SENTENZA N. 59 ANNO 2017

SENTENZA N. 59 ANNO 2017
Acque - Norme della Regione Abruzzo - Disposizioni in materia di acque e di autorizzazione provvisoria degli scarichi relativi ad impianti di depurazione delle acque reflue urbane - Canoni di concessione per le derivazioni di acqua pubblica ad uso idroelettrico - Determinazione in base alla "potenza efficiente" di ciascun impianto, come ufficialmente definita dall'AEEG [Autorità per l'energia elettrica e il gas] e dal GES [Gestore dei servizi elettrici].

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

riservata a separata pronuncia la decisione sulle altre questioni promosse con il ricorso n. 29 del 2016;

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, lettera b), della legge della Regione Abruzzo 3 novembre 2015, n. 36 (Disposizioni in materia di acque e di autorizzazione provvisoria degli scarichi relativi ad impianti di depurazione delle acque reflue urbane in attuazione dell’art. 124, comma 6, del decreto legislativo n. 152/2006 e modifica alla L.R. n. 5/2015);

2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 11, comma 6, lettera b), della legge della Regione Abruzzo 19 gennaio 2016, n. 5, recante «Disposizioni finanziarie per la redazione del Bilancio pluriennale 2016-2018 della Regione Abruzzo (Legge di Stabilità Regionale 2016)»;

3) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera a), della legge della Regione Abruzzo 13 aprile 2016, n. 11 (Modifiche alle leggi regionali 25/2011, 5/2015, 38/1996 e 9/2011), nella parte in cui, nello stabilire il costo unitario del canone per l’uso idroelettrico, prevede che esso sia dovuto «per ogni Kw di potenza efficiente» anziché «per ogni Kw di potenza nominale media»;

4) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettere b) e c), della legge della Regione Abruzzo n. 11 del 2016;

5) dichiara in via conseguenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera d), della legge della Regione Abruzzo n. 11 del 2016.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 gennaio 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Franco MODUGNO, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 24 marzo 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 60 ANNO 2017

SENTENZA N. 60 ANNO 2017
Calamità pubbliche e protezione civile - Norme della Regione Abruzzo - Disciplina degli interventi edilizi in zone sismiche - Abrogazione del preventivo rilascio dell'autorizzazione sismica per le varianti, in corso d'opera, al progetto originario - Conseguente esclusione della necessità dell'autorizzazione per le varianti presentate prima dell'entrata in vigore della legge regionale abrogatrice; Attribuzione a successivo regolamento regionale, adottato su proposta della Giunta, del potere di definire le "opere minori" e quelle "prive di rilevanza ai fini della pubblica incolumità" non soggette al procedimento di autorizzazione sismica ovvero al procedimento di preavviso e contestuale deposito del progetto esecutivo nelle zone a bassa sismicità - Rinvio, per gli aspetti di dettaglio non previsti dal regolamento, a deliberazioni di Giunta regionale, sentito il Tavolo Tecnico Scientifico.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 7 della legge della Regione Abruzzo 8 giugno 2015, n. 12, recante «Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011 n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche)» nella parte in cui ha introdotto nella legge della Regione Abruzzo 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche) all’art. 19-bis, la lettera d) del comma 2;

2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5 della legge della Regione Abruzzo n. 12 del 2015;

3) dichiara inammissibile la questione di illegittimità costituzionale dell’art 7 della legge della Regione Abruzzo n. 12 del 2015, nella parte in cui ha introdotto nella legge della Regione Abruzzo n. 28 del 2011, all’art. 19-bis, il comma 3.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 febbraio 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Augusto Antonio BARBERA, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 24 marzo 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

ORDINANZA N. 61 ANNO 2017

ORDINANZA N. 61 ANNO 2017
Enti locali - Unioni montane di comuni - Norme della Regione Piemonte - Soppressione e commissariamento delle Comunità montane e trasferimento delle loro funzioni alle Unioni montane di Comuni.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 febbraio 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Alessandro CRISCUOLO, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 24 marzo 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA