
CAPO VI
Disposizioni finali
ARTICOLO 15
Progetti di comune interesse
1. La Regione, anche attraverso ARSIA e ricercando intese con INAIL,
ISPESL e le organizzazioni professionali agricole, promuove interventi
integrati finalizzati alla condivisione di risorse umane ed economiche
per specifici progetti inerenti la tutela della salute e la sicurezza.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono inseriti, compatibilmente con
gli ulteriori interventi previsti nei diversi strumenti, nel piano
sanitario regionale, nel PIGI di cui all’articolo 31 della l.r. 32/2002,
nel piano sviluppo rurale 2007-2013 di cui al regolamento (CE) 1698/05 e
nel PAR di cui all’articolo 2 della l.r. 1/2006.
ARTICOLO 16
Valutazione dei risultati conseguiti dalla legge
1. La Giunta regionale realizza la valutazione di efficacia
attraverso le modalità opportunamente disposte dagli strumenti
programmatori di cui agli articoli 14 e 15.
2. La Giunta regionale presenta alle commissioni consiliari competenti
per materia, entro il primo semestre di ogni anno:
a) i rapporti di monitoraggio di cui all’articolo 11, relativi all’anno
precedente, comprensivi anche degli stanziamenti previsti e dei
risultati conseguiti in termini di prevenzione degli infortuni e delle
malattie professionali;
b) una relazione a consuntivo sulla realizzazione, nell’anno precedente,
dei progetti di cui all’articolo 15;
c) la valutazione di efficacia di cui al comma 1.
Formula Finale:
La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come
legge della Regione Toscana.
MARTINI
Firenze, 25 maggio 2007
La presente legge è stata approvata dal Consiglio Regionale nella seduta
del 16.05.2007.