Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (GU n. 82 del 6-4-2012 - Suppl. Ordinario n.69)

argomento: 

Categoria: 

Provvedimento: 
Legge
Numero: 
35

Tipo: 

Organo emanante: 
Parlamento
Data: 
04/04/2012
Pubblicato su: 
Gazzetta Ufficiale
Numero pubblicazione: 
82
Supplemento: 
Supplemento Ordinario
Data pubblicazione: 
06/04/2012
Numero supplemento: 
69
Data supplemento: 
06/04/2012

 

Testo coordinato del Decreto-Legge 9 febbraio 2012, n. 5

Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.».

(GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

 

 Avvertenza:
  Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione  delle  leggi,  sull'emanazione  dei decreti  del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle   pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo  testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia  delle  disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate  dalla  legge di conversione, che di quelle modificate o  richiamate  nel  decreto, trascritte nelle note. Restano  invariati  il  valore  e  l'efficacia degli atti legislativi qui riportati.
  Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono  stampate con caratteri corsivi.
  Tali modifiche sono riportate sul video fra i segni (( ... )).
  A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della  Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate  dalla  legge  di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della  sua pubblicazione.


 Titolo I
 Disposizioni in materia di semplificazioni
 
Capo I
 Disposizioni generali in materia di semplificazioni



  Art. 1
  Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241 in materia di  conclusione del procedimento e poteri sostitutivi

  1. All'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i commi 8 e  9 sono sostituiti dai seguenti:
«8. La  tutela  in  materia  di  silenzio  dell'amministrazione  e' disciplinata dal codice del processo amministrativo,  ((  di  cui  al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 )). Le sentenze passate  in giudicato che accolgono  il  ricorso  proposto  avverso  il  silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti.
9. La mancata o tardiva emanazione  del  provvedimento  costituisce elemento di valutazione della  performance  individuale,  nonche'  di responsabilita' disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente.
9-bis. L'organo di  governo  individua,  nell'ambito  delle  figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui  attribuire  il  potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si considera attribuito al  dirigente  generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o  in  mancanza  al funzionario di piu' elevato livello presente nell'amministrazione.
9-ter. Decorso  inutilmente  il  termine  per  la  conclusione  del procedimento o quello superiore di cui al comma 7,  il  privato  puo' rivolgersi al responsabile di cui al comma 9-bis  perche',  entro  un termine pari alla meta' di quello originariamente previsto,  concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario.
9-quater. Il responsabile individuato ai  sensi  del  comma  9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di  governo,  i procedimenti, suddivisi  per  tipologia  e  strutture  amministrative competenti,  nei  quali  non  e'  stato  rispettato  il  termine   di conclusione  ((  previsto  ))  dalla  legge  o  dai  regolamenti.  Le Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma, con  le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione vigente,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica.
9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza  di parte (( sono espressamente indicati ))  il  termine  previsto  dalla legge o dai regolamenti e quello effettivamente impiegato.».
2. Le disposizioni del  presente  articolo  non  si  applicano  nei procedimenti tributari e in materia di giochi pubblici, per  i  quali restano ferme le particolari norme che li disciplinano.


 Art. 2
  Semplificazione delle procedure amministrative mediante SCIA

  1. All'articolo 19, della legge 7 agosto 1990, n. 241, al comma  1, dopo le parole: «decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre 2000,  n.  445,  nonche'»  sono  inserite   le   seguenti:   «,   ove espressamente previsto dalla normativa vigente,».


 Art. 3
Riduzione degli  oneri  amministrativi  e  disposizioni  in  tema  di verifica dell'impatto della regolamentazione - VIR

  1. All'articolo 8 della legge 11 novembre 2011, n. 180, il comma  2 e' sostituito dai seguenti:
«2. Entro il 31 gennaio di ogni anno,  le  amministrazioni  statali trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una  relazione sul bilancio complessivo degli  oneri  amministrativi,  a  carico  di cittadini e imprese, introdotti e eliminati con  gli  atti  normativi approvati nel corso dell'anno  precedente,  ((  ivi  compresi  quelli introdotti con atti di recepimento di direttive  dell'Unione  europea che determinano livelli di  regolazione  superiori  a  quelli  minimi richiesti dalle direttive medesime )), come valutati  nelle  relative analisi di impatto della regolamentazione (AIR),  in  conformita'  ai criteri di cui all'articolo 6, comma 3. Per gli  atti  normativi  non sottoposti ad AIR, le Amministrazioni utilizzano i  medesimi  criteri per  la  stima  e  la  quantificazione  degli  oneri   amministrativi introdotti o eliminati. Per oneri amministrativi si intendono i costi degli adempimenti cui cittadini ed imprese sono tenuti nei  confronti delle  pubbliche   amministrazioni   nell'ambito   del   procedimento amministrativo, compreso qualunque adempimento comportante  raccolta, elaborazione,   trasmissione,   conservazione   e produzione di informazioni e documenti alla pubblica amministrazione.
2-bis. Sulla base delle relazioni di cui al comma 2 verificate, per quanto di competenza, dal Dipartimento per  gli  affari  giuridici  e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  il Dipartimento  della  funzione   pubblica   predispone,   sentite   le associazioni  imprenditoriali  e  le  associazioni  dei   consumatori rappresentative a livello nazionale ai sensi del decreto  legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo,  una  relazione complessiva,   contenente   il   bilancio   annuale degli oneri amministrativi introdotti e eliminati, che evidenzia il risultato con riferimento a ciascuna amministrazione. La relazione e' comunicata al DAGL e pubblicata nel sito istituzionale  del  Governo  entro  il  31 marzo di ciascun anno.
2-ter. Per ciascuna Amministrazione, quando  gli  oneri  introdotti sono superiori a quelli eliminati, il Governo, ai fini  del  relativo pareggio, adotta,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza pubblica, entro novanta giorni dalla pubblicazione della relazione di cui al comma 2-bis, uno o piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  per  la  riduzione  di oneri amministrativi di  competenza  statale  previsti  da  leggi.  I regolamenti sono adottati, su proposta dei Ministri per  la  pubblica amministrazione e la semplificazione e dello sviluppo  economico,  di concerto con i Ministri competenti e sentite le associazioni  di  cui al  comma  2-bis,  nel  rispetto  dei  seguenti  principi  e  criteri direttivi:
a) proporzionalita' degli adempimenti amministrativi alle  esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti in relazione ai  diversi soggetti destinatari,  nonche'  alla  dimensione  dell'impresa  e  al settore di attivita';
b) eliminazione  di  dichiarazioni,  attestazioni,  certificazioni, comunque denominati, nonche' degli adempimenti amministrativi e delle procedure non necessari rispetto alla tutela degli interessi pubblici in relazione ai soggetti destinatari e alle attivita' esercitate;
c) utilizzo  delle  autocertificazioni  e,  ove  necessario,  delle attestazioni e delle  asseverazioni  dei  tecnici  abilitati  nonche' delle  dichiarazioni  di  conformita'  da  parte  dell'Agenzia  delle imprese;
d)  informatizzazione   degli   adempimenti   e   delle   procedure amministrative, secondo la disciplina del (( codice dell'amministrazione digitale, di cui al  ))  decreto  legislativo  7 marzo 2005, n. 82;
e) coordinamento delle attivita' di controllo al  fine  di  evitare duplicazioni e sovrapposizioni, assicurando  la  proporzionalita'  (( delle stesse )) in relazione alla  tutela  degli  interessi  pubblici coinvolti.
2-quater. Per la riduzione  di  oneri  amministrativi  previsti  da regolamenti si procede, nel rispetto dei criteri di cui comma  2-ter, con regolamenti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma  1,  della legge 23 agosto 1988,  n.  400,  su  proposta  del  Ministro  per  la pubblica amministrazione e la  semplificazione,  del  Ministro  dello sviluppo  economico  e  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei trasporti, di  concerto  con  i  Ministri  competenti  e  sentite  le associazioni di cui al comma 2-bis.
2-quinquies. Per la riduzione di oneri amministrativi  previsti  da regolamenti ministeriali, si procede, nel rispetto dei criteri di cui comma 2-ter, con decreti del Presidente del Consiglio  dei  ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della  legge  23  agosto 1988,  n.  400,  sulla  proposta  del  Ministro   per   la   pubblica amministrazione e la semplificazione,  del  Ministro  dello  sviluppo economico  e  dei  Ministri  competenti  per  materia,   sentite   le associazioni di cui al comma 2-bis.
2-sexies.  Alle  attivita'  di  cui  al   presente   articolo,   le amministrazioni  provvedono  con  le  risorse  umane,  strumentali  e finanziarie  disponibili  a  legislazione  vigente,  senza  nuovi   o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2-septies. Le disposizioni del presente articolo non  si  applicano con riferimento agli atti normativi in materia tributaria, creditizia e di giochi pubblici.».
2. All'articolo 14, comma 4, della legge 28 novembre 2005, n.  246, il secondo ed il terzo periodo sono soppressi.
3. All'articolo 15, comma 2, lettera a), della  legge  12  novembre 2011, n. 183, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole «dopo il comma  5»  sono  sostituite  dalle  seguenti: «dopo il comma 5-bis»;
b) le parole «5-bis.» sono sostituite dalle seguenti: «5-ter.».».
(( 3-bis. Entro novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore della legge di conversione del  presente  decreto  e'  adottato,  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa  intesa  in sede di Conferenza unificata ai sensi  dell'articolo  9  del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il  programma  2012-2015  per  la riduzione degli oneri amministrativi gravanti  sulle  amministrazioni pubbliche nelle materie  di  competenza  statale.  Per  la  riduzione relativa alle materie di competenza regionale, si provvede  ai  sensi dell'articolo 20-ter  della  legge  15  marzo  1997,  n.  59,  e  dei successivi accordi attuativi.
3-ter. Il programma di cui al comma  3-bis  individua  le  aree,  i tempi e le metodologie di intervento garantendo la  partecipazione  e la  consultazione,  anche  attraverso  strumenti  telematici,   delle amministrazioni  ai  fini   dell'individuazione   degli   adempimenti amministrativi da semplificare e dell'elaborazione delle  conseguenti proposte. Per l'attuazione del programma si applicano le disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 dell'articolo 25 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni.
3-quater. Sulla base  degli  esiti  delle  attivita'  definite  nel programma di cui al  comma  3-bis  il  Governo  emana,  entro  il  31 dicembre  di  ciascun  anno,  uno  o  piu'   regolamenti   ai   sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e successive modificazioni, per la riduzione di  oneri  amministrativi, previsti  da  leggi  dello  Stato,  gravanti  sulle   amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo  30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.  I  regolamenti  sono adottati, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo  8  del decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive modificazioni,   su   proposta   del   Ministro   per   la   pubblica amministrazione e la  semplificazione,  di  concerto  con  gli  altri Ministri competenti per materia, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) eliminazione o riduzione  degli  adempimenti  ridondanti  e  non necessari rispetto alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
b)  eliminazione  o  riduzione  degli   adempimenti   eccessivi   e sproporzionati rispetto  alle  esigenze  di  tutela  degli  interessi pubblici;
c) eliminazione delle  duplicazioni  e  riduzione  della  frequenza degli adempimenti;
d) informatizzazione degli adempimenti e delle procedure.
3-quinquies. Per la riduzione degli oneri amministrativi  derivanti da regolamenti o atti amministrativi statali  si  procede  attraverso l'attuazione di appositi piani, adottati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con gli altri  Ministri  competenti  per  materia,  sentita   la   Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nei quali sono indicate  le misure  normative,  organizzative   e   tecnologiche   da   adottare, assegnando i relativi obiettivi ai dirigenti titolari dei  centri  di responsabilita' amministrativa.
3-sexies. Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  25  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e  successive  modificazioni,  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo  9  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e' adottato,  nel  quadro delle indicazioni e delle raccomandazioni  dei  competenti  organismi dell'Unione europea, il programma 2012-2015 per la misurazione  e  la riduzione dei tempi dei procedimenti  amministrativi  e  degli  oneri regolatori gravanti su imprese e su cittadini, ivi inclusi gli  oneri amministrativi.  Il  programma  e'  ispirato   al   principio   della proporzionalita' degli oneri alla tutela  degli  interessi  pubblici, tiene conto  dei  risultati  delle  attivita'  di  misurazione  e  di riduzione gia' realizzate e individua, in raccordo con  il  programma di cui al  comma  3-bis,  le  aree  di  regolazione,  i  tempi  e  le metodologie di intervento  nonche'  gli  strumenti  di  verifica  dei risultati, assicurando la consultazione dei cittadini, delle  imprese e delle loro associazioni. Per la riduzione degli oneri nelle materie di competenza regionale si provvede  ai  sensi  dell'articolo  20-ter della legge 15 marzo 1997, n. 59, e dei successivi accordi attuativi.
3-septies. Per l'attuazione del programma di cui al comma  3-sexies si applicano le disposizioni di cui ai commi da 2 a  7  dell'articolo 25  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e  successive modificazioni.
3-octies. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, il Ministro  per  la pubblica amministrazione e  la  semplificazione  rende  comunicazioni alle Camere  sullo  sviluppo  e  sui  risultati  delle  politiche  di semplificazione  nell'anno  precedente,  con   particolare   riguardo all'attuazione del  presente  decreto  e  dei  programmi  di  cui  al presente articolo. ))



   Capo II
  Semplificazioni per i cittadini


 Art. 4
Semplificazioni in materia  di  documentazione  per  le  persone  con   disabilita' (( e patologie croniche )) e partecipazione  ai  giochi   paralimpici

  1.  I  verbali  delle  commissioni   mediche   integrate   di   cui all'articolo 20, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, riportano anche l'esistenza dei requisiti sanitari  necessari  per  la  richiesta  di rilascio del contrassegno invalidi di cui al  comma  2  dell'articolo 381 del (( regolamento di cui al  ))  decreto  del  Presidente  della Repubblica 16 dicembre 1992,  n.  495,  e  successive  modificazioni, nonche' per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previsti  per le persone con disabilita'.
2.  Le  attestazioni  medico  legali  richieste  per  l'accesso  ai benefici di cui al comma 1  possono  essere  sostituite  dal  verbale della commissione medica integrata. Il verbale e' presentato in copia con  dichiarazione  sostitutiva   dell'atto   di   notorieta'   sulla conformita' all'originale, resa dall'istante ai  sensi  dell'articolo 19 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari  in materia di  documentazione  amministrativa  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,  n.  445,  che  dovra' altresi' dichiarare che quanto ivi attestato non e'  stato  revocato, sospeso o modificato.
(( 2-bis. Con decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, di concerto con il Ministro della  salute,  previo  parere della  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del   decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni,  sono disciplinate le modalita' per il riconoscimento  della  validita'  su tutto il territorio nazionale del contrassegno  invalidi  di  cui  al comma 2 dell'articolo 381 del  regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n.  495,  e  successive modificazioni. ))
3. Il Governo e' autorizzato ad emanare uno o piu'  regolamenti  ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400, volti ad individuare gli ulteriori benefici per l'accesso ai quali  i verbali delle commissioni mediche integrate di  cui  all'articolo  20 del citato decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 attestano  l'esistenza dei requisiti sanitari,  nonche'  le  modalita'  per  l'aggiornamento delle procedure informatiche e  per  lo  scambio  dei  dati  per  via telematica.
4. I regolamenti di cui al comma 3 sono  emanati  su  proposta  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del  Ministro  per  la pubblica  amministrazione  e  la  semplificazione  e   dei   Ministri interessati, di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e  con  il  Ministro  della  salute,  previa  intesa  con  la Conferenza unificata di cui all'articolo 8, del  decreto  legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  sentito  l'Osservatorio  nazionale  sulla condizione delle persone con disabilita', di cui alla legge  3  marzo 2009, n. 18.
(( 4-bis. Al fine di ridurre gli adempimenti amministrativi per  le persone  affette  dalle  malattie  croniche  e  invalidanti  di   cui all'articolo 5, comma 1,  lettera  a),  del  decreto  legislativo  29 aprile 1998, n. 124, ed eliminare oneri di  accertamento  impropri  a carico della pubblica amministrazione, entro  sessanta  giorni  dalla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto, e' definito, con decreto del Ministro della  salute,  previo accordo con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,  il  periodo minimo di validita' dell'attestato di esenzione dalla  partecipazione al costo  delle  prestazioni  sanitarie  in  relazione  alle  diverse patologie e alla possibilita' di miglioramento, valutata in base alle evidenze scientifiche. ))
5. Al fine di dare continuita'  all'attivita'  di  preparazione  in vista della partecipazione ai giochi paralimpici di Londra  2012,  e' autorizzata in favore del Comitato italiano paralimpico la spesa di 6 milioni di euro per  l'anno  2012.  Al  relativo  onere  si  provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione (( di spesa  )) di cui  all'articolo  7-quinquies,  comma  1,  del  decreto-legge  10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9 aprile 2009, n. 33, relativa  al  Fondo  per  interventi  urgenti  ed indifferibili, (( come integrata, da  ultimo,  ))  dall'articolo  33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183.


 Art. 5
   Cambio di residenza in tempo reale

  1. Le dichiarazioni anagrafiche di cui all'articolo  13,  comma  1, lettere a), b) e c),  del  ((  regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica )) 30 maggio 1989, n. 223, sono rese  nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i  fatti utilizzando una modulistica conforme a  quella  pubblicata  sul  sito istituzionale  del  Ministero  dell'interno.  Nella  modulistica   e' inserito il richiamo alle sanzioni previste dall'articolo 76  del  (( testo unico di cui al )) decreto del Presidente della  Repubblica  28 dicembre 2000, n. 445, in caso di false dichiarazioni.
2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 sono rese e  sottoscritte  di fronte all'ufficiale di anagrafe ovvero inviate con le  modalita'  di cui all'articolo 38, del decreto del Presidente della  Repubblica  28 dicembre 2000, n. 445.
3. Fermo quanto previsto dagli articoli 5 e 6 del (( testo unico di cui al )) decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.  286,  l'ufficiale d'anagrafe, nei due giorni lavorativi successivi  alla  presentazione delle dichiarazioni  di  cui  al  comma  1,  effettua  le  iscrizioni anagrafiche. Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche ((  e delle corrispondenti cancellazioni  ))  decorrono  dalla  data  della dichiarazione.
4. In caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero si applicano le disposizioni previste dagli articoli  75  e  76  del  decreto  del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Ove  nel  corso degli accertamenti svolti entro il termine di cui al comma 5 emergano discordanze  con  la  dichiarazione  resa,  l'ufficiale  di  anagrafe segnala quanto  e'  emerso  alla  competente  autorita'  di  pubblica sicurezza (( e al comune di provenienza )).
5. Entro il termine di cui al comma 6, con regolamento adottato, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della  legge  23  agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto  con il Ministro per la pubblica  amministrazione  e  la  semplificazione, sono apportate al decreto del Presidente della Repubblica  30  maggio 1989, n. 223, le modifiche necessarie per semplificarne la disciplina e adeguarla alle disposizioni introdotte con  il  presente  articolo, anche  con  riferimento  al  ripristino  della  posizione  anagrafica precedente in caso di accertamenti negativi o di  verificata  assenza dei  requisiti,  prevedendo  altresi'  che,   se   nel   termine   di quarantacinque giorni dalla dichiarazione resa o inviata ai sensi del comma 2 non e' stata effettuata la comunicazione di cui  all'articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n.  241,  con  l'indicazione  degli eventuali requisiti mancanti o degli accertamenti  svolti  con  esito negativo, quanto dichiarato si considera conforme alla situazione  di fatto in essere alla data della dichiarazione, ai sensi dell'articolo 20 della stessa legge n. 241 del 1990.
(( 5-bis. In occasione di consultazioni elettorali o  referendarie, qualora l'ufficiale di anagrafe proceda al ripristino della posizione anagrafica precedente ai sensi del comma 5 in tempi non utili ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 32, primo comma, numero 4), del testo unico delle leggi per la disciplina  dell'elettorato  attivo  e per la tenuta e la  revisione  delle  liste  elettorali,  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo  1967,  n.  223,  le conseguenti variazioni alle liste elettorali sono apportate non oltre il quindicesimo giorno antecedente la data della votazione. ))
6. Le  disposizioni  del  presente  articolo  acquistano  efficacia decorsi novanta giorni dalla data  di  pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale del presente decreto.


 Art. 6
  Comunicazione di dati per via telematica tra amministrazioni

  1.  Sono  effettuate  esclusivamente  in  modalita'  telematica  in conformita' alle disposizioni (( del codice  ))  di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni:
a) le comunicazioni e le trasmissioni  tra  comuni  di  atti  e  di documenti previsti dai regolamenti di cui al decreto  del  Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 e al decreto del  Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n.  223,  nonche'  dal  testo  unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la  tenuta e la  revisione  delle  liste  elettorali,  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223;
b) le comunicazioni tra comuni e questure previste dai  regolamenti di cui al regio decreto 6 maggio 1940,  n.  635,  e  al  decreto  del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394;
c) le comunicazioni inviate ai  comuni  dai  notai  ai  fini  delle annotazioni delle convenzioni matrimoniali  a  margine  dell'atto  di matrimonio ai sensi dell'articolo 162 del codice civile;
d) le trasmissioni e l'accesso alle liste di cui all'articolo  1937 del ((  codice  dell'ordinamento  militare,  di  cui  al  ))  decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
2. Con uno o piu' decreti del Ministro  dell'interno,  di  concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali,  da  emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono disciplinati le modalita' e i termini per  l'attuazione del comma 1, lettere a), b) e c).
3. Con uno o piu' decreti del Ministro  dell'interno,  di  concerto con il Ministro della difesa, da  emanare  entro  centottanta  giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente   decreto,   sono disciplinati le modalita' e i termini per l'attuazione del  comma  1, lettera d).
(( 3-bis. All'articolo 99 del codice delle leggi antimafia e  delle misure di prevenzione, di cui  al  decreto  legislativo  6  settembre 2011, n. 159, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
«2-bis. Fino all'adozione dei regolamenti di  cui  al  comma  1  le amministrazioni acquisiscono d'ufficio la certificazione antimafia  e la certificazione camerale con la dicitura antimafia». ))



  (( Art. 6-bis
  Disposizioni  per  il  pagamento  dell'imposta  di  bollo   per   via telematica
  1. Al fine di consentire a cittadini e imprese di assolvere per via telematica a tutti gli obblighi connessi all'invio  di  un'istanza  a una  pubblica  amministrazione  o  a  qualsiasi  ente   o   autorita' competente, con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze, di concerto con il Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e  la semplificazione, da emanare entro centottanta giorni  dalla  data  di entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto, sono stabilite le  modalita'  per  il  calcolo  e  per  il  pagamento dell'imposta di bollo per via telematica, anche attraverso l'utilizzo di carte di credito, di debito o prepagate, per tutti i casi  in  cui questa e' dovuta. ))



  (( Art. 6-ter
Modifica all'articolo 5 del codice di cui al  decreto  legislativo  7   marzo  2005,  n.  82,  in  materia  di  pagamenti  alle   pubbliche   amministrazioni con modalita' informatiche
  1.  All'articolo  5,  comma  1,  del  codice   dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A tal fine sono tenute:
a) a pubblicare nei propri siti istituzionali e sulle richieste  di pagamento i codici identificativi dell'utenza bancaria sulla quale  i privati possono effettuare i pagamenti mediante bonifico;
b) a specificare i dati e i codici  da  indicare  obbligatoriamente nella causale di versamento».
2. Gli obblighi introdotti per le amministrazioni pubbliche con  le disposizioni di cui al comma 1 acquistano efficacia  decorsi  novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. ))


 Art. 7
  Disposizioni in materia di scadenza dei documenti  d'identita'  e  di riconoscimento

  1. I documenti di identita' e di riconoscimento di cui all'articolo 1, comma 1, lettere c), d) ed e), del (( testo unico  di  cui  al  )) decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445, sono  rilasciati  o  rinnovati  con   validita'   fino   alla   data, corrispondente  al  giorno  e   mese   di   nascita   del   titolare, immediatamente  successiva  alla  scadenza  che  sarebbe   altrimenti prevista per il documento medesimo.
2. La disposizione di cui  al  comma  1  si  applica  ai  documenti rilasciati o rinnovati dopo l'entrata in vigore del presente decreto.
3. Le tessere di riconoscimento  rilasciate  dalle  amministrazioni dello Stato ai sensi del decreto del Presidente della  Repubblica  28 luglio 1967, n. 851, hanno durata decennale.


 Art. 8
Semplificazioni per la partecipazione a concorsi e  prove  selettive,   nonche' norme sulla composizione della Commissione per  l'esame  di   avvocato

  1. Le domande (( e i relativi allegati )) per la  partecipazione  a selezioni e concorsi per l'assunzione nelle pubbliche amministrazioni centrali  banditi  a  decorrere  dal  30  giugno  2012  sono  inviate esclusivamente  per  via  telematica  secondo  le  modalita'  di  cui all'articolo 65 del (( codice di cui  al  ))  decreto  legislativo  7 marzo 2005, n. 82. Sono nulle le clausole dei bandi in contrasto  con la presente disposizione.  Le  amministrazioni  provvedono  a  quanto previsto dal presente comma  con  le  risorse  umane,  strumentali  e finanziarie  disponibili  a  legislazione  vigente,  senza  nuovi   o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le Regioni adeguano i propri ordinamenti a quanto  previsto  nel comma 1.
3. L'articolo 38, comma 3, del decreto legislativo 30  marzo  2001, n. 165, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente:
«3. Nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina ((  adottata al livello dell'Unione europea )), all'equiparazione  dei  titoli  di studio e professionali  provvede  la  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, sentito il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca.  ((  Secondo  le disposizioni del primo periodo e' altresi' stabilita )) l'equivalenza tra  i  titoli  accademici  e   di   servizio   rilevanti   ai   fini dell'ammissione al concorso e della nomina.».
4. All'articolo 22, comma 3, del regio  decreto-legge  27  novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  gennaio 1934, n. 36, le parole: «un titolare ed un supplente sono  professori ordinari o associati  di  materie  giuridiche  presso  un'universita' della Repubblica ovvero presso un istituto superiore» sono sostituite dalle  seguenti:  «un  titolare  ed  un  supplente  sono   professori ordinari, professori associati o ricercatori  di  materie  giuridiche presso un'universita' della  Repubblica  ovvero  presso  un  istituto superiore.».


 Art. 9
Dichiarazione unica di conformita' degli impianti

  1. Con decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare, del Ministro dello sviluppo  economico  e  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e' approvato il modello di dichiarazione unica di conformita' che sostituisce  i  modelli  di cui agli allegati I e II del  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, (( e, con riferimento agli impianti termici rientranti nell'ambito di applicazione  dell'articolo  1  del predetto decreto del Ministro dello  sviluppo  economico  n.  37  del 2008, la dichiarazione  di  cui  ))  all'articolo  284,  del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
2. La  dichiarazione  unica  di  conformita'  e  la  documentazione allegata sono conservate presso la sede dell'interessato ed  esibite, a richiesta dell'amministrazione, per  i  relativi  controlli.  Resta fermo l'obbligo di comunicazione ai fini del rilascio del certificato di agibilita' da parte del comune o in caso di allacciamento  di  una nuova fornitura di gas, energia elettrica o acqua.


 Art. 10
Parcheggi pertinenziali

  1. L'articolo 9, comma 5, della legge 24 marzo  1989,  n.  122,  e' sostituito dal seguente:
«5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo  41-sexies,  della legge  17  agosto  1942,  n.  1150,  e  successive  modificazioni,  e l'immodificabilita'  dell'esclusiva  destinazione  a  parcheggio,  la proprieta' dei parcheggi realizzati a norma del comma 1  puo'  essere trasferita, anche in deroga a quanto previsto nel titolo edilizio che ha legittimato la costruzione e nei  successivi  atti  convenzionali, solo  con  contestuale  destinazione  del  parcheggio  trasferito   a pertinenza di altra unita' immobiliare sita nello  stesso  comune.  I parcheggi realizzati ai sensi del comma 4 non possono  essere  ceduti separatamente dall'unita'  immobiliare  alla  quale  sono  legati  da vincolo pertinenziale e i relativi atti di cessione sono nulli ((, ad eccezione  di  espressa  previsione   contenuta   nella   convenzione stipulata con il comune, ovvero quando quest'ultimo abbia autorizzato l'atto di cessione )).».


 Art. 11
Semplificazioni in materia  di  circolazione  stradale,  abilitazioni   alla guida, affidamento del  servizio  informazioni  sul  traffico,   «bollino blu» e apparecchi di controllo della velocita'

  1. Al decreto legislativo 30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive modificazioni, recante «Nuovo Codice  della  strada»,  e  di  seguito denominato  «Codice  della  strada»,  sono  apportate   le   seguenti modificazioni:
a)  all'articolo  115,  l'abrogazione  del  comma  2-bis,  disposta dall'articolo 2 del decreto legislativo 18 aprile  2011,  n.  59,  e' anticipata alla data di entrata in vigore del presente decreto;
b) all'articolo 119, comma 4, l'alinea e' sostituito dal  seguente: «4. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici e'  effettuato  da commissioni  mediche  locali,  costituite   dai   competenti   organi regionali ovvero dalle province autonome di Trento e di  Bolzano  che provvedono  altresi'  alla  nomina  dei  rispettivi  presidenti,  nei riguardi:»;
c)  all'articolo  119,  comma  4,  la  lettera   b-bis),   inserita dall'articolo 7 del decreto legislativo 18 aprile  2011,  n.  59,  e' soppressa;
d) all'articolo 122, comma 2, l'ultimo periodo e' soppresso;
e)  all'articolo  126,  comma  6,  come  modificato   dal   decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59,  le  parole:  «,  previa  verifica della  sussistenza  dei  requisiti  fisici  e  psichici  presso   una commissione medica locale,  ai  sensi  dell'articolo  119,  comma  4, lettera b-bis» sono soppresse.
2. (soppresso).
3. Nelle more dell'entrata in vigore delle disposizioni di  cui  al decreto legislativo 18 aprile 2011,  n.  59,  fermo  restando  quanto previsto dall'articolo 115, comma  2,  del  Codice  della  strada,  i titolari di certificato  di  idoneita'  alla  guida  del  ciclomotore ovvero di patente di guida, al compimento  dell'ottantesimo  anno  di eta', rinnovano la validita' dei predetti titoli abilitativi ogni due anni.
4. Il Governo, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente  decreto,  provvede  a  modificare  l'articolo  330  del regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre  1992,  n. 495, in conformita' alle modifiche introdotte (( dalla lettera b) del comma 1 del presente articolo )).
5. All'articolo 7,  comma  2,  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 16 dicembre 1992,  n.  495,  sono  apportate  le  seguenti modificazioni:
a) alla lettera b), le parole: «in aggiunta a quelli festivi;» sono sostituite  dalle  seguenti:  «in  aggiunta  a  quelli  festivi,   da individuarsi  in  modo  da  contemperare  le  esigenze  di  sicurezza stradale, connesse con le prevedibili condizioni di traffico, con gli effetti che i divieti determinano sulla  attivita'  di  autotrasporto nonche' sul sistema economico produttivo nel suo complesso.»;
b) la lettera c) e' (( abrogata )).».
6. Ai sensi degli articoli 8 e 9 del regolamento (CE) n. 1071/2009, sono dispensate dalla frequenza di uno specifico corso di  formazione preliminare per l'esame di idoneita'  professionale  le  persone  che hanno  assolto  all'obbligo  scolastico  e  superato  un   corso   di istruzione secondaria di secondo grado;  sono  dispensate  dall'esame per la dimostrazione  dell'idoneita'  professionale  le  persone  che dimostrano di aver diretto, in maniera continuativa,  l'attivita'  in una o piu'  imprese  di  trasporto  italiane  o  ((  di  altro  Stato dell'Unione europea )) da almeno dieci anni precedenti il 4  dicembre 2009 e siano in attivita' alla data di entrata in vigore del presente decreto. (( Restano ferme le  disposizioni  concernenti  i  corsi  di formazione )) previsti ai sensi dell'articolo 8, paragrafi 5 e 6, del regolamento (CE) n. 1071/2009.
(( 6-bis. Sono incluse nell'ambito di applicazione del  regolamento (CE)  n.  1071/2009  le  imprese  che  esercitano  o  che   intendono esercitare la professione di trasportatore di  merci  su  strada  con veicoli  di  massa  complessiva  a  pieno  carico  superiore  a   1,5 tonnellate, o con complessi formati da questi veicoli. Le  condizioni da rispettare per i requisiti per l'esercizio  della  professione  di trasportatore su strada di cui all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1071/2009  sono  quelle  previste  dal   regolamento   stesso,   come individuate nel decreto del Capo del dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 25  novembre  2011,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2011.  Per  le  imprese  di trasporto di merci su strada per conto di  terzi  che  esercitano  la professione solo con veicoli di massa complessiva a pieno carico fino a  3,5  tonnellate,  il  requisito  di  idoneita'  professionale   e' soddisfatto  attraverso  la  frequenza  di  uno  specifico  corso  di formazione preliminare e di un corso  di  formazione  periodica  ogni dieci anni, organizzati e  disciplinati  ai  sensi  dell'articolo  8, comma 8, del citato decreto dipartimentale 25 novembre 2011.
6-ter. Le imprese di trasporto su strada  gia'  in  attivita'  alla data del 4 dicembre 2011 e autorizzate provvisoriamente all'esercizio della professione, ove non soddisfino i requisiti per l'accesso  alla professione entro i termini stabiliti ai sensi dell'articolo  12  del decreto del Capo del dipartimento per i trasporti, la navigazione  ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 25 novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2011, sono cancellate, a cura del Dipartimento per  i  trasporti,  la  navigazione  ed  i  sistemi   informativi   e statistici, dal Registro  elettronico  nazionale  delle  imprese  che esercitano la professione di autotrasportatore su strada  e,  per  le imprese di trasporto di merci su strada per conto di terzi, dall'Albo nazionale  delle  persone  fisiche  e   giuridiche   che   esercitano l'autotrasporto di cose per conto di terzi. Le imprese  di  trasporto di merci su strada per conto di terzi che esercitano  la  professione solo con veicoli di massa complessiva  a  pieno  carico  fino  a  3,5 tonnellate devono dimostrare di soddisfare i requisiti per  l'accesso alla professione entro dodici mesi dalla data di  entrata  in  vigore della legge di conversione del presente decreto.
6-quater. I soggetti  che  svolgono  le  funzioni  di  gestore  dei trasporti ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.  1071/2009,  in  possesso  dei  requisiti  di  onorabilita'  e  di idoneita' professionale, possono essere  designati  a  svolgere  tali funzioni presso una sola impresa e  non  possono  essere  chiamati  a svolgere le medesime funzioni ai sensi del  paragrafo  2  del  citato articolo.  I  soggetti  che  svolgono  le  funzioni  di  gestore  dei trasporti ai sensi della lettera b) del paragrafo 2  dell'articolo  4 del regolamento (CE) n. 1071/2009 possono  essere  designati  da  una sola impresa con un parco complessivo massimo di cinquanta veicoli  e non possono avere legami con nessuna altra impresa  di  trasporto  su strada.
6-quinquies. Le  imprese  di  trasporto  di  merci  su  strada  che intendono  esercitare  la  professione  solo  con  veicoli  di  massa complessiva a pieno carico fino a 3,5  tonnellate,  per  accedere  al mercato del trasporto di merci per conto di terzi, devono  essere  in possesso dei requisiti per  l'accesso  alla  professione  e  iscritte all'Albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che  esercitano l'autotrasporto  di  cose  per  conto  di  terzi,  e  sono  tenute  a dimostrare di aver acquisito, per cessione di azienda, altra  impresa di autotrasporto, o l'intero parco  veicolare,  purche'  composto  di veicoli di categoria non inferiore a Euro 5,  da  altra  impresa  che cessa l'attivita' di autotrasporto di cose per conto di terzi, oppure di aver acquisito e  immatricolato  almeno  due  veicoli  adibiti  al trasporto di cose di categoria non inferiore a Euro 5.
6-sexies. All'articolo 2, comma 227, della legge 24 dicembre  2007, n. 244, le parole: «Euro 3», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «Euro 5». ))

7. Il centro di  coordinamento  delle  informazioni  sul  traffico, sulla viabilita' e sulla sicurezza stradale di  cui  all'articolo  73 del ((  regolamento  di  cui  al  ))  decreto  del  Presidente  della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e' autorizzato  ad  affidare  in concessione, ai sensi (( dell'articolo 30 del codice  di  cui  al  )) decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i servizi di  produzione, distribuzione e trasmissione, sul canale  radiofonico  e  televisivo, delle informazioni sul traffico  e  sulla  viabilita',  nonche'  ogni altro servizio utile  al  proprio  funzionamento,  qualora  da  detto affidamento derivi un minor onere per il bilancio dello Stato.
8. A decorrere dall'anno 2012 il controllo  obbligatorio  ((  delle emissioni dei gas di scarico )) degli autoveicoli e  dei  motoveicoli e' effettuato esclusivamente al momento della revisione  obbligatoria periodica del mezzo.
9. Gli apparecchi di controllo sui veicoli adibiti al trasporto  su strada disciplinati dal regolamento (CEE) n.  3821/85,  e  successive modificazioni,  sono  controllati  ogni  due  anni   dalle   officine autorizzate alla riparazione degli apparecchi stessi.  L'attestazione di avvenuto controllo biennale deve essere esibita in occasione della revisione periodica prevista dall'articolo 80  del  ((  Codice  della strada )).
10. All'articolo 10 del  decreto-legge  6  febbraio  1987,  n.  16, convertito, con modificazioni, dalla legge 30  marzo  1987,  n.  132, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi 1 e 4 sono abrogati;
b) al comma 2, dopo le  parole:  «Le  officine»  sono  inserite  le seguenti: «autorizzate alla riparazione dei tachigrafi» e le  parole: «di cui al comma 1» sono soppresse.


 (( Art. 11-bis
  Disciplina sanzionatoria per le esercitazioni di guida in  autostrada o su strade extraurbane principali
  1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,  sono  disciplinate  le condizioni alle quali il minore conducente, ai sensi del  regolamento di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti 11 novembre 2011, n. 213, puo' esercitarsi alla guida in autostrada o su strade extraurbane principali, ovvero  in  condizione  di  visione notturna,  prevedendo  in  particolare  che,  nelle  autostrade   con carreggiate a tre o piu' corsie, sia vietato al  predetto  minore  di impegnare altre corsie all'infuori delle due  piu'  vicine  al  bordo destro della carreggiata. Si applica, in tal caso, la sanzione di cui all'articolo 176, comma 21, del Codice  della  strada,  e  successive modificazioni.
2. Fermo restando quanto prescritto dall'articolo 122, comma 5-bis, del Codice della strada, la  disposizione  di  cui  al  comma  1  del presente articolo si applica anche al titolare di  autorizzazione  ad esercitarsi alla guida,  di  cui  al  citato  articolo  122,  che  si eserciti in autostrada o su strade extraurbane principali, ovvero  in condizioni di visione notturna.  In  tal  caso,  al  di  fuori  delle esercitazioni con un'autoscuola, sul veicolo non puo' prendere posto, oltre al conducente, un'altra persona che non  sia  l'accompagnatore. Si applica la sanzione di cui al medesimo articolo 122, comma 9,  del Codice della strada, e successive modificazioni. ))


   Capo III
 Semplificazione per le imprese
 

Sezione I
Semplificazioni in materia di autorizzazioni per l'esercizio delle  attivita' economiche e di controlli sulle imprese



 Art. 12
Semplificazione   procedimentale   per   l'esercizio   di   attivita'   economiche
(( e segnalazione certificata  di  inizio  attivita'  in   caso di esercizio congiunto dell'attivita' di estetista, anche  non   prevalente, con altre attivita' commerciali. ))
  1. Fermo restando quanto previsto dalle norme  di  liberalizzazione delle attivita' economiche e di riduzione degli oneri  amministrativi per le imprese e tenendo conto anche dei risultati  del  monitoraggio di cui all'articolo 11, comma 1, del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 7 settembre  2010,  n.  160,  le  Regioni,  le  Camere  di commercio industria agricoltura e artigianato, i  comuni  e  le  loro associazioni, le agenzie per le  imprese  ove  costituite,  le  altre amministrazioni competenti e le organizzazioni e le  associazioni  di categoria interessate ((, comprese le organizzazioni  dei  produttori di cui al decreto legislativo 18 maggio  2001,  n.  228,  ))  possono stipulare convenzioni, su  proposta  dei  Ministri  per  la  pubblica amministrazione e la semplificazione e  per  lo  sviluppo  economico, sentita la Conferenza unificata Stato regioni  ed  autonomie  locali, per attivare percorsi sperimentali di semplificazione  amministrativa per gli impianti  produttivi  e  le  iniziative  ed  attivita'  delle imprese sul territorio,  in  ambiti  delimitati  e  a  partecipazione volontaria, anche mediante deroghe alle procedure ed ai  termini  per l'esercizio delle competenze facenti esclusivamente capo ai  soggetti partecipanti, dandone preventiva ed adeguata informazione pubblica.
2.  Nel  rispetto  del   principio   costituzionale   di   liberta' dell'iniziativa economica privata in condizioni di piena  concorrenza e pari opportunita' tra tutti i soggetti, che ammette solo i  limiti, i programmi e i controlli necessari ad evitare possibili  danni  alla salute,  all'ambiente,  al  paesaggio,  al  patrimonio  artistico   e culturale, alla sicurezza,  alla  liberta',  alla  dignita'  umana  e possibili contrasti con l'utilita' sociale,  con  l'ordine  pubblico, con  il  sistema  tributario  e  con  gli  obblighi   comunitari   ed internazionali  della  Repubblica,  il  Governo  adotta  uno  o  piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di semplificare i  procedimenti  amministrativi concernenti l'attivita' di impresa ((, compresa quella  agricola,  )) secondo i seguenti principi e criteri direttivi.
a)   semplificazione   e razionalizzazione delle procedure amministrative, anche mediante  la  previsione  della  conferenza  di servizi telematica ed aperta a tutti gli  interessati,  e  anche  con modalita' asincrona;
b)  previsione  di  forme  di  coordinamento,   anche   telematico, attivazione ed implementazione delle banche dati consultabili tramite i siti degli sportelli unici comunali, mediante convenzioni fra Anci, Unioncamere,  Regioni  ((,  agenzie  per  le  imprese  ))  e  Portale nazionale impresa in un giorno, in modo che sia  possibile  conoscere contestualmente gli oneri, le prescrizioni ed  i  vantaggi  per  ogni intervento, iniziativa ed attivita' sul territorio;
c) individuazione delle norme da abrogare a decorrere  dall'entrata in vigore dei regolamenti e di quelle tacitamente abrogate  ai  sensi della  vigente  normativa  in  materia  di   liberalizzazione   delle attivita' economiche e di riduzione degli oneri amministrativi  sulle imprese.
(( c-bis) definizione delle modalita' operative per  l'integrazione dei dati telematici tra le diverse amministrazioni. ))
3. I decreti di cui al comma 2 sono adottati entro il  31  dicembre 2012, tenendo conto dei risultati della  sperimentazione  di  cui  al comma 1 e di quanto previsto dai regolamenti di cui  all'articolo  1, comma 3, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.  1,  su  proposta  dei Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dello sviluppo  economico,  sentita  la   Conferenza   unificata   di   cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  e previo parere dell'Autorita' garante della concorrenza e del  mercato che si intende reso in senso favorevole decorsi trenta  giorni  dalla richiesta.
4.  Con  i  regolamenti  di  cui  all'articolo  1,  comma  3,   del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,  sono  altresi'  individuate  le attivita' sottoposte ad autorizzazione, a segnalazione certificata di inizio  di  attivita'  (SCIA)  con  asseverazioni  o  a  segnalazione certificata di inizio di attivita' (SCIA) senza asseverazioni  ovvero a mera comunicazione e quelle del tutto libere.
(( 4-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore  della  legge di conversione del presente decreto, le disposizioni di cui al  comma 2  dell'articolo  10  del  decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.   7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,  n.  40,  e successive modificazioni, si applicano anche  in  caso  di  esercizio congiunto   dell'attivita'   di   estetista   con   altra   attivita' commerciale, a prescindere dal criterio della prevalenza. ))
5. Le Regioni (( e le province autonome di Trento e di Bolzano  )), nell'esercizio della loro potesta' normativa, disciplinano la materia oggetto  del  presente  articolo  nel  rispetto  di  quanto  previsto dall'articolo 29 della legge 7 agosto 1990 n.  241,  dall'articolo  3 del  decreto-legge  13  agosto  2011,   n.   138,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 e  dall'articolo 34 del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. A tale fine,  il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento  e  di  Bolzano, promuovono  anche  sulla  base  delle  migliori  pratiche   e   delle iniziative sperimentali  statali,  regionali  e  locali,  accordi,  o intese ai sensi dell'articolo 20-ter della legge 15  marzo  1997,  n. 59.
6. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente articolo i servizi  finanziari,  come  definiti  dall'articolo  4  del   decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, nonche' i procedimenti tributari  e in materia di giochi pubblici (( e di tabacchi  lavorati,  ))  per  i quali restano ferme le particolari norme che li disciplinano.


 (( Art. 12-bis
  Riduzione degli oneri delle comunicazioni a carico dei comuni
  1. Al fine di semplificare l'attivita' dei responsabili  finanziari degli enti locali e ridurre la duplicazione delle  comunicazioni  dei dati correlati alla gestione contabile, entro sessanta  giorni  dalla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto, con decreto del Ministro dell'interno, di  concerto  con  il Ministro dell'economia e delle finanze  e  con  il  Ministro  per  la pubblica amministrazione e la semplificazione,  sono  adottate  nuove modalita' per le comunicazioni obbligatorie  di  dati  a  carico  dei comuni nei confronti di altre amministrazioni pubbliche,  finalizzate all'utilizzo di un unico modulo  per  la  trasmissione  dei  dati  da comunicare   a   soggetti   diversi   appartenenti   alla pubblica amministrazione.
2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))


 Art. 13
  (( Modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 ))
  1. Al regio decreto 18 giugno  1931,  n.  773,  sono  apportate  le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 13, primo comma, le parole:  «un  anno,  computato» sono sostituite dalle seguenti: «tre anni, computati»;
b) all'articolo 42, terzo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente periodo: (( «La licenza, la cui durata non sia diversamente stabilita dalla legge, ha validita' annuale» ));
c) all'articolo 51, primo comma, le  parole:  «durano  fino  al  31 dicembre dell'anno in cui furono rilasciate»  sono  sostituite  dalle seguenti: (( «hanno validita' di tre anni dalla  data  del  rilascio» ));
d) all'articolo 75-bis, comma 1, l'ultimo periodo e' soppresso;
e) all'articolo 99, primo comma, le parole: «agli otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «ai trenta giorni»;
f) all'articolo 115:
1) al primo comma, le parole: «senza  licenza  del  Questore»  sono sostituite dalle seguenti: «senza darne comunicazione al Questore»;
2) al secondo e al quarto comma, la parola: «licenza» e' sostituita dalla seguente: «comunicazione»;
3) il sesto comma e' sostituito  dal  seguente:  «Le  attivita'  di recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi sono  soggette alla licenza del Questore. A esse si  applica  il  quarto  comma  del presente articolo e la licenza del questore abilita allo  svolgimento delle attivita' di recupero senza limiti territoriali,  osservate  le prescrizioni  di  legge  o   di   regolamento   e   quelle   disposte dall'autorita'.»;
  g) gli articoli 12, primo comma, 86,  secondo  comma,  107,  115, terzo comma, sono abrogati.
2. Gli articoli 121, 123, secondo comma, 124, secondo  comma,  159, 173 e 184 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono abrogati.


 Art. 14
   Semplificazione dei controlli sulle imprese

  1. La disciplina dei controlli sulle imprese, comprese  le  aziende agricole, e' ispirata,  fermo  quanto  previsto  dalla  normativa  (( dell'Unione  europea  )),  ai  principi  della   semplicita',   della proporzionalita' dei controlli  stessi  e  dei  relativi  adempimenti burocratici  alla  effettiva  tutela   del   rischio,   nonche'   del coordinamento  dell'azione  svolta  dalle  amministrazioni   statali, regionali e locali.
2. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono tenute  a  pubblicare sul proprio  sito   istituzionale   e  sul sito www.impresainungiorno.gov.it  la  lista  dei  controlli  a  cui  sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore  di attivita', indicando per ciascuno di essi i criteri e le modalita' di svolgimento delle relative attivita'.
3. Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema  produttivo  e  la competitivita' delle imprese e di assicurare la migliore tutela degli interessi pubblici, il Governo  e'  autorizzato  ad  adottare,  anche sulla  base  delle  attivita'  di  misurazione  degli  oneri  di  cui all'articolo  25,  del  decreto-legge  25  giugno   2008,   n.   112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, uno o piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  volti  a  razionalizzare,   semplificare   e coordinare i controlli sulle imprese.
4. I regolamenti sono emanati  su  proposta  del  Ministro  per  la pubblica amministrazione e la  semplificazione,  del  Ministro  dello sviluppo economico e dei Ministri competenti per materia, sentite  le associazioni  imprenditoriali  ((  e  le   organizzazioni   sindacali comparativamente piu' rappresentative su base nazionale, ))  in  base ai seguenti principi e criteri  direttivi,  nel  rispetto  di  quanto previsto dagli articoli 20, 20-bis e 20-ter,  della  legge  15  marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni:
a)  proporzionalita'  dei  controlli  e  dei  connessi  adempimenti amministrativi al rischio inerente all'attivita' controllata, nonche' alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
b) eliminazione di attivita' di controllo non  necessarie  rispetto alla tutela degli interessi pubblici;
c) coordinamento e programmazione  dei  controlli  da  parte  delle amministrazioni  in  modo  da  assicurare  la  tutela  dell'interesse pubblico evitando duplicazioni  e  sovrapposizioni  e  da  recare  il minore intralcio al normale esercizio delle  attivita'  dell'impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle  verifiche  e delle ispezioni gia' effettuate;
d) collaborazione con i soggetti controllati al fine  di  prevenire rischi e situazioni di irregolarita';
e)  informatizzazione   degli   adempimenti   e   delle   procedure amministrative, secondo la disciplina del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell'amministrazione digitale;
f) (( razionalizzazione, anche mediante riduzione o eliminazione di controlli sulle imprese, tenendo conto del possesso di certificazione del sistema di gestione per la qualita' ISO )), o  altra  appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato da un ente di accreditamento  designato da uno Stato membro dell'Unione  europea  ai  sensi  del  Regolamento 2008/765/CE, o  firmatario  degli  Accordi  internazionali  di  mutuo riconoscimento (IAF MLA).
5. Le regioni ((, le province autonome di Trento e di Bolzano ))  e gli enti locali, nell'ambito dei propri  ordinamenti,  conformano  le attivita' di controllo di loro competenza ai principi di cui al comma 4. A tale fine, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge  di conversione del presente decreto, sono adottate apposite Linee  guida mediante intesa in sede di Conferenza unificata.
6. Le disposizioni  del  presente  articolo  non  si  applicano  ai controlli (( in materia fiscale, finanziaria e di salute e  sicurezza sui  luoghi  di  lavoro,  ))  per  i  quali  continuano   a   trovare applicazione le disposizioni previste dalle vigenti leggi in materia.
(( 6-bis. Nell'ambito dei lavori pubblici e privati  dell'edilizia, le amministrazioni  pubbliche  acquisiscono  d'ufficio  il  documento unico  di  regolarita'  contributiva  con   le   modalita'   di   cui all'articolo 43 del testo  unico  delle  disposizioni  legislative  e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui  al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,  n.445,  e successive modificazioni. ))


   Sezione II
 Semplificazione in materia di lavoro


 Art. 15
  Misure di semplificazione in relazione all'astensione anticipata  dal lavoro delle lavoratrici in gravidanza

  1. A decorrere dal 1° aprile  2012,  all'articolo  17  del  decreto legislativo 26  marzo  2001,  n.  151,  sono  apportate  le  seguenti modificazioni:
a) il  comma  2  e'  sostituito  dal  seguente:  «2.  La  Direzione territoriale del lavoro e la ASL dispongono, secondo quanto  previsto dai commi 3 e 4, l'interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza fino al periodo di astensione di cui alla  lettera  a), comma 1, dell'articolo 16 o fino ai  periodi  di  astensione  di  cui all'articolo 7, comma 6, e all'articolo 12, comma 2, per uno  o  piu' periodi, la cui durata sara' determinata dalla Direzione territoriale del lavoro o dalla ASL per i seguenti motivi: a) nel  caso  di  gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme  morbose  che  si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano  ritenute  pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la  lavoratrice  non possa essere spostata ad  altre  mansioni,  secondo  quanto  previsto dagli articoli 7 e 12.»;
b) al comma 3, le parole: «e' disposta dal servizio  ispettivo  del Ministero del lavoro» sono sostituite dalle  seguenti:  «e'  disposta dall'azienda sanitaria locale, con  modalita'  definite  con  Accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,»;
c) al comma 4,  le  parole:  «puo'  essere  disposta  dal  servizio ispettivo del Ministero del lavoro» sono sostituite  dalle  seguenti: «e' disposta dalla Direzione territoriale del  lavoro».  Al  medesimo comma la parola: «constati» e' sostituita dalla seguente: «emerga»;
d) al comma 5, le parole: «dei servizi ispettivi» sono soppresse.


 Art. 16
  Misure per la semplificazione dei flussi informativi  in  materia  di interventi e  servizi  sociali,  del  controllo  della  fruizione  di prestazioni  sociali  agevolate,  per  lo  scambio   dei   dati   tra Amministrazioni e in materia di contenzioso previdenziale

  1. Al fine di semplificare e  razionalizzare  lo  scambio  di  dati volto a migliorare il monitoraggio, la programmazione e  la  gestione delle politiche sociali, gli enti erogatori di interventi  e  servizi sociali  inviano  ((  all'INPS  le   informazioni   sui   beneficiari unitamente a quelle ))  sulle  prestazioni  concesse,  raccordando  i flussi informativi di cui all'articolo 21,  della  legge  8  novembre 2000, n. 328, agli articoli 13 e 38 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n. 122, nonche' all'articolo 5, del decreto-legge 6  dicembre  2011,  n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n. 214. Lo scambio  di  dati  avviene  telematicamente,  senza  nuovi  o maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica  e  nel  rispetto   delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati  personali, di cui al  decreto  legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  secondo modalita' definite con provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
2. Le comunicazioni di  cui  al  comma  1,  integrate  con  i  dati relativi alle condizioni economiche dei beneficiari, nonche' con  gli altri dati pertinenti presenti negli archivi dell'INPS, alimentano il Casellario dell'assistenza, di cui all'articolo 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30 luglio 2010, n. 122. Le informazioni di cui  al  periodo  precedente, unitamente alle altre informazioni  sulle  prestazioni  assistenziali presenti nel Casellario, sono utilizzate e  scambiate,  nel  rispetto delle disposizioni del codice  in  materia  di  protezione  dei  dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,  con le amministrazioni competenti per fini di  gestione,  programmazione, monitoraggio della spesa  sociale  e  valutazione  dell'efficienza  e dell'efficacia degli interventi e per elaborazioni a fini statistici, di ricerca e di studio. In particolare, le informazioni raccolte sono trasmesse in forma individuale, ma anonima, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonche', con riferimento al  proprio  ambito territoriale di azione, alle  regioni  e  province  autonome,  ((  ai comuni  ))  e   agli   altri   enti   pubblici   responsabili   della programmazione di prestazioni e di servizi sociali e  socio-sanitari, ai  fini  dell'alimentazione  del  Sistema  informativo  dei  servizi sociali, di cui all'articolo 21, della legge 8 novembre 2000, n. 328. (( Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali  presenta,  entro il 28  febbraio  di  ogni  anno,  alla  Commissione  parlamentare  di controllo sull'attivita' degli enti gestori di forme obbligatorie  di previdenza e assistenza sociale, di cui all'articolo 56 della legge 9 marzo 1989, n. 88, una relazione sullo  stato  di  completamento  del Casellario dell'assistenza nonche'  sulla  fruibilita'  dei  dati  da parte di tutte le istituzioni pubbliche ai sensi del presente  comma. )) Dall'attuazione del presente comma non  devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica.
3. Per le medesime finalita' di cui al comma 2, nonche' al fine  di poter disporre di una base unitaria di dati funzionale ad  analisi  e studi mirati  alla  elaborazione  e  programmazione  integrata  delle politiche socio-sanitarie e di rendere piu' efficiente ed efficace la relativa  spesa  e   la   presa   in   carico   della   persona   non autosufficiente, le informazioni di cui al comma 2, anche  sensibili, trasmesse dagli enti pubblici responsabili  dell'erogazione  e  della programmazione di prestazioni e di servizi sociali  e  socio-sanitari attivati a favore delle persone non autosufficienti sono, senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica,  integrate  e  coordinate dall'INPS con quelle raccolte dal Nuovo sistema informativo sanitario e dagli altri sistemi informativi dell'INPS. Le informazioni raccolte ai sensi  del  presente  comma  sono  trasmesse  dall'INPS  in  forma individuale, ma anonima, al Ministero del lavoro  e  delle  politiche sociali e al Ministero della  salute,  nonche',  con  riferimento  al proprio ambito  territoriale  di  azione,  alle  regioni  e  province autonome, (( ai comuni )) e agli  altri  enti  pubblici  responsabili della  programmazione  di  prestazioni  e  di   servizi   sociali   e socio-sanitari. (( L'INPS rende note le informazioni  cosi'  raccolte all'interno del bilancio sociale annuale,  nel  quale  devono  essere distinte le  entrate  e  le  uscite  attinenti  rispettivamente  alla previdenza e all'assistenza. Al fine di una  migliore  programmazione delle politiche sociali e a supporto delle scelte legislative,  entro il 31 marzo di ogni anno, il Ministro del lavoro  e  delle  politiche sociali presenta alle Camere una relazione sulle politiche sociali  e assistenziali, riferita all'anno precedente.
4. Con decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze  e  con  il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza  unificata ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n. 281, sono disciplinate le modalita' di attuazione  del  comma  3  del presente articolo. ))

5. All'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)  al  secondo  periodo  la  parola  «INPS»  e'  sostituita  dalle seguenti: «ente erogatore»;
b) il terzo periodo e' soppresso;
c) al  quarto  periodo,  le  parole  «discordanza  tra  il  reddito dichiarato ai fini fiscali  e  quello  indicato  nella  dichiarazione sostitutiva unica» sono sostituite dalle seguenti:  «discordanza  tra il  reddito  dichiarato  ai  fini  fiscali  o  altre  componenti   (( dell'indicatore della situazione  economica  equivalente  (ISEE)  )), anche di natura patrimoniale, note all'anagrafe tributaria  e  quanto indicato nella dichiarazione sostitutiva unica»;
d) sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti  parole:  «In  caso  di discordanza rilevata,  l'INPS  comunica  gli  esiti  delle  verifiche all'ente che ha  erogato  la  prestazione,  nonche'  il  valore  ISEE ricalcolato sulla base degli elementi  acquisiti  dall'Agenzia  delle Entrate. L'ente erogatore accerta se, in esito alle risultanze  della verifica effettuata, il beneficiario  non  avrebbe  potuto  fruire  o avrebbe fruito  in  misura  inferiore  della  prestazione.  Nei  casi diversi dall'accertamento del maggior reddito in via definitiva,  per il quale la sanzione e' immediatamente irrogabile,  l'ente  erogatore invita il soggetto interessato a chiarire  i  motivi  della  rilevata discordanza,  ai  sensi  della  normativa  vigente.  In  assenza   di osservazioni  da  parte  dell'interessato  o  in  caso   di   mancato accoglimento  delle  stesse,  la  sanzione  e'  irrogata  in   misura proporzionale  al  vantaggio  economico  indebitamente  conseguito  e comunque nei limiti di cui al primo periodo.».
6. All'articolo 7, comma 2, lettera h), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  12  luglio 2011, n. 106, dopo le parole: «in via telematica,» sono  inserite  le seguenti: «nel rispetto dei principi di cui agli articoli 20, commi 2 e 4, e 22 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.  196,»  e,  alla medesima lettera,  dopo  le  parole:  «informazioni  personali»  sono inserite le seguenti: «, anche sensibili».
(( 6-bis. All'articolo 20, comma 12, del  decreto-legge  25  giugno 2008, n.112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6  agosto 2008, n.133, dopo la parola: «relative» sono  inserite  le  seguenti: «alle cancellazioni dall'anagrafe  della  popolazione  residente  per irreperibilita',». ))
7. Al fine di favorire  la  modernizzazione  e  l'efficienza  degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del  denaro  contante  e  degli  assegni,  a decorrere dal 1° maggio 2012 per i  pagamenti  effettuati  presso  le sedi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale  si  utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento elettronici bancari o  postali, ivi comprese le carte di  pagamento  prepagate  e  le  carte  di  cui all'articolo 4 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78,  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
8. Alla legge 30 dicembre 1991, n. 412, sono apportate le  seguenti modificazioni:
a) all'articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n.  412,  dopo  il comma 2 e' inserito il seguente: «2-bis. Con  decreto  del  Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto  con  il  Ministero dell'economia e delle finanze, sono individuate le  fattispecie  e  i termini entro i quali, su proposta del Presidente dell'INPS  motivata da obiettive ragioni di carattere organizzativo  e  funzionale  anche relative   alla   tempistica   di   acquisizione   delle   necessarie informazioni da parte dell'Amministrazione  finanziaria,  il  termine del recupero di cui al comma 2 e' prorogato, in ogni caso, non  oltre il secondo anno successivo a quello della verifica.»;
b) all'articolo 16, comma 6, dopo il terzo periodo sono inseriti  i seguenti: «Le domande,  gli  atti  e  ogni  altra  documentazione  da allegare ai sensi e per gli effetti del presente comma  sono  inviate all'Ente mediante l'utilizzo dei  sistemi  di  cui  all'articolo  38, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.  Con  le  medesime modalita' l'Ente comunica gli atti e gli esiti dei  procedimenti  nei confronti dei richiedenti ovvero degli  intermediari  abilitati  alla trasmissione della documentazione lavoristica e previdenziale e degli istituti di patronato e di assistenza sociale. Agli effetti di  tutto quanto  sopra  previsto,  nonche'  di  quanto  stabilito  dal  citato articolo 38, l'obbligo della conservazione di documenti in  originale resta  in  capo  ai  beneficiari  della  prestazione   di   carattere previdenziale o assistenziale.».
9. All'articolo 10, comma 6, terzo periodo,  del  decreto-legge  30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge  2 dicembre 2005, n. 248, le parole: «limitatamente al giudizio di primo grado» sono sostituite dalle seguenti: «con esclusione  del  giudizio di cassazione».
10. Dall'attuazione  del  comma  9  non  devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


 Art. 17
  Semplificazione in materia di assunzione di lavoratori extra UE
((  e di documentazione amministrativa per gli immigrati ))
  1. La comunicazione obbligatoria di cui all'articolo  9-bis,  comma 2, del  decreto-legge  1°  ottobre  1996,  n.  510,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, assolve, a tutti gli effetti di legge, anche  agli  obblighi  di  comunicazione  della stipula del contratto di soggiorno per  lavoro  subordinato  concluso direttamente tra le parti per l'assunzione di lavoratore in  possesso di permesso di soggiorno, in corso di  validita',  che  abiliti  allo svolgimento di attivita' di lavoro subordinato  di  cui  all'articolo 5-bis del testo unico delle disposizioni  concernenti  la  disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
2. All'articolo 24 del testo unico delle  disposizioni  concernenti la  disciplina  dell'immigrazione  e  norme  sulla  condizione  dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
«2-bis. Qualora lo sportello unico per  l'immigrazione,  decorsi  i venti giorni di cui al comma 2, non comunichi al datore di lavoro  il proprio diniego, la richiesta si intende accolta,  nel  caso  in  cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
a) la richiesta riguardi  uno  straniero  gia'  autorizzato  l'anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo  stesso  datore  di lavoro richiedente;
b)  il  lavoratore  stagionale  nell'anno  precedente   sia   stato regolarmente assunto dal datore  di  lavoro  e  abbia  rispettato  le condizioni indicate nel permesso di soggiorno.».
b) dopo il comma 3, e' inserito il seguente:
«3-bis. Fermo restando il limite di nove mesi di cui  al  comma  3, l'autorizzazione al lavoro  stagionale  si  intende  prorogato  e  il permesso  di  soggiorno  puo'  essere  rinnovato  in  caso  di  nuova opportunita' di lavoro stagionale offerta dallo  stesso  o  da  altro datore di lavoro.».
3. L'autorizzazione al lavoro stagionale (( di cui agli articoli 38 e 38-bis del regolamento di cui al )) decreto  del  Presidente  della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, puo' essere concessa, nel rispetto dei limiti temporali minimi e massimi di cui all'articolo  24,  comma 3, del testo unico, anche a piu' datori di lavoro,  oltre  al  primo, che impiegano lo stesso lavoratore straniero per  periodi  di  lavoro successivi  ed  e'  rilasciata  a  ciascuno  di  essi,  ancorche'  il lavoratore, a partire  dal  secondo  rapporto  di  lavoro,  si  trovi legittimamente  presente  nel   territorio   nazionale   in   ragione dell'avvenuta instaurazione del primo rapporto di lavoro  stagionale. In tale ipotesi, il lavoratore e' esonerato dall'obbligo  di  rientro nello Stato di provenienza per il  rilascio  di  ulteriore  visto  da parte dell'autorita' consolare e il permesso di soggiorno per  lavoro stagionale deve essere rinnovato, nel rispetto dei  limiti  temporali minimi e massimi di cui all'articolo 24, comma 3,  del  testo  unico, fino alla scadenza del nuovo rapporto di lavoro stagionale.
4. Al comma 3 dell'articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, dopo l'ultimo periodo e'  aggiunto il  seguente:  «La  richiesta  di  assunzione,  per   le   annualita' successive alla prima, puo' essere effettuata da un datore di  lavoro anche diverso dal datore di  lavoro  che  ha  ottenuto  il  nullaosta triennale al lavoro stagionale.».
(( 4-bis. All'articolo 3, comma  2,  del  testo  unico  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,  le parole: «, fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina  dell'immigrazione  e  la condizione dello straniero» sono soppresse.
4-ter. All'articolo 2, comma 1, del regolamento di cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e  successive modificazioni, le parole: «, fatte salve le  disposizioni  del  testo unico o del presente regolamento  che  prevedono  l'esibizione  o  la produzione di specifici documenti» sono soppresse.
4-quater. Le disposizioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter  acquistano efficacia a far data dal 1° gennaio 2013.
4-quinquies. Con decreto del  Ministro  dell'interno,  da  adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge  di conversione del presente decreto, di concerto con il Ministro per  la pubblica amministrazione e la semplificazione,  sono  individuate  le modalita' per l'acquisizione d'ufficio dei certificati del casellario giudiziale italiano, delle iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso sul territorio nazionale, dei dati  anagrafici  e  di  stato civile, delle certificazioni concernenti l'iscrizione nelle liste  di collocamento del lavoratore licenziato, dimesso o invalido, di quelle necessarie per il rinnovo del permesso di  soggiorno  per  motivi  di studio  nonche'  le  misure   idonee   a   garantire   la   celerita' nell'acquisizione della documentazione. ))



 Art. 18
  Semplificazione  in  materia  di   assunzioni   e   di   collocamento obbligatorio

  1.  All'articolo  9-bis,  comma  2,  terzo  periodo,  ((   del   )) decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, dopo le  parole:  «Nel  settore turistico» sono inserite le seguenti: «e dei pubblici esercizi».
(( 1-bis. All'articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,  n. 608, e successive modificazioni, dopo il comma 2-bis e'  inserito  il seguente:
«2-ter. In caso di assunzione contestuale  di  due  o  piu'  operai agricoli a tempo determinato da parte del medesimo datore di  lavoro, l'obbligo  di  cui  al  comma  2   e'   assolto   mediante   un'unica comunicazione contenente le generalita' del datore di  lavoro  e  dei lavoratori, la data di inizio e di cessazione della  prestazione,  le giornate di lavoro presunte e l'inquadramento contrattuale». ))

2. (( All'articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, il secondo periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  «La comunicazione dell'assunzione deve essere effettuata  al  centro  per l'impiego entro il giorno antecedente l'instaurazione del rapporto di lavoro». ))
3. All'articolo 4 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10 ottobre 2000, n. 333, sono apportate le seguenti modifiche:
(( a) al comma 1, le parole: «al competente  servizio  provinciale» sono sostituite dalle  seguenti:  «al  servizio  provinciale  per  il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova  la  sede legale dell'impresa »;
b) al comma 1 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «In  caso di  unita'  produttive  ubicate  in  piu'  province,  l'ufficio   del collocamento mirato competente sul territorio dove si trova  la  sede legale dell'impresa  provvede  ad  istruire  la  pratica  e  provvede d'ufficio alla comunicazione dovuta ai  servizi  provinciali  per  il collocamento competenti sui territori dove  sono  ubicate  le  unita' produttive dell'impresa procedente»;
c) al comma 3, primo periodo, le parole: «al  servizio  provinciale competente» sono sostituite dalle seguenti: «al servizio  provinciale per il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova la sede legale dell'impresa ». ))



 Art. 19
  Semplificazione in materia di libro unico del lavoro

  1. All'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n. 133, dopo il primo periodo, (( e' inserito il seguente )):  «Ai  fini del primo periodo, la nozione di omessa  registrazione  si  riferisce alle scritture complessivamente omesse e non a ciascun  singolo  dato di cui manchi la registrazione e la nozione di infedele registrazione si riferisce alle scritturazioni dei dati di  cui  ai  commi  1  e  2 diverse  rispetto  alla  qualita'  o  quantita'   della   prestazione lavorativa effettivamente resa o alle somme effettivamente erogate.».


   Sezione III
 Semplificazioni in materia di appalti pubblici


 Art. 20
Modifiche al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163

   1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  sono  apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l'articolo 6 e' inserito il seguente:
«Art. 6-bis. (Banca dati nazionale dei contratti  pubblici).  -  1. Dal 1° gennaio 2013, la documentazione comprovante  il  possesso  dei requisiti   di   carattere   generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario   per   la   partecipazione   alle procedure disciplinate dal presente Codice e' acquisita presso  la  Banca  dati nazionale  dei  contratti  pubblici,  istituita  presso   l'Autorita' dall'articolo 62-bis del (( codice dell'amministrazione digitale,  di cui al )) decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, della quale  fanno parte i dati previsti dall'articolo 7 del presente codice.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Autorita'  stabilisce  con propria deliberazione, i dati concernenti la partecipazione alle gare e la valutazione delle offerte in relazione ai quali e'  obbligatoria l'inclusione della documentazione nella Banca dati, nonche' i termini e  le  regole  tecniche  per  l'acquisizione,  l'aggiornamento  e  la consultazione dei predetti dati contenuti nella Banca dati.
3. Le stazioni appaltanti e gli enti  aggiudicatori  verificano  il possesso dei requisiti di cui al comma 1  esclusivamente  tramite  la Banca dati nazionale dei contratti pubblici.  Ove  la  disciplina  di gara richieda il possesso di requisiti economico finanziari o tecnico organizzativi diversi da quelli di cui e' prevista l'inclusione nella Banca dati ai sensi del comma 2, il possesso  di  tali  requisiti  e' verificato dalle stazioni appaltanti  mediante  l'applicazione  delle disposizioni previste dal presente codice e dal  regolamento  di  cui all'articolo 5 in materia di verifica del possesso dei requisiti.
4. A tal fine, i soggetti pubblici e privati che detengono i dati e la documentazione relativi ai requisiti di cui al comma 1 sono tenuti a metterli a disposizione dell'Autorita' entro i termini e secondo le modalita' previste dalla stessa Autorita'. Con le medesime modalita', gli operatori economici sono tenuti altresi' ad integrare i  dati  di cui al comma 1, contenuti nella Banca dati  nazionale  dei  contratti pubblici.
5. Fino alla data di cui al comma 1, le stazioni appaltanti  e  gli enti aggiudicatori verificano il possesso dei  requisiti  secondo  le modalita' previste dalla normativa vigente.
6. Per i dati scambiati a fini  istituzionali  con  la  banca  dati unitaria delle amministrazioni pubbliche istituita  dall'articolo  13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non si  applica  l'articolo  6, comma 10, del presente decreto.»;
b) all'articolo 26 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, dopo le parole: «spese dello sponsor» sono  inserite le seguenti: «per importi superiori a quarantamila euro»;
2) dopo il comma 2, e' aggiunto il seguente: «2-bis.  Ai  contratti di sponsorizzazione di lavori, servizi e forniture aventi ad  oggetto beni culturali si applicano altresi'  le  disposizioni  dell'articolo 199-bis del presente codice.»;
c) all'articolo 27, comma 1, e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente periodo: «L'affidamento  dei  contratti  di  finanziamento,  comunque stipulati,  dai   concessionari   di   lavori   pubblici   che   sono amministrazioni  aggiudicatrici  o  enti  aggiudicatori  avviene  nel rispetto dei  principi  di  cui  al  presente  comma  e  deve  essere preceduto da invito ad almeno cinque concorrenti.»;
d) all'articolo 38, comma 1-ter, le parole: «per un periodo  di  un anno» sono sostituite dalle seguenti: «fino ad un anno»;
e)  all'articolo  42,  al  comma  3-bis,   le   parole:   «prevista dall'articolo 62-bis del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82»  sono  sostituite  dalle seguenti: «di cui all'articolo 6-bis del presente Codice»;
f) all'articolo 48, comma 1,  le  parole:  «prevista  dall'articolo 62-bis del codice dell'amministrazione digitale, di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82» sono sostituite dalle seguenti:  «di cui all'articolo 6-bis del presente Codice»;
g)  all'articolo  189,  comma  3,  nono  periodo,  le  parole:   «i certificati  sono  redatti  in  conformita'   al   modello   di   cui all'allegato XXII» sono sostituite  dalle  seguenti:  «i  certificati sono redatti in conformita' ai modelli definiti dal regolamento.»;
h) dopo l'articolo 199, e' inserito il seguente:
«Art. 199-bis. (Disciplina delle  procedure  per  la  selezione  di sponsor). - 1. Al fine di assicurare  il  rispetto  dei  principi  di economicita',  efficacia,  imparzialita',  parita'  di   trattamento, trasparenza,   proporzionalita',   di   cui   all'articolo   27,   le amministrazioni aggiudicatrici competenti per la realizzazione  degli interventi  relativi  ai  beni  culturali  integrano   il   programma triennale dei lavori di cui all'articolo 128 con un apposito allegato che indica i lavori, i servizi e le forniture in relazione  ai  quali intendono ricercare sponsor per il finanziamento o  la  realizzazione degli interventi. A tal fine  provvedono  a  predisporre  i  relativi studi di fattibilita', anche semplificati, o i progetti  preliminari. In tale allegato possono essere altresi' inseriti gli interventi  per i quali siano pervenute dichiarazioni  spontanee  di  interesse  alla sponsorizzazione. La ricerca dello  sponsor  avviene  mediante  bando pubblicato sul sito istituzionale dell'amministrazione procedente per almeno trenta giorni. Di detta pubblicazione e' dato avviso su almeno due dei principali quotidiani a diffusione nazionale e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonche' per contratti di importo superiore  alle  soglie  di  cui  all'articolo  28,  nella   Gazzetta Ufficiale  dell'Unione  europea.  L'avviso  contiene   una   sommaria descrizione di ciascun intervento, con l'indicazione  del  valore  di massima e dei tempi di realizzazione, con la richiesta di offerte  in aumento sull'importo del finanziamento minimo  indicato.  Nell'avviso e' altresi' specificato se si intende acquisire una  sponsorizzazione di  puro  finanziamento,  anche  mediante  accollo,  da  parte  dello sponsor,  delle   obbligazioni   di   pagamento   dei   corrispettivi dell'appalto dovuti dall'amministrazione, ovvero una sponsorizzazione tecnica,  consistente  in  una  forma  di  partenariato  estesa  alla progettazione e alla realizzazione di parte o di tutto l'intervento a cura e a spese dello sponsor. Nel bando, in caso di  sponsorizzazione tecnica, sono indicati gli elementi e i criteri di valutazione  delle offerte. Nel bando e  negli  avvisi  e'  stabilito  il  termine,  non inferiore a sessanta giorni, entro il quale  i  soggetti  interessati possono far pervenire offerte  impegnative  di  sponsorizzazione.  Le offerte pervenute sono  esaminate  direttamente  dall'amministrazione aggiudicatrice o, in caso di interventi  il  cui  valore  stimato  al netto dell'imposta sul valore aggiunto sia superiore a un milione  di euro e nei casi di particolare complessita', mediante una commissione giudicatrice. L'amministrazione  procede  a  stilare  la  graduatoria delle  offerte  e  puo'  indire  una  successiva   fase   finalizzata all'acquisizione di ulteriori  offerte  migliorative,  stabilendo  il termine ultimo per i rilanci. L'amministrazione procede, quindi, alla stipula del contratto di sponsorizzazione  con  il  soggetto  che  ha offerto il finanziamento maggiore, in caso di sponsorizzazione  pura, o ha proposto l'offerta realizzativa giudicata migliore, in  caso  di sponsorizzazione tecnica.
2. Nel caso in cui non sia  stata  presentata  nessuna  offerta,  o nessuna offerta appropriata, ovvero tutte le offerte presentate siano irregolari ovvero inammissibili, in  ordine  a  quanto  disposto  dal presente codice in relazione ai requisiti  degli  offerenti  e  delle offerte,  o  non  siano  rispondenti  ai  requisiti   formali   della procedura, la stazione appaltante  puo',  nei  successivi  sei  mesi, ricercare di propria iniziativa  lo  sponsor  con  cui  negoziare  il contratto  di  sponsorizzazione,  ferme  restando  la  natura  e   le condizioni   essenziali delle prestazioni richieste nella sollecitazione pubblica. I progetti per i quali  non  sono  pervenute offerte utili,  ai  sensi  del  precedente  periodo,  possono  essere nuovamente  pubblicati  nell'allegato  del  programma  triennale  dei lavori dell'anno successivo.
3. Restano fermi i presupposti  e  i  requisiti  di  compatibilita' stabiliti dall'articolo 120 del decreto legislativo 22 gennaio  2004, n. 42,  e  successive  modificazioni,  recante  il  codice  dei  beni culturali e del paesaggio, nonche' i requisiti di  partecipazione  di ordine generale  dei  partecipanti  stabiliti  nell'articolo  38  del presente codice, nonche', per i soggetti incaricati  di  tutta  o  di parte della realizzazione degli interventi, i requisiti di  idoneita' professionale, di qualificazione per  eseguire  lavori  pubblici,  di capacita'  economica  e  finanziaria,  tecnica  e  professionale  dei fornitori e dei prestatori di servizi, di cui agli articoli 39, 40 41 e 42, oltre ai requisiti speciali e ulteriori di cui all'articolo 201 del presente codice.».
2. In materia di contratti  di  sponsorizzazione,  resta  fermo  il disposto dell'articolo 2, comma 7, del decreto-legge 31  marzo  2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011,  n. 75.
3. Al decreto del Presidente della Repubblica 5  ottobre  2010,  n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 73, comma 3, alinea, ((  dopo  le  parole  )):  «In aggiunta alla sanzione pecuniaria,» sono inserite  le  seguenti:  «in caso  di  violazioni   commesse,   secondo   valutazione   da   parte dell'Autorita', con dolo o colpa grave,»;
b) l'articolo 84 e' sostituito dal seguente:
«Art. 84. (Criteri di accertamento  e  di  valutazione  dei  lavori eseguiti all'estero). -  1.  Per  i  lavori  eseguiti  all'estero  da imprese con sede legale in Italia, il richiedente produce alla SOA la certificazione di esecuzione dei lavori, corredata  dalla  copia  del contratto, da ogni documento comprovante i lavori eseguiti e, laddove emesso, dal certificato di collaudo.
2. La certificazione e' rilasciata, su richiesta  dell'interessato, da un tecnico di fiducia del consolato o del Ministero  degli  affari esteri, con spese a carico  del  medesimo  interessato  ((;  da  essa risultano )) i lavori eseguiti secondo le diverse categorie, il  loro ammontare,  i  tempi  di  esecuzione,  indicazioni   utili   relative all'incidenza  dei  subappalti  per  ciascuna  categoria  nonche'  la dichiarazione che i lavori sono stati  eseguiti  regolarmente  e  con buon esito. I relativi importi sono inseriti nel certificato  con  le indicazioni necessarie per la  completa  individuazione  dell'impresa subappaltatrice, del periodo di  esecuzione  e  della  categoria  dei lavori eseguiti. La  certificazione  e'  rilasciata  secondo  modelli semplificati, individuati dall'Autorita', sentito  il  Ministero  per gli affari esteri per gli aspetti di competenza ed e'  soggetta,  ove necessario, a  legalizzazione  da  parte  delle  autorita'  consolari italiane all'estero.
3.  Per  i  soli  lavori  subappaltati  ad  imprese   italiane,   i subappaltatori,  ai  fini  del  conseguimento  della  qualificazione, possono utilizzare il certificato rilasciato  all'esecutore  italiano ai  sensi  del  comma  2  e,  qualora   non   sia   stato   richiesto dall'esecutore, il certificato puo' essere richiesto direttamente dal subappaltatore secondo quanto previsto dal predetto comma.
4. La certificazione e' prodotta in lingua italiana ovvero,  se  in lingua  diversa  dall'italiano,  e'  corredata  da   una   traduzione certificata   conforme   in   lingua   italiana   rilasciata
dalla rappresentanza diplomatica  o  consolare  ovvero  una  traduzione  in lingua italiana eseguita da un  traduttore  ufficiale.  Il  consolato italiano all'estero,  una  volta  conseguita  la  certificazione,  la trasmette alla competente  struttura  centrale  del  Ministero  degli affari esteri che provvede ad inserirla nel casellario informatico di cui all'articolo 8, con le modalita' stabilite dall'Autorita' secondo i modelli semplificati sopra citati.
5. Qualora l'interessato abbia ultimato i  lavori  e  non  disponga piu'  di  propria  rappresentanza  nel  Paese  di  esecuzione  o   la rappresentanza non sia in  grado  di  svolgere  a  pieno  le  proprie funzioni a causa di palesi difficolta' nel medesimo Paese, puo'  fare riferimento alla struttura  competente  del  Ministero  degli  affari esteri.».
4. A quanto previsto dall'articolo 6-bis del decreto legislativo n. 163 del 2006, introdotto  dal  comma  1,  lettera  a),  del  presente articolo, le amministrazioni provvedono con le  risorse  finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.


 Art. 21
Responsabilita' solidale negli appalti

  1. L'articolo 29, comma 2, del  decreto  legislativo  10  settembre 2003, n. 276, e' sostituito dal seguente:
«2. In caso di appalto  di  opere  o  di  servizi,  il  committente imprenditore  o  datore  di  lavoro  e'  obbligato  in   solido   con l'appaltatore, nonche' con ciascuno  degli  eventuali  subappaltatori entro  il  limite  di  due  anni  dalla  cessazione  dell'appalto,  a corrispondere ai lavoratori i trattamenti  retributivi,  comprese  le quote  di  trattamento  di  fine  rapporto,  nonche'   i   contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione  al  periodo di esecuzione del contratto di appalto,  restando  escluso  qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo  il  responsabile dell'inadempimento. (( Ove convenuto in  giudizio  per  il  pagamento unitamente all'appaltatore, il committente imprenditore o  datore  di lavoro  puo'  eccepire,  nella  prima  difesa,  il  beneficio   della preventiva escussione del patrimonio  dell'appaltatore  medesimo.  In tal caso il giudice accerta la responsabilita' solidale  di  entrambi gli obbligati,  ma  l'azione  esecutiva  puo'  essere  intentata  nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro  solo  dopo l'infruttuosa escussione del patrimonio dell'appaltatore. L'eccezione puo' essere sollevata anche se l'appaltatore non e'  stato  convenuto in giudizio, ma in tal caso il committente imprenditore o  datore  di lavoro deve indicare i beni del patrimonio dell'appaltatore sui quali il  lavoratore   puo'   agevolmente   soddisfarsi.   Il   committente imprenditore o datore di lavoro che ha  eseguito  il  pagamento  puo' esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali )) ».


 Art. 22
  Modifiche alla normativa per l'adozione delle delibere CIPE  e  norme di salvaguardia delle procedure in corso per la stipula dei contratti di programma con le Societa' di gestione aeroportuali.

  1. All'articolo 41, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) le parole:  «delle  opere  pubbliche»  sono  sostituite  dalle seguenti: «dei progetti e dei programmi di intervento pubblico»;
  b) le parole: «relativamente ai progetti di opere pubbliche» sono soppresse;
  c) le parole: «il Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministro proponente,  sentito  il Segretario del CIPE,».
2. Il recepimento della direttiva 2009/12/CE in materia di  diritti aeroportuali,  di  cui  al  Capo  II,  articoli  da  71  a  82,   del decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,  fa   comunque   salvo   il completamento  delle  procedure  in  corso  volte  alla  stipula  dei contratti di programma con le societa' di gestione  aeroportuali,  ai sensi degli articoli 11-novies del decreto-legge 30  settembre  2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2  dicembre  2005, n. 248, e 17, comma 34-bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.  79, convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto  2009,  n.  102. Tali procedure devono concludersi entro e non oltre  il  31  dicembre 2012 e, comunque, la durata  dei  contratti  di  programma  stipulati secondo quanto disposto nel primo periodo  e'  fissata  nel  rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia e  dei  rispettivi modelli tariffari.
3. La misura dei diritti aeroportuali stabilita  nei  contratti  di programma  stipulati  anteriormente   all'entrata   in   vigore   del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, puo' essere determinata  secondo le modalita' di cui al capo II del decreto medesimo alla scadenza dei contratti stessi.


   Sezione IV
 Semplificazione in materia di ambiente


 Art. 23
  Autorizzazione unica in materia ambientale per  le  piccole  e  medie imprese

  1. Ferme restando le  disposizioni  in  materia  di  autorizzazione integrata ambientale di cui al titolo 3-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al fine di semplificare le procedure  e  ridurre gli oneri per le PMI (( e per gli impianti non soggetti  alle  citate disposizioni in materia di autorizzazione  integrata  ambientale  )), anche sulla base dei risultati delle attivita' di  misurazione  degli oneri amministrativi di cui  all'articolo  25  del  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6 agosto 2008,  n.  133,  il  Governo  e'  autorizzato  ad  emanare  un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta  del  Ministro  dell'ambiente  ((  e  della tutela del territorio )) e del mare, del  Ministro  per  la  pubblica amministrazione e la semplificazione e del  Ministro  dello  sviluppo economico,  sentita  la  Conferenza  unificata  di  cui  al   decreto legislativo  28  agosto  1997,   n.   281,   volto   a   disciplinare l'autorizzazione unica ambientale e a  semplificare  gli  adempimenti amministrativi delle piccole e medie imprese (( e degli impianti  non soggetti alle disposizioni in  materia  di  autorizzazione  integrata ambientale )), in base ai seguenti principi e criteri direttivi,  nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 20, 20-bis e 20-ter, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni:
  a)  l'autorizzazione  sostituisce  ogni  atto  di  comunicazione, notifica ed autorizzazione previsto  dalla  legislazione  vigente  in materia ambientale;
  b) l'autorizzazione unica ambientale e' rilasciata  da  un  unico ente;
  c)  il  procedimento  deve  essere  improntato  al  principio  di proporzionalita' degli adempimenti amministrativi in  relazione  alla dimensione  dell'impresa  e  al   settore   di   attivita',   nonche' all'esigenza  di  tutela  degli  interessi  pubblici  e  non   dovra' comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.
2. Il regolamento di cui al comma 1 e' emanato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto  e  dalla  data  di entrata in vigore  del  medesimo  regolamento  sono  identificate  le norme, anche di legge, regolatrici dei relativi procedimenti che sono abrogate dalla data di entrata in vigore del medesimo regolamento.
(( 2-bis. La realizzazione delle  infrastrutture  di  ricarica  dei veicoli elettrici e' sottoposta alla  disciplina  della  segnalazione certificata di inizio attivita' di cui all'articolo 19 della legge  7 agosto 1990, n.241, e successive modificazioni. ))


 Art. 24
  Modifiche  alle  norme  in  materia  ambientale  di  cui  al  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

  1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate  le seguenti modificazioni:

   a) all'articolo 6, comma  17,  sesto  periodo,  dopo  le  parole: «titoli abilitativi gia' rilasciati alla stessa data»  sono  inserite le seguenti: «, anche ai fini delle eventuali relative proroghe»;
  b)  all'articolo  10,  comma  1,  secondo  periodo,   la   parola «richiesta» e' sostituita dalla seguente: «rilasciata»;
  c) all'articolo 29-decies, comma 1,  e'  aggiunto,  in  fine,  il seguente periodo: «Per gli impianti localizzati in  mare,  l'Istituto superiore  per  la  protezione  e  la  ricerca  ambientale  esegue  i controlli di  cui  al  comma  3,  coordinandosi  con  gli  uffici  di vigilanza del Ministero dello sviluppo economico.»;
  d) all'articolo 109 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 2, le parole da: «e'  rilasciata»  a:  «smaltimento alternativo» sono sostituite dalle  seguenti:  «e'  rilasciata  dalla regione,  fatta  eccezione  per  gli  interventi  ricadenti  in  aree protette nazionali di cui alle leggi 31 dicembre 1982,  n.  979  e  6 dicembre 1991, n. 394,  per  i  quali  e'  rilasciata  dal  Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,»;

2) al comma 3, dopo la parola «autorizzazione» e'  inserita  la seguente «regionale»;
  (( d-bis) all'articolo 194, comma 3, e'  aggiunto,  in  fine,  il seguente  periodo:  «Le   imprese   che   effettuano   il   trasporto transfrontaliero di rifiuti,  fra  i  quali  quelli  da  imballaggio, devono allegare per ogni spedizione una dichiarazione  dell'autorita' del Paese di destinazione dalla quale risulti che nella  legislazione nazionale non vi siano  norme  ambientali  meno  rigorose  di  quelle previste dal diritto dell'Unione europea, ivi incluso un  sistema  di controllo sulle  emissioni  di  gas  serra,  e  che  l'operazione  di recupero nel Paese  di  destinazione  sia  effettuata  con  modalita' equivalenti, dal punto di vista ambientale, a quelle  previste  dalla legislazione in materia di rifiuti del Paese di provenienza»; ))
  e) all'articolo 216-bis,  comma  7,  dopo  il  primo  periodo  e' inserito il seguente: «Nelle more dell'emanazione del decreto di  cui al primo periodo, le autorita' competenti  possono  autorizzare,  nel rispetto della normativa (( dell'Unione europea )), le operazioni  di rigenerazione degli oli usati anche in deroga all'allegato A, tabella 3, del decreto ministeriale 16 maggio 1996, n. 392, fermi restando  i limiti stabiliti dalla predetta tabella  in  relazione  al  parametro PCB/PCT.»;
  f) all'articolo 228, dopo il comma 3, e'  inserito  il  seguente: «3-bis. I produttori e  gli  importatori  di  pneumatici  o  le  loro eventuali forme associate  determinano  annualmente  l'ammontare  del rispettivo contributo necessario per l'adempimento, nell'anno  solare successivo, degli obblighi di cui al comma 1 e lo  comunicano,  entro il 31 ottobre di ogni anno, al Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare  anche  specificando  gli  oneri  e  le componenti di costo che giustificano l'ammontare del  contributo.  Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  se necessario, richiede integrazioni e chiarimenti al fine  di  disporre della completezza delle informazioni da divulgare anche a  mezzo  del proprio portale informatico entro il 31 dicembre del rispettivo anno. E' fatta salva la facolta' di procedere  nell'anno  solare  in  corso alla rideterminazione, da parte dei produttori e degli importatori di pneumatici o le rispettive forme associate, del contributo  richiesto per l'anno solare in corso.»;
  (( f-bis) all'articolo 242, comma 7, dopo il secondo  periodo  e' inserito  il  seguente:  «Nell'ambito  dell'articolazione   temporale potra'  essere  valutata  l'adozione  di  tecnologie  innovative,  di dimostrata efficienza ed  efficacia,  a  costi  sopportabili,  resesi disponibili  a  seguito  dello   sviluppo   tecnico-scientifico   del settore»; ))
  g) all'articolo 268, comma 1, alla lettera p) le parole da:  «per le piattaforme» alle parole «gas naturale liquefatto off-shore;» sono soppresse;
  h) (( all'articolo 281, il comma 5 e' sostituito dal seguente: )) « (( 5 )). Le integrazioni e le modifiche degli allegati  alle  norme in materia di tutela dell'aria e della riduzione delle  emissioni  in atmosfera del presente decreto sono adottate con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto con  il  Ministro  della  salute,  con  il  Ministro  dello  sviluppo economico  e,  per  quanto  di  competenza,  con  il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la  Conferenza  unificata  di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.»;
  i) all'allegato VIII alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il  punto  1.4  e'  inserito  il  seguente: «1.4-bis terminali di rigassificazione e altri  impianti  localizzati in mare su piattaforme off-shore;».


   Sezione V
  Semplificazione in materia di agricoltura


 Art. 25
Misure di semplificazione per le imprese agricole

  1.  Al  fine  di   semplificare   e   accelerare   i   procedimenti amministrativi per  l'erogazione  agli  aventi  diritto  di  aiuti  o contributi previsti dalla normativa dell'Unione  europea  nell'ambito della Politica  agricola  comune,  l'Agenzia  per  le  erogazioni  in agricoltura (AGEA), per l'acquisizione delle informazioni necessarie, utilizza ((, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica )), secondo i  protocolli  standard  previsti  nel  sistema  pubblico  di connettivita', anche le banche dati informatiche  dell'Agenzia  delle entrate,  dell'INPS  e  delle   Camere   di   commercio,   industria, artigianato ed agricoltura. Le modalita' di applicazione delle misure di semplificazione previste dal  presente  comma  sono  definite  con apposite convenzioni tra l'AGEA e le amministrazioni  sopra  indicate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. I dati relativi alla azienda agricola  contenuti  nel  fascicolo aziendale  elettronico  di  cui  all'articolo  9  del   decreto   del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1999, n. 503, e  all'articolo 13, del decreto legislativo 29 marzo 2004,  n.  99,  fanno  fede  nei confronti delle pubbliche  amministrazioni  per  i  rapporti  che  il titolare della azienda agricola instaura ed intrattiene con  esse  (( anche per il tramite dei centri autorizzati di assistenza agricola di cui all'articolo 3-bis del decreto legislativo  27  maggio  1999,  n. 165,  e  successive  modificazioni,  che  ne  curano  la   tenuta   e l'aggiornamento )). Le modalita' operative per la  consultazione  del fascicolo   aziendale   elettronico   da   parte   delle
pubbliche amministrazioni  sono  definite  con  decreto  del   Ministro   delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  di  concerto  con  il Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e  la  semplificazione, sentita la Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  da  adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente decreto.
3. All'articolo 3, comma 5-quinquies, del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  novembre 2005, n.  231,  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:  «Gli  organismi pagatori, al fine  della  compiuta  attuazione  del  presente  comma, predispongono e mettono a disposizione  degli  utenti  le  procedure, anche informatiche, e le circolari applicative correlate.».


 Art. 26
Definizione di bosco e di arboricoltura da legno

  1. All'articolo 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001,  n.  227, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 3, lettera c), dopo le parole:  «la  continuita'  del bosco» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «non identificabili  come pascoli, prati e pascoli arborati»;
  b) al comma 6,  dopo  le  parole:  «i  castagneti  da  frutto  in attualita'  di  coltura   e   gli   impianti   di   frutticoltura   e d'arboricoltura da  legno  di  cui  al  comma  5»  sono  inserite  le seguenti:  «ivi  comprese,  le  formazioni   forestali   di   origine artificiale realizzate su terreni agricoli a seguito dell'adesione  a misure  agro  ambientali  promosse  nell'ambito  delle  politiche  di sviluppo rurale dell'Unione europea  una  volta  scaduti  i  relativi vincoli, i terrazzamenti, i paesaggi agrari e pastorali di  interesse storico  coinvolti  da   processi   di   forestazione,   naturale   o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi» e, in fine,  sono aggiunte le seguenti:  «non  identificabili  come  pascoli,  prati  o pascoli arborati (( o come tartufaie coltivate )).».


 Art. 27
   Esercizio dell'attivita' di vendita diretta

  1. All'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, il primo periodo e' sostituito dal seguente:
«2. La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante e' soggetta a comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione e puo' essere effettuata a decorrere dalla data  di  invio della medesima comunicazione.».


 Art. 28
  Modifiche relative alla movimentazione aziendale  dei  rifiuti  e  al deposito temporaneo

  1. All'articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152, dopo il comma 9 e' inserito il seguente:  «9-bis.  La  movimentazione dei rifiuti tra fondi appartenenti alla  medesima  azienda  agricola, ancorche' (( effettuata  ))  percorrendo  la  pubblica  via,  non  e' considerata trasporto ai fini del presente  decreto  qualora  risulti comprovato da elementi  oggettivi  ed  univoci  che  sia  finalizzata unicamente al raggiungimento del luogo di messa a dimora dei  rifiuti in deposito temporaneo e la distanza fra i fondi non sia superiore  a dieci  chilometri.  Non  e'   altresi'   considerata   trasporto   la movimentazione dei rifiuti effettuata dall'imprenditore  agricolo  di cui all'articolo 2135 del codice civile dai propri fondi al sito  che sia nella disponibilita' giuridica della cooperativa agricola di  cui e' socio, qualora sia  finalizzata  al  raggiungimento  del  deposito temporaneo.».
2. All'articolo 183, comma 1, lettera bb), del decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo le parole: «nel luogo in cui  gli  stessi sono prodotti» sono inserite le seguenti: «o,  per  gli  imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, presso  il  sito che sia nella disponibilita' giuridica della cooperativa agricola  di cui gli stessi sono soci».


 Art. 29
 Disposizioni a favore del settore bieticolo-saccarifero

  1. I progetti di riconversione del comparto bieticolo  saccarifero, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  marzo  2006,  n. 81,  e  successivamente  approvati  dal  Comitato   interministeriale istituito in base all'articolo 2, comma 1, del  citato  decreto-legge n. 2 del 2006, rivestono carattere di interesse  nazionale  anche  ai fini  della  definizione   e   del   perfezionamento   dei   processi autorizzativi e dell'effettiva entrata in esercizio.
[2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Comitato interministeriale di cui al comma 1  dispone  le norme idonee nel quadro  delle  competenze  amministrative  regionali atte a garantire l'esecutivita' dei progetti  suddetti,  nomina,  nei casi  di  particolare  necessita',  ai  sensi  dell'articolo  20  del decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, un  commissario  ad acta per l'attuazione degli accordi definiti in  sede  regionale  con coordinamento del  Comitato  interministeriale.  Al  Commissario  non spettano compensi e  ad  eventuali  rimborsi  di  spese  si  provvede nell'ambito delle risorse destinate alla realizzazione dei progetti.](*)

(*) La Corte Costituzionale, con sentenza n. 62 del 5 aprile 2013, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, dell'art. 29, c. 2.


   Sezione VI
 Disposizioni di semplificazione in materia di ricerca


 Art. 30
  Misure di semplificazione in materia di ricerca internazionale  e  di ricerca industriale

  1. Al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 2, dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. Ai fini della semplificazione dei rapporti istruttori e  di gestione dei progetti di ricerca, per ciascun progetto i partecipanti possono individuare tra di loro un soggetto capofila.  Il  ricorso  a tale soluzione  organizzativa  e'  incentivato  secondo  modalita'  e criteri fissati ai  sensi  dell'articolo  6,  comma  2.  Il  soggetto capofila assolve i seguenti compiti:
  a) rappresenta le imprese ed enti partecipanti nei  rapporti  con l'amministrazione  che  concede  le  agevolazioni,  anche   ai   fini dell'avvalimento e della garanzia dei requisiti;
  b) ai fini  dell'accesso  alle  agevolazioni,  presenta  in  nome proprio e per conto delle altre  imprese  ed  enti  partecipanti,  la proposta o progetto  di  ricerca  e  le  eventuali  variazioni  degli stessi;
  c) richiede, in nome proprio e per conto delle  imprese  ed  enti che realizzano i progetti e gli interventi, le erogazioni  per  stato di avanzamento, attestando la  regolare  esecuzione  dei  progetti  e degli investimenti stessi nonche' delle eventuali variazioni;
  d) effettua  il  monitoraggio  periodico  sullo  svolgimento  del programma.
3-ter. E' consentita la variazione non rilevante  dei  progetti  di ricerca industriale, in termini soggettivi nel limite del  venti  per cento dei soggetti che rappresentano il raggruppamento proponente, in qualsiasi forma giuridica organizzato e fatto salvo il minimo di uno, oppure in termini oggettivi di rappresentanza partecipativa  fino  al limite del venti per cento  del  valore  del  progetto,  in  fase  di valutazione  preventiva  degli  stessi  ai  fini  dell'ammissione  al finanziamento, nel caso  in  cui  altri  soggetti  partecipanti  alla compagine dimostrino di poter surrogare il soggetto  rinunciatario  o escluso per  motivazioni  di  carattere  economico-finanziario  senza alterare  la  qualita'  e  il  valore  del  progetto,  garantendo  il raggiungimento degli obiettivi dichiarati.
3-quater.  Nella  fase  attuativa   del   progetto,   il   comitato tecnico-scientifico  di  cui  all'articolo   7   puo'   valutare   la rimodulazione  del  progetto  medesimo  per   variazioni   rilevanti, superiori al predetto limite del venti per cento e non  eccedenti  il cinquanta  per  cento,  in  caso  di   sussistenza   di   motivazioni tecnico-scientifiche o economico-finanziarie di carattere straordinario.
3-quinquies.  Sulle  richieste  di  rimodulazione  di  elementi   o contenuti progettuali di secondaria  entita',  non  rientranti  nelle ipotesi  di  cui  ai   commi   3-ter   e   3-quater,   il   Ministero dell'istruzione,   dell'universita'   e   della   ricerca
provvede direttamente, acquisito il parere dell'esperto  incaricato  nei  casi piu' complessi.
3-sexies. La domanda di rimodulazione del  progetto,  nel  caso  di indicazione di sostituzione nelle attivita' facenti capo al  soggetto rinunciatario  o  escluso,  e'  presentata  dai  partecipanti  o  dal soggetto capofila entro trenta giorni dall'accertamento  formale,  da parte del Ministero, della rinuncia o esclusione per  motivazioni  di carattere economico-finanziario.
3-septies. Sono inoltre considerati soggetti ammissibili i soggetti individuati come tali dai regolamenti comunitari, relativamente  alle attivita' svolte nel quadro di programmi  dell'Unione  europea  o  di accordi internazionali.
3-octies.  Le  variazioni  del  progetto  senza  aumento  di  spesa approvate in ambito comunitario o internazionale sono automaticamente recepite in ambito nazionale.»;
  b) all'articolo 3, comma 1, lettera a), numero 2), sono inserite, in fine, le seguenti  parole:  «,  nonche'  sulla  base  di  progetti cofinanziati dall'Unione europea a seguito di bandi internazionali di ricerca industriale»;
  c) all'articolo 6:

1) al comma  2,  dopo  le  parole:  «spese  ammissibili,»  sono inserite le seguenti: «ivi  comprese,  con  riferimento  ai  progetti svolti nel quadro di  programmi  dell'Unione  europea  o  di  accordi internazionali, quelle per la disseminazione dei risultati ottenuti e per il coordinamento generale del progetto,»;

2) al comma 4 e' aggiunto in fine  il  seguente  periodo:  «Una quota non inferiore al 15 per cento delle disponibilita'  complessive del Fondo agevolazioni ricerca e' comunque destinata al finanziamento degli interventi svolti nel quadro di programmi dell'Unione europea o di accordi internazionali.»;
  d) all'articolo 7, dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:
«4-bis. La valutazione ex ante  degli  aspetti  tecnico-scientifici dei progetti o programmi presentati di cui al comma 1 e il parere  di cui al comma 2 non sono richiesti per i progetti gia' selezionati nel quadro di programmi dell'Unione europea o di  accordi  internazionali cofinanziati anche dalla stessa a seguito di bandi internazionali  di ricerca.  I  progetti  sono  ammessi  al  finanziamento   fino   alla concorrenza delle risorse disponibili  nell'ambito  del  riparto  del Fondo agevolazioni ricerca.
4-ter. Al fine di accelerare l'iter di valutazione dei progetti  di ricerca  industriale  presentati  ai  sensi  del   presente   decreto legislativo e di snellire le procedure di controllo e  di  spesa,  le imprese industriali, anche nelle forme associate di cui  all'articolo 4, possono, in alternativa alle procedure ordinarie  e  con  oneri  a proprio carico, verificare e attestare il possesso dei  requisiti  di affidabilita' economico-finanziaria, ovvero  la  regolare rendicontazione  amministrativo-contabile  delle  attivita'   svolte, attraverso  una  relazione  tecnica  e  un'attestazione   di   merito rilasciata in  forma  giurata  e  sotto  esplicita  dichiarazione  di responsabilita' da soggetti iscritti nel registro dei revisori legali di cui all'articolo 1, comma 1, lettera g), del  decreto  legislativo 27 gennaio 2010,  n.  39.  Su  tali  relazioni  e  attestazioni  sono effettuate verifiche a campione.
4-quater. Al fine  di  favorire  la  realizzazione  di  progetti  e attivita' di ricerca, in un'ottica di merito di progetto, in caso  di insufficiente possesso dei previsti requisiti economico-finanziari da parte delle imprese proponenti,  l'ammissione  alle  agevolazioni  e' comunque possibile sulla base della  produzione  di  una  polizza  di garanzia a copertura dell'intero  ammontare  dell'agevolazione  e  di specifici accordi con una o piu' imprese (( utilizzatrici  finali  )) dei  risultati  del  progetto  ovvero  nelle  forme  dell'avvalimento concesso da altro soggetto partecipante alla  compagine  in  possesso dei  necessari  requisiti.  In  tal  caso,  la  certificazione  della rispondenza  deve  riguardare  le  sole  imprese  indicate   per   lo sfruttamento industriale dei risultati della ricerca.
4-quinquies. Nell'ipotesi di cui al comma  4-quater,  la  relazione tecnica   contiene   una   compiuta analisi delle principali caratteristiche del progetto, con specifici approfondimenti  dedicati alle prospettive industriali dello stesso e degli  accordi  stipulati tra il soggetto proponente e gli utilizzatori  finali  del  risultato della ricerca.
4-sexies. Nelle procedure in cui la concessione degli incentivi  e' anche  subordinata  al  positivo  esito  di  sopralluoghi  presso  il soggetto richiedente, detto  adempimento  puo'  avvenire  nella  fase successiva  all'ammissione  alle  agevolazioni,  ed  ai  fini   della procedura  valutativa  l'amministrazione   si   avvale   delle   sole risultanze documentali, nel caso in cui le erogazioni  siano  coperte da polizza di garanzia. L'esito negativo di tali verifiche successive assume natura di condizione  risolutiva  del  rapporto  e  di  revoca dell'agevolazione, con recupero del finanziamento concesso.
4-septies. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e  della  ricerca  sono   definite   modalita'   di attuazione degli interventi previsti nel presente articolo.».


 Art. 31
Misure di semplificazione in materia di ricerca di base

  1. Nelle more del riordino del sistema di valutazione, al  fine  di assicurare la semplificazione e l'accelerazione  delle  procedure  di gestione dei progetti di ricerca di base, le verifiche  scientifiche, amministrative e contabili relative ai risultati e alle attivita' dei progetti sono effettuate esclusivamente al termine degli  stessi.  Il costo delle valutazioni scientifiche ex post  grava  per  intero  sui fondi destinati al finanziamento dei progetti, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 21, comma 3, della legge 30 dicembre 2010,  n. 240, (( senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica )).
2. I commi 313, 314 e 315 dell'articolo 2 della legge  24  dicembre 2007, n. 244, sono abrogati.
3. All'articolo 20, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n.  240, il periodo da «Restano ferme le norme» fino alla fine  del  comma  e' sostituito dal seguente: «Una percentuale del  dieci  per  cento  del Fondo per gli investimenti nella ricerca  scientifica  e  tecnologica (FIRST), di cui all'articolo 1 comma 870,  della  legge  27  dicembre 2006, n. 296, e' destinata a interventi in favore di  ricercatori  di eta' inferiore a 40 anni, secondo procedure stabilite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.».


 (( Art. 31-bis
  Scuola sperimentale di dottorato internazionale  Gran  Sasso  Science   Institute - GSSI
  1. Al fine di rilanciare  lo  sviluppo  dei  territori  terremotati dell'Abruzzo mediante la  ricostituzione  e  il  rafforzamento  delle capacita' del  sistema  didattico,  scientifico  e  produttivo  e  di realizzare  un  polo  di  eccellenza   internazionale   grazie   alla valorizzazione di competenze  e  strutture  altamente  specialistiche gia' esistenti nel territorio, nonche' di  favorire  l'attrazione  di risorse di alto livello prevalentemente nel campo  delle  scienze  di base, e' istituita la Scuola sperimentale di dottorato internazionale denominata Gran Sasso Science Institute (GSSI).
2. La scuola ha come soggetto attivatore  l'Istituto  nazionale  di fisica nucleare (INFN) e opera in via sperimentale per un triennio  a decorrere dall'anno accademico 2013-2014. L'INFN,  sulla  base  delle risultanze del lavoro del comitato ordinatore  di  cui  al  comma  4, coinvolge universita' e ove necessario altri enti di ricerca.
3. La scuola ha l'obiettivo di attrarre  competenze  specialistiche di   alto   livello   nel   campo   delle   scienze   di base e dell'intermediazione tra ricerca  e  impresa  (fisica,  matematica  e informatica,   gestione dell'innovazione e dello sviluppo territoriale),  attraverso  attivita'  didattica  post-laurea,  e  di formare ricercatori altamente qualificati.  A  tal  fine,  la  scuola attiva, ai sensi  e  per  gli  effetti  della  vigente  normativa  in materia, secondo quanto previsto dalla legge 3 luglio 1998,  n.  210, come da ultimo modificata dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, corsi di dottorato di ricerca, con  particolare  riguardo  alla  dimensione internazionale e  al  rapporto  con  le  imprese  ad  alto  contenuto scientifico e tecnologico, e cura altresi'  attivita'  di  formazione post-dottorato.
4. Il piano strategico, che individua le istituzioni  universitarie da  coinvolgere,  lo  statuto  e  i  regolamenti  della  scuola  sono elaborati in  fase  di  costituzione  da  un  comitato  ordinatore  e approvati dal Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della ricerca, di concerto con il Ministero dell'economia e delle  finanze. Il  comitato  ordinatore,  nominato   con   decreto   del   Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della  ricerca,  e'  composto  da cinque esperti di  elevata  professionalita'.  Il  comitato  opera  a titolo  gratuito,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza pubblica.
5. Fino al completamento del triennio di sperimentazione di cui  al comma 2,  per  il  finanziamento  delle  attivita'  della  scuola  e' autorizzata la spesa di 12 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni 2013, 2014 e 2015, cui si fa fronte,  quanto  a  6  milioni  di  euro annui, a valere sui fondi per la ricostruzione  dell'Abruzzo  di  cui all'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 28 aprile  2009,  n.  39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77,  e, quanto a 6 milioni di euro annui, a valere  sulle  risorse  destinate alla regione Abruzzo nell'ambito del  Fondo  per  lo  sviluppo  e  la coesione di cui all'articolo 4  del  decreto  legislativo  31  maggio 2011, n. 88.
6.  Allo  scadere  del  triennio,  previo  reperimento  di   idonea copertura finanziaria, con  apposito  provvedimento  legislativo,  la scuola  puo'  assumere  carattere  di  stabilita'  a  seguito   della valutazione  dei  risultati  da  parte  dell'Agenzia   nazionale   di valutazione del  sistema  universitario  e  della  ricerca,  mediante decreto   di   riconoscimento e approvazione del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio. ))



 Art. 32
  Misure di semplificazione delle procedure istruttorie, valutative, di spesa e di controllo nel settore della ricerca.

  1. Al fine di finanziare con risorse nazionali progetti a esclusiva ricaduta nazionale valutati positivamente in sede comunitaria ma  non ammessi al  relativo  finanziamento,  il  Ministero  dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sulla base di un avviso pubblico di presentazione di specifiche domande  di  finanziamento  e  fino  alla concorrenza delle risorse stanziate per tali finalita',  prende  atto dei  risultati  delle  valutazioni  effettuate  e  delle  graduatorie adottate in sede  comunitaria.  Nel  predetto  avviso  pubblico  puo' essere definita la priorita' degli  interventi,  anche  in  relazione alla coerenza degli stessi con le strategie nazionali.
2. Al fine di consentire  la  semplificazione  delle  procedure  di utilizzazione  del  Fondo  per   gli   investimenti   nella   ricerca scientifica e tecnologica, all'articolo 1  della  legge  27  dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) il comma 872 e' sostituito dal seguente:
«872. In coerenza con gli indirizzi del Programma  nazionale  della ricerca,  il  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e   della ricerca con proprio decreto di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze provvede alla ripartizione del fondo di cui al  comma 870 tra gli strumenti previsti nel  decreto  di  cui  al  comma  873, destinando  una  quota  non  inferiore  al   15   per   cento   delle disponibilita'  complessive  del  fondo  al  finanziamento  degli  (( interventi presentati nel quadro di programmi dell'Unione  europea  o di   accordi   internazionali».   Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,  con  proprio  decreto  da  emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge  di conversione del presente decreto, provvede a  fissare  i  criteri  di selezione  dei  progetti,  prevedendo  misure  premiali  per   quelli presentati da piccole e medie imprese ));
  b) il comma 873 e' sostituito dal seguente:
«873.  Il  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'   e   della ricerca, con decreto (( adottato ai sensi dell'articolo 17, comma  3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 )), definisce i criteri di accesso e le modalita' di utilizzo e gestione del fondo cui al comma 870  per la concessione delle agevolazioni per la ricerca  di  competenza  del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, al  fine di garantire la massima efficacia  e  omogeneita'  degli  interventi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
(( 3. Gli oneri derivanti dalla costituzione  e  dal  funzionamento delle commissioni tecnico-scientifiche o professionali di valutazione e controllo dei progetti di ricerca, compresi i compensi a favore  di esperti di alta qualificazione  tecnico-scientifica,  sono  a  carico delle  risorse  del  Fondo  per  gli   investimenti   nella   ricerca scientifica e tecnologica, di cui all'articolo 1,  comma  870,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296, destinate ai medesimi progetti, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))


 Art. 33
  (( Aspettativa per l'attribuzione di borse di studio, assegni o altre forme similari di sovvenzione dell'Unione europea o internazionali  e  semplificazioni per la ricerca. ))
  1. Il personale dipendente inquadrato  nel  ruolo  dei  ricercatori degli enti pubblici di ricerca e delle universita' che, (( in seguito all'attribuzione di borse di studio, assegni o altre  forme  similari di sovvenzione dell'Unione europea o  internazionali  )),  svolga  la relativa attivita' di  ricerca  presso  l'ente  di  appartenenza,  e' collocato in aspettativa  senza  assegni  su  richiesta,  ((  per  il periodo massimo di durata della borsa  di  studio,  assegno  o  altra forma similare  di  sovvenzione.  Lo  svolgimento  dell'attivita'  di ricerca inerente alla borsa di studio, assegno o altra forma similare di  sovvenzione  ))  e  la  relativa  retribuzione  vengono  regolati dall'ente mediante un contratto di lavoro  a  tempo  determinato.  La retribuzione massima spettante al  ricercatore  ((  rimane  a  carico della borsa di studio, assegno o altra forma similare di  sovvenzione dell'Unione europea o internazionale )) e non  puo'  eccedere  quella prevista  per  il  livello  apicale,  appartenente  alla  fascia   di ricercatore piu'  elevata  del  profilo  di  ricercatore  degli  enti pubblici di ricerca.
2. Al personale dipendente inquadrato  nel  ruolo  dei  ricercatori degli enti pubblici di ricerca e delle universita' che, (( in seguito all'attribuzione di borse di studio, assegni o altre  forme  similari di sovvenzione dell'Unione europea o  internazionali  )),  svolga  la relativa attivita' di ricerca presso soggetti e organismi pubblici  o privati, nazionali o internazionali si applica l'articolo 23-bis  del decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive modificazioni.


   Sezione VII
 Altre disposizioni di semplificazione


 Art. 34
  Riconoscimento dell'abilitazione delle imprese esercenti attivita' di installazione,  ampliamento  e  manutenzione  degli  impianti   negli   edifici.

  1. L'abilitazione delle imprese di cui all'articolo 3, del  decreto del Ministro  dello  sviluppo  economico  22  gennaio  2008,  n.  37, concerne, alle condizioni ivi indicate, tutte le tipologie di edifici indipendentemente dalla destinazione d'uso.


 Art. 35
  Disposizioni in materia di controllo societario e di trasferimento  e    conferimento di funzioni ai magistrati ordinari.

  1. (( Il terzo  comma  dell'articolo  2397  del  codice  civile  e' abrogato. ))
2. All'articolo 2477 del codice civile:
  a) il primo comma e' sostituito dal seguente: «L'atto costitutivo puo' prevedere, determinandone le competenze (( e i  poteri  )),  ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina  di  un  organo  di controllo o di un revisore. Se lo statuto non  dispone  diversamente, l'organo di controllo e' costituito da un solo membro effettivo.»;

   b) al secondo, terzo, quarto  e  sesto  comma,  le  parole:  «del sindaco» sono sostituite dalle seguenti: «dell'organo di controllo  o del revisore»;
  c) il quinto comma e'  sostituito  dal  seguente:  «Nel  caso  di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano  le disposizioni sul collegio sindacale  previste  per  le  societa'  per azioni.».
(( 2-bis. La disposizione di  cui  all'articolo  6,  comma  2,  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, si interpreta nel  senso  che  il carattere onorifico della partecipazione  agli  organi  collegiali  e della  titolarita'  di  organi  degli  enti  che  comunque   ricevono contributi a carico della finanza pubblica e' previsto per gli organi diversi dai collegi dei revisori dei conti e sindacali e dai revisori dei conti. ))
3. Salvo quanto stabilito dall'articolo 195 del  regio  decreto  30 gennaio 1941, n. 12, e per il conferimento delle  funzioni  direttive apicali  di  legittimita',  la  disposizione  dell'articolo  194  del medesimo regio decreto si interpreta nel senso che  il  rispetto  del termine ivi  previsto  e'  richiesto  per  tutti  i  trasferimenti  o conferimenti di funzioni,  anche  superiori  o  comunque  diverse  da quelle ricoperte, dei magistrati ordinari.
4. L'articolo 195 del regio decreto 30  gennaio  1941,  n.  12,  e' sostituito dal seguente: «Art.  195  -  (Disposizioni  speciali).  Le disposizioni degli articoli 192 e 194 non si applicano al  presidente aggiunto della corte  di  cassazione,  al  presidente  del  tribunale superiore delle acque pubbliche,  al  procuratore  generale  aggiunto presso la corte di cassazione, ai presidenti di sezione  della  corte di cassazione, agli avvocati generali della corte di  cassazione,  ai presidenti e ai procuratori generali di corte di appello.».


 Art. 36
  Privilegio dei crediti dell'impresa artigiana

  1. All'articolo 2751-bis, primo comma, del codice civile, il numero 5) e' sostituito dal seguente:
«5) i crediti  dell'impresa  artigiana,  definita  ai  sensi  delle disposizioni legislative vigenti,  nonche'  delle  societa'  ed  enti cooperativi di produzione e lavoro per i  corrispettivi  dei  servizi prestati e della vendita dei manufatti;».


 Art. 37
  Comunicazione dell'indirizzo  di  posta  elettronica  certificata  al registro delle imprese

  1. (( Dopo  il  comma  6  dell'articolo  16  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28 gennaio 2009, n. 2, e' inserito il seguente:
«6-bis. L'ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un'impresa costituita in  forma  societaria che non  ha  iscritto  il  proprio  indirizzo  di  posta  elettronica certificata,  in  luogo  dell'irrogazione  della  sanzione   prevista dall'articolo 2630 del codice civile, sospende  la  domanda  per  tre mesi, in attesa che essa  sia  integrata  con  l'indirizzo  di  posta elettronica certificata». ))



 Art. 38
   Semplificazione degli adempimenti per la tenuta dei gas medicinali

  1. All'articolo 101, comma 2, del  decreto  legislativo  24  aprile 2006, n. 219, dopo le parole: «La persona responsabile  di  cui  alla lettera b) del comma 1» sono inserite le seguenti: «e di cui al comma 2-bis» e il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Con  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del  Ministero della  salute,  sentita  l'AIFA,  possono  essere  stabilite,  per  i depositi che  trattano  esclusivamente  gas  medicinali,  deroghe  al disposto di cui al primo periodo.».
2. All'articolo 101, del decreto legislativo  24  aprile  2006,  n. 219, dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. In deroga a quanto disposto dai commi 1 e 2, le funzioni di persona responsabile di  depositi  che  trattano  esclusivamente  gas medicinali possono essere svolte dal soggetto che possieda almeno uno dei seguenti requisiti:
  a) abbia conseguito una laurea specialistica, di cui  al  decreto del  Ministro  dell'universita'  e  della   ricerca   scientifica   e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, o una laurea magistrale, di  cui al decreto del Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, appartenente a una delle  classi  di seguito specificate:

I. classe  LM-8  Classe  dei  corsi  di  laurea  magistrale  in biotecnologie industriali;

II. classe LM-9  Classe  dei  corsi  di  laurea  magistrale  in biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche;

III. classe LM-21 Classe dei  corsi  di  laurea  magistrale  in ingegneria chimica;
  b) abbia conseguito una laurea di cui  al  decreto  del  Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999,  n.  509,  e   al   decreto   del   Ministro   dell'istruzione, dell'universita'  e  della  ricerca  22   ottobre   2004,   n.   270, appartenente a una delle classi di seguito specificate, a  condizione che siano stati superati gli  esami  di  chimica  farmaceutica  e  di legislazione farmaceutica:

I. classe L-2 Classe dei corsi di laurea in biotecnologie;

II. classe  L-9  Classe  dei  corsi  di  laurea  in  ingegneria industriale;

III. classe L-27 Classe  dei  corsi  di  laurea  in  scienze  e tecnologie chimiche;

IV. classe L-29  Classe  dei  corsi  di  laurea  in  scienze  e tecnologie farmaceutiche;
  c) abbia svolto, per almeno cinque anni, anche non  continuativi, successivamente all'entrata in  vigore  del  decreto  legislativo  30 dicembre 1992, n. 538, funzioni di direttore tecnico di magazzino  di distribuzione all'ingrosso o di deposito di gas medicinali;
2-ter. Sono comunque fatte salve le situazioni regolarmente in atto alla data di entrata in vigore ((  della  presente  disposizione  )), anche in mancanza dei requisiti previsti dal comma 1, lettera  b),  e dal comma 2-bis).».


 Art. 39
  Soppressione  del  requisito  di   idoneita'   fisica   per   avviare l'esercizio dell'attivita' di autoriparazione.

  1. All'articolo 7, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 122, la lettera c) e' (( abrogata )).


 Art. 40
  Soppressione del vincolo in materia di chiusura domenicale e  festiva per le imprese di panificazione di natura produttiva.

  1. Il secondo periodo dell'articolo 11, comma  13,  della  legge  3 agosto 1999, n. 265, e' soppresso.


 Art. 41
  Semplificazione in materia di somministrazione temporanea di alimenti  e bevande.

  1. L'attivita' temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose,  tradizionali e  culturali  o  eventi  locali  straordinari,  e'   avviata   previa segnalazione certificata di inizio attivita' priva  di  dichiarazioni asseverate ai sensi dell'articolo 19 della legge 7  agosto  1990,  n. 241, e non e' soggetta al possesso  dei  requisiti  previsti  ((  dal comma 6 dell'articolo 71 )) del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.


 Art. 42
  Razionalizzazione  delle  misure  di  sostegno  finanziario  per  gli  interventi conservativi sui beni culturali.

  1.  All'articolo  31  del  ((  codice  dei  beni  culturali  e  del paesaggio, di cui al )) decreto legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42, dopo il  comma  2  e'  aggiunto  il  seguente:  «2-bis.  L'ammissione dell'intervento autorizzato  ai  contributi  statali  previsti  dagli articoli 35 e 37 e' disposta  dagli  organi  del  Ministero  in  base all'ammontare delle risorse disponibili, determinate annualmente  con decreto  ministeriale,  adottato  di  concerto   con   il   Ministero dell'economia e delle finanze.».


 Art. 43
  Semplificazioni  in  materia  di  verifica  dell'interesse  culturale nell'ambito delle procedure di dismissione del patrimonio immobiliar   pubblico.

  1. Al fine di accelerare i processi di dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico di cui all'articolo 6 della legge 12 novembre 2011,  n.  183,  all'articolo  66  del  decreto-legge  24 gennaio 2012, n. 1, all'articolo  27  del  decreto-legge  6  dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre 2011, n. 214, e agli articoli 307, comma 10,  e  314  ((  del  codice dell'ordinamento militare, di cui al )) decreto legislativo 15  marzo 2010, n. 66, nel rispetto delle esigenze  di  tutela  del  patrimonio culturale, con decreto non avente natura regolamentare  del  Ministro per i beni e le attivita' culturali,  di  concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni  (( dalla data di  entrata  in  vigore  ))  del  presente  decreto,  sono definite modalita' tecniche operative, anche informatiche, idonee  ad accelerare le procedure di verifica dell'interesse culturale  di  cui all'articolo 12, del decreto legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42,  e successive modificazioni, recante il Codice dei beni culturali e  del paesaggio.
2.  Le  Amministrazioni  provvedono  all'attuazione  del   presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  della finanza pubblica


 Art. 44
Semplificazioniin materia di interventi di lieve entita'

  1. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17,  comma  2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,  entro  un  anno  dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro  per i  beni  e  le  attivita'  culturali,  d'intesa  con  la   Conferenza unificata,  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  3   del   decreto legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  sono  dettate  disposizioni modificative e integrative al regolamento di  cui  all'articolo  146, comma 9, quarto periodo, (( del codice di cui al decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 )), e successive modificazioni, (( al fine  di precisare )) le ipotesi di interventi di lieve entita', nonche'  allo scopo di operare  ulteriori  semplificazioni  procedimentali,  ferme, comunque, le esclusioni di cui agli articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
2. (soppresso).


 Art. 45
  Semplificazioni in materia di dati personali

  1. (( Al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo )) 30 giugno 2003, n. 196, sono  apportate  le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 21 dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Il trattamento dei dati giudiziari e'  altresi'  consentito quando e' effettuato in attuazione  di  protocolli  d'intesa  per  la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di  criminalita'  organizzata stipulati  con  il  Ministero  dell'interno  o  con  i  suoi   uffici periferici di cui all'articolo 15, comma 2, del  decreto  legislativo 30 luglio  1999,  n.  300,  ((  previo  parere  del  Garante  per  la protezione dei dati personali, )) che specificano  la  tipologia  dei dati trattati e delle operazioni eseguibili.»;
  b) all'articolo 27, comma 1, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente periodo: «Si applica quanto previsto dall'articolo 21, comma 1-bis.»;
  c) all'articolo 34 e' soppressa la lettera g) del comma 1  ed  e' abrogato il comma 1-bis;
  d) nel disciplinare  tecnico  in  materia  di  misure  minime  di sicurezza di cui all'allegato B sono soppressi i paragrafi  da  19  a 19.8 e 26.


 Art. 46
  Disposizioni in materia di enti pubblici non economici  vigilati  dal Ministero della difesa e di Consiglio  nazionale  dei  consumatori  e degli utenti.

  1. Con uno o piu' regolamenti  da  emanare,  entro  novanta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge  23 agosto 1988, n.  400,  su  proposta  del  Ministro  della  difesa  di concerto  con  i  Ministri  per  la  pubblica  amministrazione  e  la semplificazione  e  dell'economia  e  delle   finanze,   sentite   le organizzazioni  sindacali  in   relazione   alla   destinazione   del personale, si puo'  procedere  alla  trasformazione  in  soggetti  di diritto privato secondo quanto previsto dell'articolo 2,  comma  634, lettere b) ed f), della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  degli  enti pubblici non economici vigilati dal  Ministero  della  difesa,  senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Anche al fine di assicurare il  necessario  coordinamento  delle associazioni dei consumatori ed utenti in merito all'attuazione delle disposizioni di semplificazione procedimentale  e  documentale  nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 136, comma  4,  lettera h), del (( codice del consumo, di cui al  ))  decreto  legislativo  6 settembre 2005, n. 206, al  Consiglio  Nazionale  dei  Consumatori  e degli Utenti, di cui  al  medesimo  articolo,  non  si  applicano  le vigenti norme in materia di soppressione degli organi collegiali e di riduzione dei relativi componenti, fatti salvi i  risparmi  di  spesa gia' conseguiti ed il carattere gratuito dei relativi incarichi.


   Titolo II
  Disposizioni in materia di sviluppo
 

Capo I
Norme in materia di agenda digitale e sviluppo dei settori della innovazione, ricerca e istruzione, turismo e infrastrutture  energetiche
 

Sezione I
 Innovazione tecnologica


 Art. 47
Agenda digitale italiana

  1. Nel quadro delle indicazioni dell'agenda  digitale  europea,  di cui  alla  comunicazione  della  Commissione   europea   COM(2010)245 definitivo/2 del 26 agosto  2010,  il  Governo  persegue  l'obiettivo prioritario  della  modernizzazione   dei   rapporti   tra   pubblica amministrazione, cittadini e imprese,  attraverso  azioni  coordinate dirette a favorire lo  sviluppo  di  domanda  e  offerta  di  servizi digitali innovativi, a potenziare l'offerta di connettivita' a  larga banda, a incentivare cittadini  e  imprese  all'utilizzo  di  servizi digitali e a promuovere la crescita di capacita' industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi.
2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il   Ministro   per   la   coesione   territoriale, il Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e  della  ricerca  e  il  Ministro dell'economia e delle finanze, e' istituita una cabina di  regia  per l'attuazione   dell'agenda   digitale   italiana,   coordinando   gli interventi  pubblici  volti  alle  medesime  finalita'  da  parte  di regioni, province autonome ed enti locali. ((  All'istituzione  della cabina di regia di cui al presente comma si provvede con  le  risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a  legislazione  vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2-bis. La cabina di regia di cui al comma 2, nell'attuare  l'agenda digitale italiana nel quadro delle  indicazioni  sancite  dall'agenda digitale europea, persegue i seguenti obiettivi:
a) realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio  delle   «comunita'   intelligenti»   (smart   communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali  in settori quali la  mobilita',  il  risparmio  energetico,  il  sistema educativo, la sicurezza, la sanita', i servizi sociali e la cultura;
b) promozione del paradigma  dei  dati  aperti  (open  data)  quale modello di valorizzazione del  patrimonio  informativo  pubblico,  al fine di creare strumenti e servizi innovativi;
c) potenziamento delle  applicazioni  di  amministrazione  digitale (e-government) per il miglioramento dei servizi ai cittadini  e  alle imprese, per favorire la partecipazione attiva degli stessi alla vita pubblica e per realizzare un'amministrazione aperta e trasparente;
d) promozione della diffusione e del controllo di  architetture  di cloud  computing  per  le  attivita'  e  i  servizi  delle  pubbliche amministrazioni;
e) utilizzazione degli acquisti pubblici innovativi e degli appalti pre-commerciali al fine di stimolare la domanda  di  beni  e  servizi innovativi basati su tecnologie digitali;
f) infrastrutturazione per favorire l'accesso alla rete internet in grandi spazi pubblici collettivi  quali  scuole,  universita',  spazi urbani e locali pubblici in genere;
g) investimento nelle tecnologie digitali per il sistema scolastico e universitario, al fine di rendere l'offerta educativa  e  formativa coerente con i cambiamenti in atto nella societa';
h) consentire l'utilizzo dell'infrastruttura  di  cui  all'articolo 81, comma 2-bis, del codice dell'amministrazione digitale, di cui  al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, anche al fine di  consentire la  messa  a  disposizione  dei  cittadini  delle  proprie  posizioni debitorie nei confronti dello Stato da parte delle banche dati  delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 2, del  citato codice di cui al decreto legislativo n. 82  del  2005,  e  successive modificazioni;
i) individuare i criteri, i  tempi  e  le  relative  modalita'  per effettuare  i  pagamenti  con  modalita'  informatiche   nonche'   le modalita' per  il  riversamento,  la  rendicontazione  da  parte  del prestatore dei servizi di pagamento e l'interazione tra i sistemi e i soggetti coinvolti nel pagamento, anche individuando  il  modello  di convenzione che il  prestatore  di  servizi  deve  sottoscrivere  per effettuare il pagamento.
2-ter. Le disposizioni di cui al  comma  2-bis  si  applicano,  ove possibile tecnicamente e senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza pubblica, ovvero direttamente o indirettamente  aumenti  di  costi  a carico degli utenti, anche ai soggetti privati preposti all'esercizio di attivita' amministrative.
2-quater. Al fine di favorire le azioni di cui al comma 1 e al fine di  garantire  la  massima  concorrenzialita'   nel   mercato   delle telecomunicazioni, in linea con  quanto  previsto  dall'articolo  34, comma 3, lettera g), del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, l'Autorita' per le garanzie  nelle  comunicazioni,  entro  centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,  secondo  le  procedure  previste  dalla  direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo  2002, come modificata dalla direttiva 2009/140/CE del Parlamento europeo  e del Consiglio, del 25 novembre 2009, individua le misure idonee a:
a)  assicurare   l'offerta   disaggregata   dei   prezzi   relativi all'accesso all'ingrosso alla rete fissa e ai servizi  accessori,  in modo che il prezzo del servizio di  accesso  all'ingrosso  alla  rete fissa indichi separatamente il costo della  prestazione  dell'affitto della linea e il costo delle attivita' accessorie, quali il  servizio di attivazione della linea  stessa  e  il  servizio  di  manutenzione correttiva;
b) rendere possibile, per gli operatori richiedenti, acquisire tali servizi anche da imprese terze  operanti  in  regime  di  concorrenza sotto la vigilanza e secondo  le  modalita'  indicate  dall'Autorita' medesima, assicurando,  comunque,  il  mantenimento  della  sicurezza della rete. ))



 (( Art. 47-bis
 Semplificazione in materia di sanita' digitale
  1. Nei  limiti  delle  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie disponibili a legislazione vigente, nei piani di sanita' nazionali  e regionali  si  privilegia  la  gestione  elettronica  delle  pratiche cliniche, attraverso l'utilizzo della cartella  clinica  elettronica, cosi' come i sistemi di prenotazione elettronica per  l'accesso  alle strutture da  parte  dei  cittadini  con  la  finalita'  di  ottenere vantaggi in termini di accessibilita' e contenimento dei costi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))


 (( Art. 47-ter
 Digitalizzazione e riorganizzazione
  1. Dopo il comma 3 dell'articolo 15 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. Le funzioni  legate  alle  tecnologie  dell'informazione  e della comunicazione, di seguito denominate "funzioni ICT", nei comuni sono  obbligatoriamente  ed  esclusivamente   esercitate   in   forma associata, secondo le forme  previste  dal  testo  unico  di  cui  al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da parte dei  comuni  con popolazione fino a 5.000 abitanti, esclusi i comuni il cui territorio coincide integralmente con quello di una o piu' isole e il comune  di Campione d'Italia.
3-ter. Le funzioni  ICT  di  cui  al  comma  3-bis  comprendono  la realizzazione e la  gestione  di  infrastrutture  tecnologiche,  rete dati, fonia, apparati,  di  banche  dati,  di  applicativi  software, l'approvvigionamento  di  licenze  per  il  software,  la  formazione informatica e la consulenza nel settore dell'informatica.
3-quater. La medesima funzione ICT non puo' essere svolta  da  piu' di una forma associativa.
3-quinquies. Il limite demografico minimo che l'insieme dei comuni, che sono tenuti ad esercitare le funzioni  ICT  in  forma  associata, deve raggiungere e' fissato in 30.000 abitanti, salvo quanto disposto dal comma 3-sexies.
3-sexies. Entro due mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della presente disposizione, nelle materie di cui all'articolo  117,  commi terzo e quarto, della Costituzione, la regione individua con  propria legge, previa concertazione con i comuni interessati nell'ambito  del Consiglio delle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale e  omogenea  per  area  geografica  per  lo  svolgimento,  in   forma obbligatoriamente  associata  da  parte  dei  comuni  con  dimensione territoriale inferiore ai 5.000 abitanti, delle funzioni  di  cui  al comma 3-ter, secondo i principi di economicita', di efficienza  e  di riduzione delle spese, fermo  restando  quanto  stabilito  dal  comma 3-bis del presente articolo.
3-septies. A partire dalla data fissata dal decreto di cui al comma 3-octies, i comuni non possono  singolarmente  assumere  obbligazioni inerenti alle funzioni e ai servizi di cui ai commi  3-bis  e  3-ter. Per tale  scopo,  all'interno  della  gestione  associata,  i  comuni individuano un'unica stazione appaltante.
3-octies. Le funzioni di cui al comma 3-bis e i relativi  tempi  di attuazione sono definiti con decreto del  Ministro  per  la  pubblica amministrazione e  la  semplificazione,  previa  intesa  in  sede  di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione». ))


(( Art. 47-quater
Indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni
  1. Il comma 3 dell'articolo 57-bis del codice  dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e' sostituito dal seguente:
«3. Le amministrazioni  aggiornano  gli  indirizzi  e  i  contenuti dell'indice tempestivamente e comunque con cadenza almeno  semestrale secondo le indicazioni di DigitPA.  La  mancata  comunicazione  degli elementi  necessari  al  completamento   dell'indice   e   del   loro aggiornamento e' valutata ai fini della responsabilita'  dirigenziale e dell'attribuzione della  retribuzione  di  risultato  ai  dirigenti responsabili». ))


  (( Art. 47-quinquies
Organizzazione e finalita' dei servizi in rete
  1. Dopo il comma 3 dell'articolo 63 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. A partire dal 1° gennaio 2014, allo scopo di incentivare  e favorire  il  processo  di  informatizzazione  e  di  potenziare   ed estendere i servizi telematici, i soggetti  di  cui  all'articolo  2, comma 2, utilizzano esclusivamente i canali e i  servizi  telematici, ivi inclusa la posta  elettronica  certificata,  per  l'utilizzo  dei propri servizi, anche a  mezzo  di  intermediari  abilitati,  per  la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie  fideiussorie,  per  l'esecuzione  di  versamenti   fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali  e  assicurativi,  nonche' per la richiesta di attestazioni e certificazioni.
3-ter. A partire dal 1° gennaio 2014 i soggetti indicati  al  comma 3-bis  utilizzano  esclusivamente  servizi  telematici  o  la   posta elettronica certificata anche per gli  atti,  le  comunicazioni  o  i servizi dagli stessi resi.
3-quater. I soggetti  indicati  al  comma  3-bis,  almeno  sessanta giorni prima della data della loro entrata in vigore, pubblicano  nel sito web istituzionale l'elenco dei provvedimenti adottati  ai  sensi dei commi 3-bis e 3-ter, nonche' termini e modalita' di utilizzo  dei servizi  e  dei  canali  telematici   e   della   posta   elettronica certificata.
3-quinquies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo  8  del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e  successive  modificazioni,  da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le deroghe e le eventuali limitazioni al principio di esclusivita' indicato dal comma 3-bis, anche al fine  di escludere l'insorgenza di nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza pubblica». ))


(( Art. 47-sexies
  Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica
  1.  La  lettera  a)  del  comma  1  dell'articolo  65  del   codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo 2005, n. 82, e' sostituita dalla seguente:
«a)  se  sottoscritte  mediante  la  firma  digitale  o  la   firma elettronica qualificata, il  cui  certificato  e'  rilasciato  da  un certificatore accreditato;». ))


   Sezione II
 
 Disposizioni in materia di universita'


