Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici. (GU n. 159 del 10-7-2012)

argomento: 

Categoria: 

Provvedimento: 
Decreto Ministeriale

Tipo: 

Organo emanante: 
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Data: 
06/06/2012
Pubblicato su: 
Gazzetta Ufficiale
Numero pubblicazione: 
159
Data pubblicazione: 
10/07/2012

 

Decreto 6 giugno 2012

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici.

(GU n. 159 del 10-7-2012)

 

   IL MINISTRO DELL'AMBIENTE  E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO  E DEL MARE
  Visto l'art. 1, comma 1126, della Legge 27 dicembre 2006,  n.  296, che prevede la predisposizione da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il concerto dei  Ministri dell'economia e delle finanze  e  dello  sviluppo  economico,  e  con l'intesa delle Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, del «Piano d'azione per  la  sostenibilita'  ambientale  dei  consumi della pubblica amministrazione» (di seguito PAN GPP);
Visti i commi 1126  e  1127  dell'art.  1  della  citata  legge  n. 296/2006 che stabiliscono che detto  Piano  adotti  le  misure  volte all'integrazione delle esigenze di  sostenibilita'  ambientale  nelle procedure d'acquisto pubblico in determinate categorie  merceologiche oggetto di procedure di acquisti pubblici;
Visto il decreto interministeriale dell'11 aprile 2008 del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto con i Ministri dello  sviluppo  economico  e  dell'economia  e  delle finanze che, ai sensi del citato art. 1, comma 1126, della  legge  n. 296/2006, ha adottato il PAN GPP;
Visto   quanto   indicato   dall'art.   2   del   citato decreto interministeriale dell'11 aprile 2008 che prevede attraverso  decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti  i  Ministeri  concertanti  la  definizione  degli  specifici obiettivi di sostenibilita';
Vista la comunicazione della Commissione europea COM (2001) 566 sul diritto dell'UE applicabile agli appalti pubblici e alle possibilita' di integrare aspetti sociali negli appalti pubblici;
Vista la comunicazione  della  Commissione  europea  al  Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo  e  al Comitato  delle  Regioni  COM  (2011)  681  relativa  alla  strategia rinnovata  dell'UE   per   il   periodo   2011-14   in   materia   di responsabilita' sociale delle imprese;
Vista la guida della Commissione  europea  «Acquisti  sociali.  Una guida  alla  considerazione  degli  aspetti  sociali  negli   appalti pubblici» redatta sulla base  del  documento  della  Commissione  SEC (2010)  1258  final,  che  ha  come  obiettivo  di  sensibilizzare  e promuovere gli appalti pubblici socialmente responsabili;
Visto quanto  indicato  dal  punto  1.1  del  PAN  GPP  dove  viene richiamata la necessita' di considerare il tema della  sostenibilita' in modo piu' ampio tenendo conto, nei bandi di  gara  della  Pubblica Amministrazione, dei criteri sociali, seguendo cosi'  le  indicazioni europee verso il concetto di acquisti sostenibili;
Preso atto che, in ottemperanza a quanto disposto dal citato art. 2 del decreto interministeriale dell'11 aprile 2008, con  note  del  20 gennaio 2012, prot. DVA-2012-0001471 e del  20  gennaio  2012,  prot. DVA-2012-0001472 e' stato chiesto ai Ministeri sviluppo  economico  e dell'economia e delle finanze  di  formulare  eventuali  osservazioni sulla «Guida per l'integrazione degli aspetti sociali  negli  appalti pubblici»;
Tenuto conto delle osservazioni trasmesse con nota prot.  2626  del 24 febbraio  2012  da  parte  del  Ministero  dell'economia  e  delle finanze;
Considerato che entro il termine di «trenta giorni dalla  ricezione della presente nota» cosi' come indicato nelle predette note non sono pervenute osservazioni dal Ministero dello sviluppo economico;
Visto il documento, allegato al presente  decreto,  relativo  alla: «Guida  per  l'integrazione  degli  aspetti  sociali  negli   appalti pubblici» elaborato nell'ambito del Comitato di gestione del PAN  GPP con il contributo delle parti interessate attraverso le procedure  di confronto previste dal Piano stesso;
Ritenuto necessario, al fine di tener conto degli  aspetti  sociali nei criteri ambientali minimi per  quelle  categorie  di  prodotti  o servizi che sono oggetto di maggior rischio di violazione dei diritti umani, di procedere  all'adozione  della  «Guida  per  l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici»;

  Decreta:
  Tenuto conto  delle  indicazioni  per  gli  «Acquisti  Sostenibili» contenute nel PAN GPP e nelle comunicazioni della Commissione europea indicate in premessa, si adotta  il  documento  allegato  «Guida  per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici», che  e' parte integrante del presente decreto.
Il presente decreto unitamente  all'allegato  e'  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  Roma, 6 giugno 2012


   Il Ministro: Clini


   Piano d'azione per  la  sostenibilita'  ambientale  dei  consumi  nel settore  della Pubblica Amministrazione  ovvero


  Piano d'Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP)


 Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici
 Indice
Sommario
0.Premessa........................................................... 

1. Introduzione...................................................... 

2. I criteri sociali: definizione.................................... 

3. Il dialogo strutturato per i criteri sociali...................... 

4. Approccio semplificato............................................ 

5. Oggetto dell'appalto.............................................. 

6. Condizioni di esecuzione (clausole contrattuali).................. 

7. Glossario......................................................... 

8. Appalti in forma associata (joint purchasing)..................... 

ALLEGATO I........................................................... 

ALLEGATO II.......................................................... 

ALLEGATO III.........................................................



0.Premessa

Il presente documento, elaborato nell'ambito del "Piano d'azione  per la sostenibilita' ambientale dei consumi nel settore  della  pubblica amministrazione", (PAN GPP) adottato con il decreto interministeriale del 11 aprile 2008, ha lo scopo di fornire  indicazioni  operative  e linee guida per tener conto degli aspetti sociali  nella  definizione dei bandi di gara della Pubblica Amministrazione, per  l'acquisto  di beni e servizi e per l'esecuzioni di lavori.  L'attenzione  agli  aspetti  sociali  e'  indispensabile  per   poter garantire un concetto di "sostenibilita'" che comprenda,  cosi'  come richiamato  in  numerosi  documenti  della  UE,  oltre   alla   sfera ambientale, quella sociale e quella economica.  L'applicazione della presente  guida  potra'  essere  valutata  dalle stazioni appaltanti anche  in  ragione  del  "grado  di  rischio"  di violazione dei diritti umani che si possono verificare nelle  diverse catene di fornitura  delle  varie  merceologie  oggetto  dell'appalto (es.: il settore tessile, e  il  settore  agro-alimentare,  ed  altri possono considerarsi tra i settori "a maggior rischio").


1. Introduzione

La Commissione Europea ha pubblicato nei primi mesi del 2011 la guida "Acquisti  sociali.  Una  guida  alla  considerazione  degli  aspetti sociali negli appalti pubblici"  redatta  sulla  base  del  documento dello staff della Commissione SEC(2010) 1258 final, 19.10.2010.
La guida prende in considerazione diversi aspetti sociali afferenti   all'ampia   definizione   di "appalti pubblici socialmente   responsabili" -  Socially  responsible  public  procurement  (SRPP)   elaborata dalla Commissione1  La  guida  prende  in  considerazione   diversi aspetti sociali afferenti all'ampia definizione di "appalti   pubblici socialmente responsabili" -  Socially  responsible  public   procurement (SRPP) elaborata dalla Commissione
 --------
1 Si vedano le pagine 7 - 9 della guida.

• la promozione delle opportunita' di occupazione:  opportunita'  per l'occupazione giovanile, per i disoccupati di lunga  durata,  per  le persone  appartenenti  a  gruppi  svantaggiati  (ad  es.   lavoratori migranti, minoranze etniche, ecc.), per le persone  con  disabilita', ecc;  •  la  promozione  del  «lavoro  dignitoso»:   questo   concetto   fa riferimento   a   quattro   elementi ugualmente importanti e interdipendenti: il diritto a  un  lavoro  produttivo  e  liberamente scelto, principi e  diritti  fondamentali  nel  lavoro,  retribuzione dignitosa, protezione sociale e dialogo sociale. Nel  contesto  degli "appalti pubblici socialmente responsabili" possono svolgere un ruolo importante numerose questioni quali:
 - la conformita' con le norme fondamentali del lavoro;
 - la retribuzione dignitosa;
 - la salute e sicurezza sul luogo di lavoro;
 - il dialogo sociale;
 - l'accesso alla formazione;
 - la parita' di genere e non discriminazione;
 - l'accesso alla protezione sociale di base.  • la promozione della conformita' con i diritti sociali e del lavoro:
 -  l'osservanza  delle  normative  e  dei   contratti   collettivi nazionali conformi con il diritto dell'UE;
 - l'osservanza del principio  della  parita'  di  trattamento  tra uomini e donne, tra cui il principio della  parita'  di  retribuzione per il lavoro di uguale valore  e  la  promozione  della  parita'  di genere;
 - l'osservanza delle normative in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro;
 - lotta  alla  discriminazione  basata  su  altri  criteri  (eta', disabilita', razza, religione o convinzioni  personali,  orientamento sessuale e cosi' via) e creazione di pari opportunita';  • la promozione  dell'«inclusione  sociale»  e  la  promozione  delle organizzazioni dell'economia sociale quali:
 - la parita' di accesso alle opportunita' di appalto da  parte  di imprese i cui proprietari o dipendenti appartengono a gruppi etnici o minoritari, ad esempio cooperative, imprese sociali e  organizzazioni non profit;
 -  la  promozione  dell'occupazione  assistita  per  persone   con disabilita', incluse quelle presenti nel mercato del lavoro aperto;  • la  promozione  dell'«accessibilita'  e  progettazione  per  tutti» quali:
 -  le  disposizioni  imperative  nelle  specifiche  tecniche   per garantire alle persone con disabilita' di  accedere,  ad  esempio,  a servizi pubblici, edifici pubblici, trasporti pubblici,  informazioni pubbliche  e  beni  e  servizi  dell'information  and   communication technology tra cui le applicazioni basate sul web (l'aspetto centrale riguarda l'acquisto di beni e servizi accessibili a tutti);  • la  considerazione  degli  aspetti  legati  al  «commercio  equo  e solidale» quali:
 - la possibilita', in  determinate  condizioni,  di  tenere  conto delle questioni relative al commercio  equo  nelle  specifiche  delle gare e nelle condizioni di esecuzione degli appalti;  • lo sforzo  teso  a  ottenere  un  impegno  piu'  esteso  di  natura volontaristica verso la «responsabilita' sociale di  impresa»  (RSI): ovvero far si' che le  aziende  superino  volontariamente  i  vincoli normativi nel perseguimento  degli  obiettivi  ambientali  e  sociali nelle proprie attivita' quotidiane;  • la protezione dalla mancata  osservanza  dei  diritti  umani  e  la promozione del rispetto degli stessi;  • la promozione delle «piccole e medie imprese» nella misura  in  cui possano essere collegate alle considerazioni esposte sopra:
 - disposizioni che offrono alle PMI un  accesso  piu'  ampio  agli appalti pubblici attraverso la riduzione del costo  e/o  dell'impegno necessari  per  partecipare   agli   appalti   pubblici   socialmente responsabili.
 - pari opportunita'  attraverso  una  maggiore  visibilita'  delle opportunita' di subappalto.  Il presente documento fa riferimento alle esperienze di  integrazione di criteri sociali negli appalti pubblici che si sono  sviluppate  in vari Stati Membri (in particolare Svezia, Norvegia, Olanda, Danimarca e Spagna) gia' a partire dalla meta' degli anni duemila.  Queste  esperienze   si   sono   concentrate   in   particolar   modo sull'applicazione di alcuni  degli  aspetti  sociali  compresi  nella definizione dell'SRPP, ossia la promozione  del  «lavoro  dignitoso», con particolare attenzione alle principali condizioni di  lavoro  che si richiamano a questo concetto e che si  verificano  lungo  l'intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro  (International  Labour Organization - ILO), la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, il salario, l'orario di lavoro e  la  sicurezza  sociale  (previdenza  e assistenza).
Anche la proposta di criteri  sociali  che  qui  viene  affrontata,   scaturita in un  contesto  di  confronto  con  le  esperienze  Nord   europee2 , prende  in  considerazione  questa  specifica  accezione   dell'SRPP come meglio definita nel paragrafo successivo.
 --------
2 Nelle esperienze dei Paesi nord-europei relative alla  promozione  del  "lavoro  dignitoso"  negli  appalti  pubblici  si   fa   spesso  riferimento al concetto di "appalti pubblici etici"
- Ethical Public  Procurement  (EPP),  proprio  a  significare  una  specificita'   di  approccio rispetto alla piu' generale definizione di SRPP.
Nell'ambito dello sviluppo di ulteriori iniziative per la  promozione degli "appalti pubblici socialmente responsabili" saranno  affrontati anche altri aspetti sociali, come quelli riguardanti la  disabilita', in stretta  collaborazione  con  il  Ministero  del  Lavoro  e  delle Politiche Sociali.  I criteri qui proposti si collocano, inoltre, nel piu'  ampio  quadro di riferimento di strumenti e iniziative  internazionali  relative  a temi contigui alla "responsabilita'  sociale"  delle  organizzazioni, tra le quali:
 - le "Linee Guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali" (2000);
 - il "Global Compact" dell'ONU;
 - lo standard "ISO 26000:2010 Guidance on social responsibility".


2. I criteri sociali: definizione
Le catene di fornitura sono spesso  molto  complesse,  frammentate  e localizzate anche in  Paesi  ove  possono  non  essere  garantiti  il rispetto dei diritti umani fondamentali e l'applicazione di  standard minimi relativi alle condizioni di lavoro.  In questo documento, per "criteri sociali"  si  intendono  i  criteri tesi a promuovere l'applicazione, lungo la catena di fornitura, degli standard sociali riguardanti i  diritti  umani  e  le  condizioni  di lavoro, riconosciuti a livello internazionale e definiti da:
 -   le   otto   Convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization -  ILO), ossia, le Convenzioni n. 29, 87, 98, 100, 105, 111, 138 e 182;
 - la Convenzione ILO n. 155 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
 - la Convenzione ILO n. 131 sulla definizione di salario minimo;
 - la Convenzione ILO n. 1 sulla durata del lavoro (industria);
 - la  Convenzione  ILO  n.  102  sulla  sicurezza  sociale  (norma minima);
 - la "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani";
 - art. n. 32 della "Convenzione sui Diritti del Fanciullo";
 - la legislazione nazionale, vigente nei Paesi ove si svolgono  le fasi della catena di fornitura, riguardanti la salute e la  sicurezza nei luoghi di lavoro, nonche' le  legislazione  relativa  al  lavoro, inclusa quella relativa al  salario,  all'orario  di  lavoro  e  alla sicurezza sociale (previdenza e assistenza).  Quando  le  leggi  nazionali  e  gli  standard  sopra  richiamati  si riferiscono alla stessa materia, sara' garantita la conformita'  allo standard piu' elevato.  Qui di seguito le Convenzioni fondamentali ILO raggruppate per tema.
Lavoro minorile (art.  32  della  Convenzione  ONU  sui  Diritti  del Fanciullo; Convenzione ILO sull'eta' minima n° 138;  Convenzione  ILO sulle forme peggiori di lavoro minorile n° 182)
 - I  bambini  hanno  il  diritto  di  essere  protetti  contro  lo sfruttamento economico nel lavoro e contro l'esecuzione di lavori che possono compromettere le loro opportunita' di sviluppo ed educazione.
 - L'eta' minima di assunzione all'impiego o al lavoro deve  essere in ogni caso non inferiore ai 15 anni (temporaneamente, 14 in  alcuni Paesi).
 - I minori di 18 anni non possono assumere alcun tipo di impiego o lavoro  che  possa  comprometterne  la  salute,  la  sicurezza  o  la moralita'.
 - Nei casi di pratica di lavoro minorile, opportuni rimedi  devono essere adottati rapidamente. Contemporaneamente, deve essere messo in atto un sistema  che  consenta  ai  bambini  di  perseguire  il  loro percorso scolastico fino al termine della scuola dell'obbligo.
Lavoro forzato/schiavitu' (Convenzione ILO sul lavoro forzato n° 29 e Convenzione ILO sull'abolizione del lavoro forzato n° 105)
 - E' proibito qualunque tipo di  lavoro  forzato,  ottenuto  sotto minaccia di una punizione e non offerto dalla persona spontaneamente.
 - Ai lavoratori non puo' essere richiesto, ad esempio,  di  pagare un deposito o di cedere i propri documenti di identita' al datore  di lavoro. I lavoratori devono  inoltre  essere  liberi  di  cessare  il proprio rapporto di lavoro con ragionevole preavviso.
Discriminazione (Convenzione ILO sull'uguaglianza di retribuzione  n° 100 e Convenzione ILO sulla discriminazione (impiego  e  professione) n° 111)
 - Nessuna  forma  di  discriminazione  in  materia  di  impiego  e professione e' consentita sulla base della razza, del  colore,  della discendenza nazionale,  del  sesso,  della  religione,  dell'opinione politica, dell'origine sociale, dell'eta', della  disabilita',  dello stato  di  salute,  dell'orientamento  sessuale  e  dell'appartenenza sindacale.
Liberta' sindacale e diritto di negoziazione collettiva  (Convenzione ILO sulla liberta' sindacale e la protezione del diritto sindacale n° 87 e Convenzione ILO sul diritto di organizzazione e di  negoziazione collettiva n° 98)
 - I lavoratori hanno il diritto, senza alcuna distinzione e  senza autorizzazione preventiva, di costituire delle organizzazioni di loro scelta, nonche' di divenirne membri e di ricorrere alla  negoziazione collettiva.
Le Pubbliche Amministrazioni,  integrando  i  criteri  sociali  negli appalti pubblici, possono contribuire a migliorare il soddisfacimento dei diritti umani e le condizioni di lavoro  lungo  tutta  la  catena della fornitura, favorendo al contempo lo sviluppo  del  mercato  dei prodotti realizzati rispettando tali diritti e condizioni.  L'applicazione dei criteri  sociali  si  basa  sulla  qualita'  delle informazioni relative alle condizioni di  lavoro  che  si  verificano lungo la catena di  fornitura.  Per  questo  motivo,  l'approccio  da adottare si basa sulla trasparenza e la tracciabilita'  della  catena di fornitura.  Tale  approccio  prevede   la   costruzione   di   un   processo   di facilitazione,   ossia   di   un   "dialogo   strutturato"   tra   le Amministrazioni aggiudicatici e i relativi fornitori, di cui al punto successivo, attraverso il  quale  si  sviluppa  la  dimensione  della responsabilita' sociale nell'ambito del settore  degli approvvigionamenti pubblici.