 Art. 48
   Dematerializzazione di procedure in materia di universita'

   1. Alla legge 2  agosto  1999,  n.  264,  dopo  l'articolo  5,  e' inserito il seguente:
«Art. 5-bis. 1. Le procedure di iscrizione  alle  universita'  sono effettuate  esclusivamente   per   via   telematica.   Il   Ministero dell'istruzione,   dell'universita'   e   della   ricerca   cura   la costituzione  e  l'aggiornamento  di  un  portale  unico,  almeno  in italiano e in inglese, tale da consentire il reperimento di ogni dato utile per l'effettuazione della scelta da parte degli studenti.
(( 1-bis. Al fine di dare attuazione alle disposizioni del comma  1 e in relazione a quanto previsto  dall'articolo  15  della  legge  12 novembre 2011, n. 183, in  materia  di  certificati  e  dichiarazioni sostitutive, le universita' possono accedere  all'anagrafe  nazionale degli studenti di cui  all'articolo  3  del  decreto  legislativo  15 aprile 2005, n. 76, e successive  modificazioni,  per  verificare  la veridicita' dei titoli autocertificati. ))
2. A decorrere dall'anno accademico 2013-2014, la verbalizzazione e la registrazione degli esiti degli esami, di profitto  e  di  laurea, sostenuti  dagli  studenti   universitari   ((   sono   eseguite   )) esclusivamente con modalita'  informatiche  senza  nuovi  o  maggiori oneri a  carico  della  finanza  pubblica.  Le  universita'  adeguano conseguentemente i propri regolamenti.».
(( 1-bis. L'anagrafe nazionale degli studenti di cui all'articolo 3 del  decreto  legislativo  15  aprile  2005,  n.  76,  e   successive modificazioni, e' utilizzata, oltre che ai fini di cui agli  articoli 1  e  2  dello  stesso  decreto  legislativo  n.  76  del  2005,  per l'assolvimento dei compiti istituzionali del Ministero dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  nonche'  come supporto del sistema nazionale di valutazione del sistema scolastico. ))
2. All'attuazione del presente articolo si provvede con le  risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


 Art. 49
   Misure di semplificazione e funzionamento in materia di universita'

   1. Alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 2:

1) al comma 1, lettera m),  secondo  periodo,  tra  la  parola: «durata»  e  la  parola:  «quadriennale»  e'  inserita  la  seguente: «massima»;

2) al comma 1, lettera p), le  parole:  «uno  effettivo  e  uno supplente  scelti  dal  Ministero  tra  dirigenti  e  funzionari  del Ministero stesso» sono sostituite dalle seguenti:  «uno  effettivo  e uno supplente designati dal Ministero»;

3) al comma  9:  al  primo  periodo,  tra  le  parole:  «organi collegiali» e: «delle universita'»  sono  inserite  le  seguenti:  «e quelli monocratici elettivi»;
(( a-bis) all'articolo 4, comma 3, la lettera o) e' abrogata; ))
  b) all'articolo 6:

1) al comma 4 le parole: «, nonche' compiti di  tutorato  e  di didattica integrativa» sono soppresse;

2) al comma 12 il quinto periodo e' soppresso;
  c) all'articolo 7:

1) al comma 3 il secondo periodo e' soppresso;

2) al comma 5 le  parole:  «corsi  di  laurea  ((  o  ))»  sono soppresse;
  d) all'articolo 10, comma 5, le parole: «trasmissione degli  atti al consiglio di  amministrazione»  sono  sostituite  dalle  seguenti: «avvio del procedimento stesso»;
  e) all'articolo 12, comma 3, le  parole  da:  «individuate»  fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti:  «che  sono  gia' inserite tra le  universita'  non  statali  legalmente  riconosciute, subordinatamente  al  mantenimento   dei   requisiti   previsti   dai provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 5, comma 3, lettere a) e b)»;
  f) all'articolo 15, comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «agli articoli» e' inserita la seguente: «16,»;
(( f-bis) all'articolo 16, comma  3,  lettera  e),  la  parola:  «, anche» e' soppressa; ))
  g) all'articolo 16, comma 4, le parole: «dall'articolo  18»  sono sostituite dalle seguenti: «dagli articoli 18 e 24, commi 5 e 6»;
  h) all'articolo 18:

1) al comma 1, lettera a), dopo  le  parole:  «procedimento  di chiamata» sono inserite le seguenti: «sulla Gazzetta Ufficiale,»;

2) al comma 1, lettera b), dopo  le  parole:  «per  il  settore concorsuale» sono inserite le seguenti: «ovvero per uno  dei  settori concorsuali ricompresi nel medesimo macrosettore» e sono soppresse le seguenti parole: «alla data  di  entrata  in  vigore  della  presente legge»;

3) al comma 3 le parole da: «di durata» e fino  alla  fine  del comma sono sostituite dalle seguenti: «di importo  non  inferiore  al costo  quindicennale  per  i  posti  di  professore  di  ruolo  e  di ricercatore di cui all'articolo 24, comma 3, lettera  b),  ovvero  di importo e durata non inferiore a quella del contratto per i posti  di ricercatore di cui all'articolo 24, comma 3, lettera a)»;

4) al comma 5, lettera e), sono soppresse le parole:  «a  tempo indeterminato» e dopo  la  parola:  «universita'»  sono  aggiunte  le seguenti: «e a soggetti esterni»;

5) al comma 5, lettera f), le parole: «da tali amministrazioni, enti o imprese, purche'» sono soppresse;
  i) all'articolo 21:

1) al comma 2  le  parole:  «valutazione  dei  risultati»  sono sostituite dalle seguenti: «selezione e valutazione dei  progetti  di ricerca»;

2) al comma 4 sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:  «, purche' nell'elenco predetto sia  comunque  possibile  ottemperare  a quanto previsto dal comma 1, secondo periodo. In  caso  contrario  si procede a costituire un nuovo elenco con le modalita' di cui al comma 1.  L'elenco  ha  validita'  biennale  e  scaduto  tale  termine   e' ricostituito con le modalita' di cui al comma 1.»;

3) al comma 5 le parole: «tre componenti che durano  in  carica tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «due componenti che  durano in carica quattro anni»;
  l) all'articolo 23, comma 1:

1) al primo periodo, dopo la parola: «oneroso» sono inserite le seguenti: (( «di importo  non  inferiore  a  quello  fissato  con  il decreto di cui  al  comma  2»  )),  dopo  le  parole:  «attivita'  di insegnamento» sono inserite le seguenti: «di alta  qualificazione»  e le parole da «che siano dipendenti» fino alla fine del  periodo  sono soppresse;

2) il terzo periodo e' soppresso;
  m) all'articolo 24:

1) al comma 2, lettera a), dopo  le  parole:  «pubblicita'  dei bandi» sono inserite le seguenti: «sulla Gazzetta Ufficiale,»;

2) dopo il comma 9 e' aggiunto il seguente:
«9-bis. Per tutto il periodo di durata  dei  contratti  di  cui  al presente articolo, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche  sono collocati,  senza  assegni  ne'   contribuzioni   previdenziali,   in aspettativa ovvero in posizione di fuori ruolo nei casi in  cui  tale posizione sia prevista dagli ordinamenti di appartenenza.»;
  n) all'articolo 29:

1) al comma 9, dopo le  parole:  «della  presente  legge»  sono inserite le seguenti: «e di cui all'articolo 1, comma 9, della  legge 4 novembre 2005, n. 230»;

2) al comma 11, lettera c), dopo la parola «commi» e'  inserita la seguente: «7,».
2. All'articolo 4, comma 78, primo periodo, della legge 12 novembre 2011, n. 183, le parole da: «al medesimo» fino a: «decennio  e»  sono soppresse.
3. Dalle disposizioni di cui al comma 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
(( 3-bis. A valere sulle risorse previste dall'articolo  29,  comma 19, della legge 30 dicembre 2010, n. 240,  e  limitatamente  all'anno 2012, e' riservata una quota non superiore a 11 milioni di  euro  per le finalita' di cui  all'articolo  5,  comma  3,  lettera  g),  della medesima legge. ))


   Sezione III
 Disposizioni per l'istruzione


 Art. 50
Attuazione dell'autonomia

  (( 1. Allo scopo di  consolidare  e  sviluppare  l'autonomia  delle istituzioni scolastiche, potenziandone l'autonomia gestionale secondo criteri di flessibilita'  e  valorizzando  la  responsabilita'  e  la professionalita' del personale della scuola, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la   Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano, sono adottate, entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del presente decreto, nel rispetto dei principi e degli obiettivi di  cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e  successive modificazioni, linee guida per conseguire le seguenti finalita':
  a) potenziamento dell'autonomia  delle  istituzioni  scolastiche, anche  attraverso  l'eventuale  ridefinizione,  nel  rispetto   della vigente normativa contabile, degli aspetti connessi ai  trasferimenti delle risorse  alle  medesime,  previo  avvio  di  apposito  progetto sperimentale;
  b)  definizione,  per  ciascuna  istituzione  scolastica,  di  un organico   dell'autonomia,   funzionale  all'ordinaria attivita' didattica, educativa,  amministrativa,  tecnica  e  ausiliaria,  alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero, di integrazione e sostegno  agli  alunni  con   bisogni   educativi   speciali   e   di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico, anche ai  fini di una estensione del tempo scuola;
  c) costituzione, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  e successive  modificazioni,  di  reti  territoriali  tra   istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie;
  d) definizione di un organico di rete per  le  finalita'  di  cui alla lettera c) nonche' per l'integrazione degli alunni  con  bisogni educativi  speciali,  la  formazione   permanente,   la   prevenzione dell'abbandono e il contrasto dell'insuccesso scolastico e  formativo e dei fenomeni di bullismo,  specialmente  per  le  aree  di  massima corrispondenza tra poverta' e dispersione scolastica;
  e) costituzione degli organici di cui alle lettere b) e  d),  nei limiti previsti dall'articolo 64 del citato decreto-legge  25  giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto 2008, n. 133,  e  successive  modificazioni,  sulla  base  dei  posti corrispondenti a fabbisogni con carattere di stabilita' per almeno un triennio sulla singola scuola, sulle reti di scuole  e  sugli  ambiti provinciali, anche per i posti di sostegno, fatte salve  le  esigenze che ne determinano la rimodulazione annuale.
2.  Gli  organici   di   cui   al   comma   1   sono   determinati, complessivamente, nel rispetto dell'articolo 64 del decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6 agosto 2008, n.  133,  e  successive  modificazioni,  fermo  restando quanto previsto dall'articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  15  luglio 2011, n. 111, e fatto salvo anche per  gli  anni  2012  e  successivi l'accantonamento in presenza di esternalizzazione dei servizi  per  i posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).
3. Con decreto del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e della ricerca, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, con cadenza triennale, nei  limiti  dei  risparmi  di  spesa accertati con la procedura di cui al comma  9  dell'articolo  64  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,  e'  definita  la  consistenza numerica massima degli organici delle autonomie e di rete sulla  base della previsione dell'andamento demografico della popolazione in eta' scolare. In sede di prima applicazione, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto, e' adottato il decreto di cui al presente comma per gli anni scolastici 2013-2014, 2014-2015 e 2015-2016.  A  decorrere  dall'anno scolastico 2012-2013,  continua  ad  applicarsi  il  citato  comma  9 dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,  per  le finalita' di cui all'articolo  8,  comma  14,  del  decreto-legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30 luglio 2010, n. 122, e successive  modificazioni,  con  le  modalita' previste, per le necessita' dell'organico  dell'autonomia  e  per  le finalita' dell'organico di rete.
4. Il Ministero dell'economia e  delle  finanze  -  Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, entro centottanta giorni  dalla  data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con riferimento ai rapporti negoziali in essere alla data di  entrata in vigore della legge di conversione del presente  decreto,  verifica la possibilita' di emanare, in analogia  con  la  previsione  di  cui all'articolo 3, comma 83, della legge 23 dicembre  1996,  n.  662,  e successive modificazioni, misure in materia di giochi pubblici  utili al fine di assicurare maggiori entrate. A decorrere  dall'anno  2013, le  eventuali  maggiori  entrate  derivanti   dall'attuazione   delle disposizioni di cui al  presente  comma,  accertate  annualmente  con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sono riassegnate allo   stato   di   previsione   del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca per essere destinate alle  finalita' di cui al presente articolo.
5. Dall'attuazione delle disposizioni  del  presente  articolo  non devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica. ))



 Art. 51
   Potenziamento del sistema nazionale di valutazione

  1. Nelle more della definizione di un sistema organico e  integrato di valutazione delle istituzioni scolastiche, dell'universita', della ricerca e  dell'alta  formazione  artistica,  musicale  e  coreutica, l'INVALSI  assicura,  oltre  allo  svolgimento  dei  compiti  di  cui all'articolo 17 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n.  213,  e all'articolo 1, comma 613, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  il coordinamento funzionale del sistema nazionale di valutazione di  cui all'articolo 2, comma 4-undevicies,  del  decreto-legge  29  dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio 2011, n. 10. A tale fine, in via sperimentale,  l'Invalsi  si  avvale dell'Agenzia per la diffusione di tecnologie  per  l'innovazione.  Le Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma  con  le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione vigente,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica.
2. Le istituzioni scolastiche partecipano, come attivita' ordinaria d'istituto, alle  rilevazioni  nazionali  degli  apprendimenti  degli studenti, di  cui  all'articolo  1,  comma  5,  del  decreto-legge  7 settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176.


 Art. 52
  Misure di semplificazione e promozione dell'istruzione tecnico-professionale e degli istituti tecnici superiori - ITS

  (( 1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e della ricerca, adottato di concerto con  il  Ministro  del  lavoro  e delle politiche sociali, con il Ministro dello sviluppo  economico  e con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  d'intesa  con  la Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate linee guida  per  conseguire  i seguenti  obiettivi,  a  sostegno  dello   sviluppo   delle   filiere produttive del territorio e dell'occupazione dei giovani:
  a) realizzare un'offerta coordinata, a livello territoriale,  tra i percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e  di quelli di istruzione e formazione professionale di  competenza  delle regioni;
  b) favorire la costituzione dei poli tecnico-professionali di cui all'articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,  convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
  c) promuovere la realizzazione di percorsi in  apprendistato,  ai sensi dell'articolo 3 del testo unico di cui al  decreto  legislativo 14 settembre 2011, n. 167, anche per il  rientro  in  formazione  dei giovani.
2. Con decreto del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e della ricerca, di concerto con il Ministro dello sviluppo  economico, con il Ministro del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  con  il Ministro dell'economia e delle  finanze,  adottato  d'intesa  con  la Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida per:
  a) realizzare un'offerta coordinata di  percorsi  degli  istituti tecnici superiori (ITS) in ambito nazionale, in modo  da  valorizzare la collaborazione multiregionale e  facilitare  l'integrazione  delle risorse disponibili con la costituzione di non piu'  di  un  istituto tecnico superiore in ogni regione per la medesima area tecnologica  e relativi ambiti;
  b)   semplificare   gli   organi   di   indirizzo,   gestione   e partecipazione previsti dagli statuti delle fondazioni ITS;
  c) prevedere, nel rispetto del principio di  sussidiarieta',  che le deliberazioni del consiglio di indirizzo degli ITS possano  essere adottate con voti di diverso peso  ponderale  e  con  diversi  quorum funzionali e strutturali. ))

3.  Le  Amministrazioni  provvedono  all'attuazione  del   presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  della finanza pubblica.


b
  1.  Al  fine  di  garantire  su  tutto  il   territorio   nazionale l'ammodernamento e la razionalizzazione  del  patrimonio  immobiliare scolastico, anche in modo da  conseguire  una  riduzione  strutturale delle spese correnti di  funzionamento,  il  CIPE,  su  proposta  del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e  della  ricerca  e  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il Ministro  dell'economia  e  delle   finanze   e   con   il   Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui  all'articolo  8  del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva  un  Piano  nazionale  di edilizia scolastica (( sulla base  delle  indicazioni  fornite  dalle regioni, dalle  province  e  dai  comuni,  tenendo  conto  di  quanto stabilito dagli articoli 3 e 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23,  e successive modificazioni )). La proposta di Piano e'  trasmessa  alla Conferenza unificata entro 30 giorni dalla data di entrata in  vigore del presente decreto e il Piano e' approvato entro  i  successivi  60 giorni.
(( 1-bis. Il piano di cui al comma 1 comprende  la  verifica  dello stato di attuazione degli interventi e la ricognizione sullo stato di utilizzazione delle risorse precedentemente stanziate. ))
2. Il Piano di cui al comma 1 ha ad  oggetto  la  realizzazione  di interventi di ammodernamento e  recupero  del  patrimonio  scolastico esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione  e  completamento  di  nuovi   edifici   scolastici,   da realizzare, in un'ottica di razionalizzazione  e  contenimento  delle spese  correnti  di  funzionamento,  nel  rispetto  dei  criteri   di efficienza energetica e  di  riduzione  delle  emissioni  inquinanti, favorendo il coinvolgimento di  capitali  pubblici  e  privati  anche attraverso i seguenti interventi:
  a)  la  ricognizione   del   patrimonio   immobiliare   pubblico, costituito da aree ed edifici non piu' utilizzati, che possano essere destinati alla realizzazione degli interventi previsti  dal  presente articolo, sulla base di accordi  tra  il  Ministero  dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, l'Agenzia del demanio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero  della  difesa  in caso di aree ed edifici non  piu'  utilizzati  a  fini  militari,  le regioni e gli enti locali;
  b) la costituzione di uno o piu' fondi immobiliari destinati alla valorizzazione  e  razionalizzazione   del   patrimonio   immobiliare scolastico ovvero alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi, articolati anche in  un  sistema  integrato  nazionale  e locale,  per  l'acquisizione  e  la  realizzazione  di  immobili  per l'edilizia scolastica;
  c) la  messa  a  disposizione  di  beni  immobili  di  proprieta' pubblica  a  uso  scolastico   suscettibili   di   valorizzazione   e dismissione in  favore  di  soggetti  pubblici  o  privati,  mediante permuta, anche parziale, con immobili gia' esistenti o da edificare e da destinare a nuove scuole;
  d) le  modalita'  di  compartecipazione  facoltativa  degli  enti locali;
  (( d-bis) la promozione di  contratti  di  partenariato  pubblico privato, come definiti dall'articolo 3, comma 15-ter, del  codice  di cui al decreto legislativo 12  aprile  2006,  n.  163,  e  successive modificazioni. ))
3. In coerenza con le indicazioni contenute nel Piano, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'ambiente  e  della tutela del  territorio  e  del  mare  promuovono,  congiuntamente  la stipulazione di appositi accordi di programma, approvati con  decreto dei medesimi Ministri, al fine di concentrare  gli  interventi  sulle esigenze  dei  singoli  contesti  territoriali  e  sviluppare   utili sinergie, promuovendo e valorizzando la  partecipazione  di  soggetti pubblici e privati.
4. Nella delibera CIPE di cui al comma 1 sono inoltre  disciplinate le modalita' e i termini per la  verifica  periodica  delle  fasi  di realizzazione del Piano, in base al cronoprogramma approvato  e  alle esigenze finanziarie, potendosi conseguentemente disporre, in caso di scostamenti,  la  diversa  allocazione  delle   risorse   finanziarie pubbliche verso modalita' di attuazione piu' efficienti.
5. Nelle more della definizione e approvazione del Piano,  al  fine di  assicurare  il  tempestivo  avvio  di  interventi  prioritari   e immediatamente realizzabili di edilizia scolastica coerenti  con  gli obiettivi di cui ai commi 1 e 2:
  a)  il  CIPE,   su   proposta   del   Ministro   dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e del Ministro delle  infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva un Piano di messa  in  sicurezza  degli  edifici  scolastici   esistenti   e   di costruzione di nuovi edifici scolastici, anche  favorendo  interventi diretti al risparmio energetico e all'eliminazione delle locazioni  a carattere oneroso, nell'ambito delle risorse assegnate  al  Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca  dall'articolo  33, comma 8, della legge 12 novembre 2011, n. 183, pari a  cento  milioni di euro per l'anno 2012;
  b) le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 626, della  legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano anche nel triennio  2012/2014, con estensione dell'ambito di applicazione  alle  scuole  primarie  e dell'infanzia, subordinatamente al rispetto dei saldi strutturali  di finanza pubblica.
6. Al fine di semplificare le procedure relative alle operazioni di cui al presente articolo, il vincolo di destinazione a uso scolastico e' acquisito automaticamente per i  nuovi  edifici  con  il  collaudo dell'opera e cessa per gli edifici scolastici oggetto di permuta  con l'effettivo trasferimento delle attivita' scolastiche presso la nuova sede.
7. Al fine di adeguare la normativa tecnica vigente  agli  standard europei e alle piu' moderne concezioni  di  realizzazione  e  impiego degli  edifici  scolastici,  perseguendo  altresi',  ove   possibile, soluzioni protese al contenimento dei costi, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  e  con  il  Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  da  emanare entro 60 giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata  di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281, sono adottate le norme tecniche-quadro, contenenti gli indici  minimi e  massimi  di  funzionalita'  urbanistica,   edilizia,   anche   con riferimento alle tecnologie in  materia  di  efficienza  e  risparmio energetico e produzione da fonti energetiche rinnovabili, e didattica indispensabili  a  garantire  indirizzi  progettuali  di  riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale.
8. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane,  strumentali  e  finanziarie disponibili a legislazione vigente.
9.  Gli  enti  proprietari  di  edifici   adibiti   a   istituzioni scolastiche, le universita'  e  gli  enti  di  ricerca  vigilati  dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, adottano entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto, misure  di  gestione,  conduzione  e  manutenzione   degli   immobili finalizzate al contenimento dei consumi di energia  e  alla  migliore efficienza  degli  usi  finali  della  stessa,  anche  attraverso  il ricorso, in deroga all'articolo 12 del decreto-legge 6  luglio  2011, n. 98, ai contratti  di  servizio  energia  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412  e  al  decreto legislativo  30  maggio  2008,  n.  115,  secondo  le   linee   guida predisposte dal Ministero dell'istruzione, dell'universita'  e  della ricerca, di concerto con il Ministero dell'ambiente  e  della  tutela del territorio e del mare, con il Ministero dello sviluppo  economico e il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.


   Sezione IV
 Altre disposizioni in materia di universita'


 Art. 54
  Tecnologi a tempo determinato

   1. Al fine di potenziare le  attivita'  di  ricerca  degli  atenei anche nello svolgimento di progetti di ricerca finanziati dall'Unione europea e degli altri enti e organismi pubblici e privati, alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, dopo l'articolo 24 e' inserito il seguente:
«Art. 24-bis (Tecnologi a  tempo  determinato).  -  1.  Nell'ambito delle risorse disponibili per la programmazione, al fine di  svolgere attivita' di supporto tecnico  e  amministrativo  alle  attivita'  di ricerca,  le  universita'  possono  stipulare  contratti  di   lavoro subordinato a tempo determinato con soggetti in possesso  almeno  del titolo  di  laurea  ((  e  di  una  ))   particolare   qualificazione professionale in relazione alla tipologia di attivita'  prevista.  Il contratto stabilisce,  sulla  base  dei  regolamenti  di  ateneo,  le modalita' di svolgimento delle attivita' predette.
2. I destinatari  dei  contratti  sono  scelti  mediante  procedure pubbliche di selezione disciplinate dalle universita', fermi restando l'obbligo di pubblicita' dei bandi, in italiano  e  in  inglese,  sul sito dell'ateneo e su quelli del Ministero e dell'Unione Europea.  Il bando  deve  contenere  informazioni  dettagliate  sulle   specifiche funzioni,  i  diritti  e  i  doveri  e  il  trattamento  economico  e previdenziale, nonche' sui requisiti di  qualificazione  richiesti  e sulle modalita' di valutazione delle candidature.
3. I contratti hanno durata minima di 18 mesi  e  sono  prorogabili per una sola volta e per un massimo di ulteriori tre anni. La  durata complessiva degli stessi non puo' in ogni  caso  essere  superiore  a cinque  anni  con  la  medesima   universita'.   Restano   ferme   le disposizioni del decreto legislativo 6  settembre  2001,  n.  368,  e successive modificazioni.
4. Il trattamento economico spettante ai destinatari dei  contratti di cui al comma 1, in relazione ai titoli di studio  e  all'eventuale qualificazione   professionale   richiesta,   e'   stabilito
dalle universita' ed e' determinato, in base ai requisiti richiesti, tra un importo  minimo  e  massimo  pari  rispettivamente   al   trattamento complessivo attribuito  al  personale  della  categoria  D  posizione economica 3 ed EP posizione  economica  3  dei  ruoli  del  personale tecnico-amministrativo delle  universita'.  L'onere  del  trattamento economico e' posto  a  carico  dei  fondi  relativi  ai  progetti  di ricerca.
5. I contratti di cui  al  presente  articolo  non  danno  luogo  a diritti in ordine all'accesso ai ruoli  del  personale  accademico  o tecnico-amministrativo delle universita'.».


 Art. 55
  Misure di semplificazione in materia di ricerca universitaria

   1. Le disposizioni di cui all'articolo 6, comma 11, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, si applicano anche ai rapporti tra universita' ed enti pubblici di ricerca e tra questi ultimi,  fermo  restando  il trattamento economico e previdenziale del (( personale  di  ruolo  )) degli enti di ricerca stessi.


   Sezione V
 Disposizioni per il turismo


 Art. 56
   Disposizioni per il settore turistico e per l'EXPO

   1. (( Al codice della normativa statale in tema di  ordinamento  e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo )) 23 maggio 2011, n. 79, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 22, comma 2, al primo periodo sono  aggiunte,  in fine, le seguenti parole: «e della promozione  di  forme  di  turismo accessibile, mediante accordi con le  principali  imprese  turistiche operanti nei territori interessati attraverso pacchetti a  condizioni vantaggiose per i giovani, gli anziani e le persone  con  disabilita' ((, senza nuovi o maggiori oneri )) per la finanza pubblica»;
  b) all'articolo 27, comma 1, la lettera c) e' (( abrogata )).
2.  I  beni  immobili  confiscati  alla  criminalita'  organizzata, individuati  dall'Agenzia  nazionale  per  l'amministrazione   e   la destinazione dei beni  sequestrati  e  confiscati  alla  criminalita' organizzata, che hanno caratteristiche tali  da  consentirne  un  uso agevole per scopi turistici possono essere dati  in  concessione,  (( secondo le modalita' previste dall'articolo 48, comma 3, lettera  c), del codice delle leggi antimafia e delle misure  di  prevenzione,  di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, alle  comunita', agli enti, alle associazioni e alle organizzazioni di cui al medesimo articolo 48, comma 3, lettera c), del citato codice,  attribuendo  un titolo di preferenza alle cooperative o ai  consorzi  di  cooperative sociali di giovani di eta' inferiore a 35 anni )). Per l'avvio e  per la ristrutturazione a scopi turistici  dell'immobile  possono  essere promossi dal Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport accordi  e  convenzioni  con  banche  ed  istituti  di  credito   per finanziamenti a condizioni vantaggiose ((,  senza  nuovi  o  maggiori oneri )) per la finanza pubblica.
3. All'articolo 54, comma 1, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n. 122, le parole: «al 4» sono sostituite dalle seguenti: «all'11».


   Sezione VI
 Disposizioni per le infrastrutture energetiche e la metanizzazione


 Art. 57
  Disposizioni  per  le  infrastrutture  energetiche  strategiche,   la metanizzazione del mezzogiorno e in tema di bunkeraggio

   1. Al fine di garantire il contenimento dei costi e  la  sicurezza degli approvvigionamenti petroliferi, nel quadro delle misure volte a migliorare l'efficienza e la competitivita' nel settore  petrolifero, sono individuati, quali infrastrutture e insediamenti  strategici  ai sensi dell'articolo 1, comma 7, lettera i),  della  legge  23  agosto 2004, n. 239:
  a) gli  stabilimenti  di  lavorazione  e  di  stoccaggio  di  oli minerali;
  b)  i  depositi  costieri   di   oli   minerali   come   definiti dall'articolo 52 del Codice della navigazione;
  c) i depositi di carburante per aviazione  siti  all'interno  del sedime aeroportuale;
  d)  i  depositi  di  stoccaggio  di  prodotti   petroliferi,   ad esclusione del G.P.L., di capacita' autorizzata non inferiore a metri cubi 10.000;
  e) i depositi di stoccaggio di G.P.L.  di  capacita'  autorizzata non inferiore a tonnellate 200;
  f) gli oleodotti di cui all'articolo  1,  comma  8,  lettera  c), numero 6), della legge 23 agosto 2004, n. 239.
2. Fatte salve le competenze delle regioni  a  statuto  speciale  e delle province autonome di Trento e di  Bolzano  e  le  normative  in materia ambientale, per le infrastrutture e  insediamenti  strategici di cui al comma 1, le autorizzazioni previste all'articolo  1,  comma 56, della legge 23 agosto 2004, n. 239, sono rilasciate dal Ministero dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il  Ministero   delle infrastrutture e dei trasporti, limitatamente  agli  impianti industriali  strategici  e  relative   infrastrutture,   disciplinati dall'articolo 52 del Codice della Navigazione, d'intesa con le Regioni interessate.(*)
3. L'autorizzazione di cui al comma 2 e' rilasciata a seguito di un procedimento unico svolto entro il termine di centottanta giorni, nel rispetto dei principi di semplificazione di cui alla legge  7  agosto 1990, n. 241. Il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e' coordinato con i tempi sopra indicati.
4.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  26  del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  le  autorizzazioni,  concessioni, concerti, intese, nulla osta pareri o assensi   previsti dalla legislazione ambientale(*) per le modifiche di cui all'articolo 1,  comma  58,  della  legge  23 agosto 2004, n. 239, ((  sono  rilasciati  ))  entro  il  termine  di novanta giorni.(*)
5. Dopo il comma 4 dell'articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e' inserito il seguente: «4-bis. Le concessioni per l'impianto  e l'esercizio dei depositi e stabilimenti di cui  all'articolo  52  del codice   della   navigazione   e   delle   opere necessarie per l'approvvigionamento degli stessi,  dichiarati  strategici  ai  sensi della legge 23 agosto 2004, n. 239, hanno durata almeno decennale.».
6. La disposizione di cui al comma 5 non  trova  applicazione  alle concessioni gia' rilasciate  alla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto.
7. Al fine di ridurre gli oneri  sulle  imprese  e  migliorarne  la competitivita'   economica sui mercati internazionali, la semplificazione degli adempimenti, anche di natura ambientale, di cui ai commi 3 e 4, nonche' assicurare la coerenza dei  vincoli  e  delle prescrizioni con gli standard comunitari, il Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  promuove  accordi  di  programma  con   le amministrazioni competenti, senza nuovi o maggiori oneri  ((  per  la finanza pubblica )),  per  la  realizzazione  delle  modifiche  degli stabilimenti esistenti e per gli interventi di bonifica e  ripristino nei siti in esercizio, necessari al mantenimento della competitivita' dell'attivita' produttiva degli  stabilimenti  di  lavorazione  e  di stoccaggio  di  oli  minerali  strategici  per   l'approvvigionamento energetico del Paese (( e degli impianti industriali )).
8. Nel caso di trasformazione di stabilimenti di lavorazione  e  di stoccaggio  di  oli  minerali  in  depositi  di  oli   minerali,   le autorizzazioni ambientali (( gia' rilasciate ai gestori dei  suddetti stabilimenti )), in quanto  necessarie  per  l'attivita'  autorizzata residuale, mantengono la loro validita' fino alla naturale scadenza.
(( 8-bis. Le disposizioni di cui ai commi da 1  a  8  si  applicano anche alla lavorazione e allo stoccaggio di oli vegetali destinati ad uso energetico. ))
9.  Nel  caso  di  attivita'  di  reindustrializzazione  dei  siti contaminati, anche  di  interesse  nazionale,  nonche'  nel  caso  di chiusura  di  impianti  di  raffinazione  e  loro  trasformazione  in depositi, i sistemi di  sicurezza  operativa  gia'  in  atto  possono continuare  a  essere  eserciti   senza   necessita'   di   procedere contestualmente alla bonifica, previa autorizzazione del progetto  di riutilizzo delle aree interessate, attestante la  non  compromissione di  eventuali   successivi   interventi   di   bonifica,   ai   sensi dell'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152,  e successive modificazioni(*)
10.  La  durata  delle  nuove  concessioni  per  le  attivita'   di bunkeraggio a mezzo bettoline, di  cui  all'articolo  66  del  Codice della  navigazione  e  all'articolo  60  ((   del   regolamento   per l'esecuzione  del  medesimo  codice  della  navigazione  (Navigazione marittima), di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  15 febbraio 1952, n. 328, )) e' fissata in almeno dieci anni.
11. E' abrogato il decreto del Ministro delle finanze 6 marzo 1997, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 64 del 18 marzo  1997  recante «Disposizioni in materia di sostituzione del  tracciante  acetofenone nella benzina super senza piombo con colorante verde».
12. Per gli interventi di metanizzazione di  cui  all'articolo  23, comma 4, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito,  con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n.  51,  i  quali  siano ancora in corso di esecuzione e non collaudati  decorsi  dodici  mesi dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, i termini di cui allo stesso comma  4  decorrono  dalla  entrata  in  esercizio dell'impianto.
13. Sono fatte salve  le  disposizioni  tributarie  in  materia  di accisa.
14. Con determinazione del Direttore dell'Agenzia delle Dogane,  da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  del  presente decreto, e' consentito:
  a) la detenzione promiscua di piu' parti  del  medesimo  prodotto destinato per distinte operazioni di rifornimento;
  b) l'utilizzo della bolletta doganale mensile  che  riepiloga  le operazioni di bunkeraggio;
  c) di effettuare le operazioni di  rifornimento  nell'arco  delle ventiquattro ore con controllo a posteriori su base documentale.
15. Dall'attuazione del presente articolo ((  non  devono  derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica )).

15-bis. Al Titolo V, Parte IV del  decreto  legislativo  3  aprile 2006, n. 152 e successive modifiche e integrazioni, all'articolo 252, comma 4, sono aggiunte, infine, le  seguenti  parole:  «il  Ministero dell'ambiente e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare  adotta procedure semplificate per le operazioni di  bonifica  relative  alla rete di distribuzione carburanti».(**)

(*) Comma così modificato dall'art. 36 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, recante: "Misure urgenti per la crescita del Paese", pubblicato in GU n. 147 del 26-6-2012  - Suppl. Ordinario n.129, convertito dalla L.  7 agosto 2012, n. 134,  pubblicata nella G.U. n. 187 del 11-8-2012  - Suppl. Ordinario n.171


(**) Comma aggiunto dall'art. 36 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, recante: "Misure urgenti per la crescita del Paese", pubblicato in GU n. 147 del 26-6-2012  - Suppl. Ordinario n.129, convertito dalla L.  7 agosto 2012, n. 134,  pubblicata nella G.U. n. 187 del 11-8-2012  - Suppl. Ordinario n.171


 (( Art. 57-bis
  Individuazione  delle  infrastrutture  energetiche  strategiche   nei settori dell'elettricita' e del gas naturale
   1. Al fine di garantire il contenimento dei costi e  la  sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale e di energia elettrica,  nel quadro  delle  misure  volte   a   migliorare   l'efficienza   e   la competitivita'  nei  mercati  di  riferimento,  in  sede   di   prima attuazione dell'articolo 3 del decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, sono individuati, con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei ministri, su proposta  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli impianti  e  le  infrastrutture energetiche ricadenti nel territorio nazionale e di  interconnessione con l'estero identificati  come  prioritari,  anche  in  relazione  a progetti di interesse comune di cui  alle  decisioni  del  Parlamento europeo e del Consiglio  in  materia  di  orientamenti  per  le  reti transeuropee nel  settore  dell'energia  e  al  regolamento  (CE)  n. 663/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009.
2. L'individuazione degli impianti e delle infrastrutture di cui al comma 1 e' aggiornata con periodicita' almeno  biennale,  nell'ambito delle procedure di cui all'articolo  3  del  decreto  legislativo  1° giugno 2011, n. 93. ))


Art. 57-bis

Semplificazione amministrativa in materia infrastrutture strategiche, impianti di produzione a ciclo continuo e impianti per  la  fornitura  di  servizi  essenziali(*)

1. Le periodicita' di cui alle Tabelle A e B del decreto ministeriale 1° dicembre 2004 n. 329 non si applicano agli impianti di produzione a ciclo continuo nonche' a quelli per la fornitura di servizi essenziali, monitorati in continuo e ricadenti, ambedue le tipologie, nel campo di applicazione dell'articolo 8 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive modifiche e interazioni. Sotto la responsabilita' dell'utilizzatore deve essere accertata, da un organismo notificato per la direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione, la sostenibilita' della diversa periodicita' in relazione alla situazione esistente presso l'impianto. Sulla base dell'accertamento, qualora le condizioni di sicurezza accertate lo consentano, potra' essere utilizzata una periodicita' incrementale non superiore ad anni 3 rispetto a quelle previste per legge. La documentazione di accertamento deve essere conservata dall'utilizzatore per essere presentata, a richiesta, agli Enti preposti alle verifiche periodiche di sicurezza espletate dai competenti organi territoriali.  

2. Per le infrastrutture e insediamenti strategici individuati ai sensi dell'articolo 1, comma 7, lettera i), della legge 23 agosto 2004, n. 239, per gli impianti a ciclo continuo e per quelli che rivestono carattere di pubblica utilita' o servizio essenziale, in presenza di difetti che possono pregiudicare la continuita' di esercizio di un'attrezzatura, a giudizio e sotto la responsabilita' dell'utilizzatore, possono essere effettuati interventi temporanei di riparazione, anche con attrezzatura in esercizio, finalizzati a mantenere la stabilita' strutturale dell'attrezzatura e garantire il contenimento delle eventuali perdite per il tempo di ulteriore esercizio fino alla data di scadenza naturale della verifica periodica successiva alla temporanea riparazione. Tali temporanee riparazioni sono effettuate secondo le specifiche tecniche previste ai sensi dall'articolo 3 del  citato  decreto  ministeriale  1º dicembre  2004,  n.  329, o norme tecniche internazionali riconosciute
 

(*) Articolo introdotto dall'art. 36 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, recante: "Misure urgenti per la crescita del Paese", pubblicato in GU n. 147 del 26-6-2012  - Suppl. Ordinario n.129: la norma non ha espressamente previsto l'abrogazione o la sostituzione del precedente art. 57-bis (introdotto in sede di conversione in legge), limitandosi a prevedere  l'inserimento dell'"articolo aggiuntivo" in questione. Svista o abrogazione intenzionale? Nel dubbio, riportiamo entrambi gli articoli, lasciando al lettore la scelta circa l'interpretazione più corretta.



 Art. 58
Modifiche al decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93

   1. Al decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 45,  comma  6,  dopo  le  parole:  «comma  3  del presente articolo» sono aggiunte le seguenti: «, nonche', i  casi  in cui, con l'accordo dell'impresa destinataria dell'atto di  avvio  del procedimento  sanzionatorio,  possono   essere   adottate   modalita' procedurali semplificate di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie.»;
  b) all'articolo 45, dopo il comma 6,  e'  inserito  il  seguente: «6-bis. Nei casi di particolare  urgenza  l'Autorita'  per  l'energia elettrica e il gas puo', d'ufficio, deliberare,  con  atto  motivato, l'adozione  di  misure  cautelari,   anche   prima   dell'avvio   del procedimento sanzionatorio.».


   Capo II
 Disposizioni per le imprese e i cittadini meno abbienti


 Art. 59
  Disposizioni in materia di credito d'imposta

   1. All'articolo  2  del  decreto-legge  13  maggio  2011,  n.  70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio  2011,  n.  106, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 1 il secondo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente: «L'assunzione deve essere operata nei  ventiquattro  mesi  successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto»;
  b) al comma 2 le parole: «nei dodici mesi successivi alla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto,»  sono  sostituite  dalle seguenti: «nei ventiquattro mesi successivi alla data di  entrata  in vigore del presente decreto»;
  c) al comma 3 le parole: «alla data di entrata  in  vigore  della legge di conversione del  presente  decreto»  sono  sostituite  dalle seguenti: «alla data di assunzione.»;
  d)  al  comma  6  le  parole:  «entro  tre  anni  dalla  data  di assunzione» sono sostituite dalle seguenti:  «entro  due  anni  dalla data di assunzione»;
  e) al comma 7, lettera a), le parole: «alla data  di  entrata  in vigore  della  legge  di  conversione  del  presente  decreto»   sono sostituite dal seguente testo «alla data di assunzione»;
  f)  dopo  il  comma  8   e'   inserito   il   seguente:   «8-bis. All'attuazione del presente articolo si provvede nel  limite  massimo delle  risorse  come  individuate  ai  sensi   del   comma   9;   con provvedimento dell'Agenzia  delle  entrate  sono  dettati  termini  e modalita' di fruizione del credito di imposta al  fine  del  rispetto del previsto limite di spesa.»;
  g) al comma 9, al primo periodo  le  parole:  «comma  precedente» sono sostituite dalle seguenti: «comma 8» e sono soppressi gli ultimi tre periodi.
2. Le modifiche introdotte con il comma  1  hanno  effetto  dal  14 maggio 2011, data di entrata in vigore del  decreto-legge  13  maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  12  luglio 2011, n. 106.
3. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane,  strumentali  e  finanziarie disponibili a legislazione vigente.


 Art. 60
  Sperimentazione  finalizzata  alla  proroga  del   programma   «carta  acquisti»

   1. Al  fine  di  favorire  la  diffusione  della  carta  acquisti, istituita dall'articolo 81, comma 32,  del  decreto-legge  25  giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto 2008, n. 133, tra le fasce di popolazione in condizione  di  maggiore bisogno, anche al fine di  valutarne  la  possibile  generalizzazione come strumento di contrasto alla poverta' assoluta,  e'  avviata  una sperimentazione nei comuni con piu' di 250.000 abitanti.
2. Entro novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto,  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti:
  a) i nuovi criteri di  identificazione  dei  beneficiari  per  il tramite dei Comuni, con riferimento ai ((  cittadini  italiani  e  di altri Stati dell'Unione europea ovvero ai cittadini di  Stati  esteri )) in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  b) l'ammontare della disponibilita' sulle singole carte acquisto, in funzione del nucleo familiare;
  c) le modalita' con cui i comuni adottano la carta  acquisti  ((, anche attraverso l'integrazione o evoluzione del Sistema di  gestione delle  agevolazioni  sulle  tariffe  energetiche  (SGATE),  ))   come strumento all'interno del sistema integrato di interventi  e  servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328;
  d) le caratteristiche del progetto  personalizzato  di  presa  in carico, volto al reinserimento lavorativo e  all'inclusione  sociale, anche attraverso il condizionamento del godimento del beneficio  alla partecipazione al progetto;
  e) la decorrenza della sperimentazione, la cui  durata  non  puo' superare i dodici mesi;
  f) i flussi informativi da parte dei Comuni sul cui territorio e' attivata  la  sperimentazione,  anche  con  riferimento  ai  soggetti individuati come gruppo di controllo ai fini della valutazione  della sperimentazione stessa.
(( 2-bis. I comuni, anche attraverso l'utilizzo della base di  dati SGATE relativa ai soggetti gia' beneficiari del bonus gas e del bonus elettrico, possono, al fine di incrementare  il  numero  di  soggetti beneficiari della carta acquisti, adottare strumenti di comunicazione personalizzata in favore della cittadinanza. ))
3. Per le risorse necessarie alla sperimentazione si provvede,  nel limite massimo di 50 milioni di euro,  a  valere  sul  Fondo  di  cui all'articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che viene corrispondentemente ridotto.
4. I commi 46,  47  e  48  dell'articolo  2  del  decreto-legge  29 dicembre 2010 n. 225, convertito, con modificazioni, dalla  legge  26 febbraio 2011, n. 10, sono abrogati


   Titolo III
 Disciplina transitoria, abrogazioni ed entrata in vigore


 Art. 61
  Norme transitorie e disposizioni in materia  di  atti  amministrativi  sottoposti a intesa

  1. Il Ministro per i beni e le  attivita'  culturali  approva,  con proprio decreto da adottarsi entro  sessanta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto, norme tecniche e linee  guida applicative delle disposizioni contenute  nell'articolo  199-bis  del decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,  nonche'  di  quelle contenute nell'articolo 120 del decreto legislativo 22 gennaio  2004, n. 42, e modificazioni, anche in funzione di coordinamento rispetto a fattispecie analoghe o collegate  di  partecipazione  di  privati  al finanziamento o alla realizzazione degli interventi  conservativi  su beni culturali, in  particolare  mediante  l'affissione  di  messaggi promozionali sui ponteggi e  sulle  altre  strutture  provvisorie  di cantiere e la vendita o concessione dei relativi spazi pubblicitari.
2.  Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore  delle   disposizioni regolamentari attuative dell'articolo 189, comma 3, nono periodo, del decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e   successive modificazioni, come modificato dall'articolo 20 del presente decreto, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al medesimo  articolo 189, comma 3, nono periodo, del decreto legislativo 12  aprile  2006, n. 163, nella formulazione vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto,  fatta  salva  la  possibilita'  di  definire,  con provvedimento dell'Autorita' per la vigilanza sui contratti  pubblici di lavori,  servizi  e  forniture  d'intesa  con  il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti, modelli per  la  predisposizione  dei certificati di esecuzione lavori del contraente generale. A decorrere dalla medesima data di cui al primo periodo, e'  abrogato  l'allegato XXII al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
3. Fatta salva la competenza legislativa esclusiva  delle  Regioni, in caso di mancato raggiungimento dell'intesa  richiesta  con  una  o piu' Regioni per l'adozione di un atto amministrativo da parte  dello Stato, il Consiglio dei Ministri, ove  ricorrano  gravi  esigenze  di tutela della  sicurezza,  della  salute,  dell'ambiente  o  dei  beni culturali ovvero per evitare un  grave  danno  all'Erario  puo',  nel rispetto  del   principio   di   leale   collaborazione,   deliberare motivatamente l'atto medesimo, anche senza  l'assenso  delle  Regioni interessate, nei sessanta giorni successivi alla scadenza del termine per la sua adozione da  parte  dell'organo  competente.  Qualora  nel medesimo termine e' comunque raggiunta  l'intesa,  il  Consiglio  dei Ministri  delibera  l'atto  motivando  con  esclusivo  riguardo  alla permanenza dell'interesse pubblico.
4. La disposizione di cui al comma 3 non  si  applica  alle  intese previste dalle leggi costituzionali, alle Regioni a Statuto  speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano.


 Art. 62
   Abrogazioni

  A far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di  entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto  sono  o restano abrogate le disposizioni elencate nell'allegata Tabella A.


 (( Art. 62-bis
Clausola di salvaguardia
  1. Le disposizioni del presente decreto si applicano nelle  regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e  di  Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle  relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge  costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. ))



 Art. 63
Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

 Allegato A
omesso