3. Il dialogo strutturato per i criteri sociali
Il dialogo strutturato ha gli obiettivi di migliorare  la  conoscenza relativa alle condizioni di lavoro e al rispetto  dei  diritti  umani lungo la catena di fornitura, di trasmettere  segnali  di  attenzione sugli standard sociali lungo la stessa catena,  e  di  permettere  il monitoraggio  dell'applicazione  dei  criteri  sociali  dell'appalto, compresa l'attivazione di eventuali meccanismi correttivi in caso  di mancato rispetto degli stessi.  Il quadro normativo  vigente  degli  appalti  pubblici  prevede  gia' alcune misure relative alla protezione sociale e alle  condizioni  di lavoro, come quelle relative alla salute e alla sicurezza nei  luoghi di   lavoro   e   quelle   relative   alla   necessaria   valutazione dell'adeguatezza del valore economico delle offerte rispetto al costo del  lavoro  (che  considera  anche  la  dimensione  previdenziale  e assistenziale) e al costo relativo  alla  sicurezza  (art.  86  commi 3-bis e 3-ter; art. 87 comma 2 lettera g).  Il quadro normativo consente  inoltre  alle  stazioni  appaltanti  la possibilita'  di  chiedere  particolari  condizioni   di   esecuzione contrattuale che possono attenere ad esigenze  di  carattere  sociale (art. 69, commi 1 e 2 del D.Lgs. 163/06).  Per facilitare la realizzazione del dialogo  strutturato,  i  criteri sociali riguardano le condizioni di esecuzione contrattuale riportate nel par. 6, oltre  alla  definizione  dell'oggetto  dell'appalto.  Le clausole contrattuali prevedono  la  realizzazione  del  dialogo  con l'aggiudicatario   dell'appalto,   l'attivazione   del   flusso
di informazioni, e quindi il  monitoraggio  del  rispetto  delle  stesse clausole. Nelle successive  revisioni  dei  criteri  sociali  saranno inclusi criteri sociali  riguardanti  le  altre  fasi  degli  appalti pubblici (criteri di selezione dei candidati, specifiche  tecniche  e criteri di aggiudicazione).  Il dialogo si sviluppa attraverso le seguenti attivita':
 1.  Informazione  agli  operatori   economici:   l'Amministrazione aggiudicatrice, con adeguato anticipo rispetto  alla  prevista  prima applicazione dei criteri sociali,  informa  gli  operatori  economici circa la volonta'  di  integrare  i  criteri  sociali  nelle  proprie attivita' contrattuali; l'informazione avviene attraverso l'organizzazione di specifici  incontri,  e  altre  eventuali  forme, dandone pubblica comunicazione;
 2. Inserimento di clausole contrattuali relative alla  conformita' a  standard  sociali  minimi  tra   le   condizioni   di   esecuzione contrattuale: l'Amministrazione aggiudicatrice  inserisce  specifiche clausole nel capitolato speciale e nel  contratto  di  fornitura  che riguardano gli impegni assunti dall'aggiudicatario relativi sia  alla conformita'  agli  standard  sociali  minimi  lungo  la   catena   di fornitura, sia al monitoraggio degli stessi (le clausole contrattuali da inserire sono riportate al par. 6);
 3. Sottoscrizione di una "Dichiarazione di conformita' a  standard sociali minimi": la dichiarazione (da allegare  al  capitolato  e  al contratto   di   fornitura)   riporta   l'assunzione di impegni dell'aggiudicatario verso il  rispetto  di  standard  sociali  minimi lungo   la   catena   di   fornitura,   e   la   collaborazione   con l'Amministrazione aggiudicatrice per il  monitoraggio  degli  impegni assunti (la "Dichiarazione" e' riportata nell'Allegato I);
 4.  Compilazione  di  un  questionario   di   monitoraggio   della conformita' agli standard sociali minimi: nel corso della durata  del contratto, l'Amministrazione invia all'aggiudicatario un questionario relativo al monitoraggio  della  conformita'  agli  standard  sociali minimi (Allegati II e III), che e'  tenuto  a  compilare  ed  inviare all'Amministrazione entro congrui  termini  stabiliti  dalla  stessa; essa analizzera' il questionario allo scopo di valutare il rischio di potenziale  violazione  delle  clausole  contrattuali  (gli  standard sociali minimi), e quindi per l'eventuale effettuazione di  ulteriori attivita'   di   cui   ai   punti successivi;
l'Amministrazione aggiudicatrice stabilisce specifiche penalita' nel caso di mancata  o incompleta compilazione del questionario  di  monitoraggio  da  parte dell'aggiudicatario;  il  questionario  e'  parte  integrante   della documentazione  contrattuale,  e  quindi  le   informazioni   fornite dall'aggiudicatario attraverso il questionario costituiscono a  tutti gli effetti "Dichiarazioni sostitutive dell'atto  di  notorieta'"  ai sensi dal DPR 445/2000, che prevede specifiche sanzioni  in  caso  di dichiarazioni false o mendaci);
 5.  Richieste  di  chiarimenti  ed   incontri:   l'Amministrazione richiede chiarimenti all'aggiudicatario sulla base delle informazioni contenute  nel  questionario,  nonche'  organizza  incontri  tesi   a soddisfare necessita' informative dell'aggiudicatario,  a  facilitare la  soluzione  di  eventuali  problemi  connessi  alle   informazioni richieste dall'Amministrazione, ecc.;
 6.  Verifiche  ispettive:  l'Amministrazione  effettua   verifiche ispettive,  o  fa  effettuare   per   proprio   conto   da   soggetti specificatamente incaricati, finalizzate  a  monitorare  il  rispetto delle clausole contrattuali;
 7. Azioni correttive: l'aggiudicatario  potra'  essere  tenuto  ad effettuare adeguate azioni  correttive,  che  possono  coinvolgere  i sub-fornitori,  di  cui   l'Amministrazione   aggiudicatrice   potra' chiederne  l'attuazione  entro  i  termini  stabiliti  dalla  stessa; l'Aggiudicatario sara' tenuto  a  dimostrare  che  le  clausole  sono rispettate e a documentare l'esito delle eventuali azioni  correttive effettuate;
 8. Penalita': l'Amministrazione stabilisce penalita' proporzionali alla  gravita'  delle  violazioni  contrattuali   inerenti   la   non conformita'  agli  standard  sociali  minimi  lungo  la   catena   di fornitura, fino alla risoluzione del contratto.


4. Approccio semplificato
Le Amministrazioni aggiudicatrici applicano un approccio semplificato dei criteri sociali, in via  generale,  a  seconda  dell'importo  del contratto, ossia nei contratti con importi inferiori alle  soglie  di rilevanza comunitaria, come definite all'art. 28 del D.Lgs. 163/06.  L'applicazione  di  questo  approccio  prevede   l'utilizzo   di   un questionario semplificato  di  monitoraggio  della  conformita'  agli standard sociali minimi (Allegato II). Il  questionario  semplificato si focalizza sulle fasi finali della catena di fornitura, ossia sulla fase manifatturiera di  realizzazione  del  prodotto  finito  oggetto dell'appalto e sulla sua distribuzione: il questionario non  riguarda le fasi piu' a monte della catena di fornitura,  come  la  produzione delle materie prime e dei semilavorati,  per  le  quali  deve  essere comunque garantita la conformita' agli standard sociali minimi  (come indicato  nelle  clausole  contrattuali  e  nella  "Dichiarazione  di conformita'"), e rispetto alle quali l'Amministrazione puo'  attivare gli  strumenti  previsti  dal  dialogo  strutturato   (richiesta   di chiarimenti ed incontri, verifiche  ispettive,  azioni  correttive  e penalita').  Le Amministrazioni aggiudicatici sono comunque invitate ad  applicare l'approccio completo anche  per  importi  inferiori  alle  soglie  su indicate.  Le "Centrali di committenza", come definite dall'art. 3 comma 34  del D.Lgs  163/06,  integrano   i   criteri   sociali   nelle   attivita' contrattuali  applicando  l'approccio   completo,   indipendentemente dall'importo del contratti, ossia utilizzando  la  versione  completa del questionario di monitoraggio di conformita' agli standard sociali minimi (Allegato III), che riguarda tutte le fasi della catena  della fornitura, e che include richieste di ulteriori informazioni rispetto ad alcuni aspetti ritenuti rilevanti. Resta fermo quanto  specificato per l'approccio semplificato rispetto all'attivazione degli strumenti previsti dal dialogo strutturato.  E' utile segnalare che  l'applicazione  dei  criteri  sociali  potra' essere valutata dalle stazioni appaltanti anche in ragione del "grado di rischio" di violazione dei diritti umani che si possono verificare nelle diverse catene di fornitura  delle  varie  merceologie  oggetto dell'appalto (es.: il settore tessile e  il  settore  agro-alimentare possono considerarsi tra i settori "a maggior rischio").  Al  fine  di  dare  rilevanza  a  iniziative  volontarie  che   fanno riferimento   alla   "responsabilita'   sociale delle
imprese", l'aggiudicatario che si trovi in una delle tre specifiche  situazioni meglio descritte nell'Allegato II non e' tenuto a  rispondere  a  una parte   del   questionario:  
1.   adesione a una iniziativa multi-stakeholder;  2.  sistema  di  gestione  della  responsabilita' sociale di'impresa; 3. fornitura di prodotti  del  commercio  equo  e solidale.  Questo schema riassume le ipotesi di semplificazione:

|======================|=====================|======================|
|                      | Aggiudicatario in | Aggiudicatario NON |
|                      | situazione 1, 2 o 3 |in situazione 1, 2 o 3|
|======================|=====================|======================|
|Approccio semplificato|         1 - 5       |        1 - 13        |
|(importo inferiore    |      (5 domande)    |     (13 domande)     |
|alla soglia           |                     |                      |
|comunitaria)          |                     |                      |
|----------------------|---------------------|----------------------|
|Approccio completo    |                     |                      |
|(Centrale di          |     1 - 5 e 14 - 23 |        1 - 23        |
|committenza e/o       |      (15 domande)   |     (23 domande)     |
|importo superiore alla|                     |                      |
|soglia comunitaria)   |                     |                      |
|======================|=====================|======================|

 


   5. Oggetto dell'appalto
L'oggetto dell'appalto differisce  a  seconda  se  esso  riguarda  la fornitura di beni o la prestazione di servizi:
 a) in caso di appalto di fornitura:
 "Appalto della fornitura di ... realizzati in condizioni di lavoro dignitose lungo l'intera catena di fornitura"
 b) in caso di appalto di prestazione di servizi:
 "Appalto del servizio di ..... realizzati in condizioni di  lavoro dignitose lungo l'intera catena di fornitura"
 c) in caso di appalto di lavori:
 "Appalto dei lavori di ...  realizzati  in  condizioni  di  lavoro dignitose lungo l'intera catena di fornitura"


6. Condizioni di esecuzione (clausole contrattuali)
Testo da inserire tra le condizioni di esecuzione contrattuale  (es.: nel capitolato speciale d'appalto e nel contratto d'appalto).
  Par. ... Conformita' a standard sociali minimi
I beni/servizi/lavori oggetto  del  presente  appalto  devono  essere prodotti in conformita' con gli standard sociali minimi in materia di diritti umani e di condizioni di lavoro lungo la catena di  fornitura (da ora in poi "standard"), definiti dale leggi nazionali  dei  Paesi ove si svolgono le fasi della catena, ed in ogni caso in  conformita' con  le  Convenzioni   fondamentali   stabilite   dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro e  dall'Assemblea  Generale  delle  Nazioni Unite.  Gli  standard  sono  riportati  nella  dichiarazione  di  conformita' allegata al presente  contratto/capitolato  speciale  d'appalto,  che deve   essere   sottoscritta   dall'oferente   (Allegato
n.
... :"Dichiarazione di conformita' a standard sociali minimi").  Al fine di consentire il monitoraggio, da parte  dell'Amministrazione aggiudicatrice, della  conformita'  agli  standard,  l'aggiudicatario sara' tenuto a:
 1. informare fornitori e sub-fornitori coinvolti nella  catena  di fornitura   dei   beni   oggetto   del presente appalto, che l'Amministrazione aggiudicatrice ha  richiesto  la  conformita'  agli standard sopra citati  nelle  condizioni  d'esecuzione  del  presente appalto/contratto;
 2. fornire, su richiesta  dell'Amministrazione  aggiudicatrice  ed entro il termine  stabilito,  le  informazioni  e  la  documentazione relativa alla gestione delle  attivita'  riguardanti  la  conformita' agli standard e i riferimenti dei fornitori e sub-fornitori coinvolti nela catena di fornitura;
 3. accettare e far accettare dai propri fornitori e sub-fornitori, eventuali verifiche ispettive relative ala conformita' agli standard, condotte dall'Amministrazione aggiudicatrice o da soggetti indicati e specificatamente incaricati allo scopo da parte dela  Amministrazione stessa;
 4.  intraprendere,  o  a  far  intraprendere   dai   fornitori   e sub-fornitori coinvolti  nella  catena  di  fornitura,  eventuali  ed adeguate azioni correttive (es.: rinegoziazioni contrattuali),  entro i termini stabiliti dall'Amministrazione aggiudicatrice, nel caso che emerga, dalle  informazioni  in  possesso  dell'Amministrazione,  una violazione contrattuale inerente la  non  conformita'  agli  standard sociali minimi lungo la catena di fornitura;
 5.  dimostrare,   tramite   appropriata   documentazione   fornita all'Amministrazione aggiudicatrice, che le clausole sono  rispettate, e a documentare l'esito delle eventuali azioni correttive effettuate.
 La  violazione  delle  presenti  clausole  contrattuali   comporta l'applicazione delle sanzioni  previste  al  par.  ...  del  presente contratto/capitolato speciale.


  7. Glossario
ILO: International Labour Organization, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL)  e'  l'agenzia  delle  Nazioni  Unite responsabile   dell'adozione   e dell'attuazione delle norme internazionali del lavoro.  E'  un'organizzazione  tripartita,  ossia governata  da  rappresentanti  dei  Governi,   delle   organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Attualmente sono 183  gli  Stati  membri dell'Organizzazione.
Convenzioni ILO: sono trattati internazionali legalmente  vincolanti, sottoposti alla  ratifica  da  parte  degli  Stati  membri  dell'ILO. Attraverso  la   ratifica,   le   Convenzioni   entrano   in   vigore nell'ordinamento giuridico degli  Stati  membri.  Essi  si  impegnano all'applicazione delle Convenzioni nella legislazione e nella prassi, ed a presentare periodicamente un rapporto sulle misure adottate.
Convenzioni fondamentali ILO: sono le otto Convenzioni che riguardano principi  e  diritti  del  lavoro  che  ILO  ha   identificato   come "fondamentali":  la  liberta'  di  associazione,  il   riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione  collettiva  dei  lavoratori, l'eliminazione di tutte le forme di lavoro  forzato  o  obbligatorio, l'abolizione effettiva del lavoro  minorile  e  l'eliminazione  della discriminazione in materia di impiego e occupazione. Attualmente sono oltre 1.200 le ratifiche di queste Convenzioni, rappresentanti  l'86% del numero delle possibili ratifiche.
Commercio equo e solidale: e' un partenariato commerciale, basato sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, finalizzato  ad  ottenere  una maggiore equita'  nel  commercio  internazionale.  Contribuisce  allo sviluppo sostenibile  offrendo  migliori  condizioni  commerciali  ai produttori e ai lavoratori marginalizzati e garantendone  i  diritti, in particolare nel  Sud.  Le  organizzazioni  del  commercio  equo  e solidale (supportate dai consumatori) si  impegnano  attivamente  per sostenere  i  produttori,  sensibilizzare   l'opinione   pubblica   e promuovere modifiche  delle  regole  e  delle  pratiche  seguite  nel commercio internazionale (Allegato I della Risoluzione del Parlamento Europeo A6-0207/2006).
Catena  di  fornitura:  l'insieme  costituito  dai  distributori,   i produttori e i fornitori di tutti i prodotti  che  sono  oggetto  del contratto,  incluso  i   sub-fornitori,   che   possono   progettare, commercializzare, fabbricare e/o fornire beni che  sono  usati  nella produzione e nella fornitura del prodotto finale.
Iniziativa Multi-Stakeholder  (MSI):  un'organizzazione  nella  quale sono  rappresentati  vari  portatori  di  interessi,  come   imprese, sindacati e organizzazioni non governative, che  generalmente  adotta un codice di condotta ed un sistema di verifica indipendente, con  la finalita'  di  assicurare  che  determinati  standard  sociali   sono rispettati da parte delle  imprese  aderenti.  Esempi  di  iniziative Multi-Stakeholder sono: Fair Wear Foundation (FWF),  Ethical  Trading Initiative (ETI), Fair Labor Association (FLA). 

Salario  dignitoso:  salario  pagato  per  una  settimana  lavorativa normale (48 ore) che  corrisponde  almeno  agli  standard  minimi  di settore e che sia sufficiente a  soddisfare  i  bisogni  primari  del personale oltre che a fornire un qualche guadagno discrezionale (pari ad almeno il 10%); il salario deve quindi permettere ai lavoratori di sostenere meta' della famiglia di medie  dimensioni  sopra  la  linea della poverta', sulla base dei  pressi  locali  vicino  al  luogo  di lavoro. I bisogni primari comprendono spese  essenziali  quali  cibo, acqua  potabile,  vestiti,  abitazione,  trasporti,  istruzione,   un reddito discrezionale e i "benefici sociali obbligatori"  (assistenza sanitaria, assicurazione medica, indennita' di disoccupazione, ecc.). 

Produttore:  impresa  che  realizza  i  prodotti,  anche   attraverso fornitori e sub-fornitori;  Proprietario di marchio: impresa proprietaria dei diritti sui  marchi apposti sui prodotti forniti  Rivenditore o grossista: impresa che rivende prodotti  realizzati  da altre imprese


8. Appalti in forma associata (joint purchasing)
E' auspicabile che  le  stazioni  appaltanti  promuovano  intese  per realizzare  appalti  in  forma   associata.   Questa   modalita'   di approvvigionamento permette alle Amministrazioni di poter condividere le competenze a loro disposizione ed i costi per realizzare  efficaci azioni  di  monitoraggio  dei  criteri  ambientali  e  sociali  (es.: incaricare soggetti esterni per l'effettuazione di audit di  verifica di conformita' agli standard sociali minimi previsti  per  i  criteri sociali).


  ALLEGATO I
omesso


   ALLEGATO II
omesso


  ALLEGATO III
omesso