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Testata registrata presso il Tribunale di Patti Reg. n. 197 del 19/07/2006 - ISSN 1974-9562
CONSIGLIO DI STATO, Sez.
V - 8 marzo 2010, Sentenza n. 1333
APPALTI - RIFIUTI - Affidamento del servizio di raccolta, trasporto e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani - Provvedimenti autoritativi dell’autorità
statale - Obbligo di conferimento in nuovi e diversi siti di discarica - Evento
straordinario e imprevedibile - Aggravio di costi - Clausola preclusiva della
revisione dei prezzi - Corretta interpretazione. L’obbligo di conferimento
in nuovi siti di discarica dei rifiuti solidi urbani, diversi da quello indicato
nel contratto di appalto, avvenuto in forza di provvedimenti autoritativi
dell’autorità statale costituisce evento straordinario, imprevedibile,
certamente non imputabile alla società affidataria del servizio ed incidente in
maniera rilevante e sostanziale sul sinallagma contrattuale. Pertanto, anche in
presenza di una clausola preclusiva alla revisione dei prezzi, deve ritenersi,
con interpretazione conforme all’art.115 del d.lg.vo n.163 del 2006, che tale
clausola vada riferita alla normale alea contrattuale, ossia a quel rischio,
presente in tutti i contratti di durata a prestazione corrispettive, legato alle
fluttuazioni fisiologiche del mercato ed agli effetti che possono derivare dal
decorso del tempo. Certamente esulano dall’alea contrattuale i fattori di costo
sopportati dall’imprenditore cagionati dall’adozione di provvedimenti
autoritativi che determinato un abnome aggravio di costi. Una diversa
interpretazione della clausola - se intesa come escludente in radice la
possibilità di revisione periodica dei prezzi imposta dalla legge - ne
comporterebbe la nullità ex art. 1339 c.c.. Pres. f.f. Lamberti, Est. Capuzzi -
Fallimento S. (avv. Montefusco) c. Comune di Sorrento (avv. Marone) - Riforma
TAR CAMPANIA, Napoli, n. 4137/2000) - CONSIGLIO DI STATO, Sez. V - 8 marzo
2010, n. 1333
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N. 01333/2010 REG.DEC.
N. 02696/2001 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
DECISIONE
Sul ricorso numero di registro generale 2696 del 2001 proposto da Fallimento
Sorrento Linda di Nocera Ernesto & C. s.a.s. in persona del legale
rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Raffaele
Montefusco, con domicilio eletto presso Claudia De Curtis in Roma, via Marianna
Dionigi n.57;
contro
Comune di Sorrento in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso
dall'avv. Gherardo Marone, con domicilio eletto presso Luigi Napolitano in Roma,
via Sicilia n.50;
per la riforma
della sentenza del TAR CAMPANIA - NAPOLI Sezione I n. 04137/2000;
Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del 18 dicembre 2009 il Cons. Roberto Capuzzi e
uditi per le parti gli avvocati Napolitano per delega di Montefusco e Marone;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
La società appellante stipulava con il comune di Sorrento un contratto di
appalto per il servizio di nettezza urbana comprensivo della raccolta del
trasporto e della fase finale dello smaltimento in discariche autorizzate di
rifiuti solidi urbani nonché assimilati oltre ad una serie di prestazioni
accessorie elencate all’art.3 del contratto medesimo. Era previsto in contratto
che la società appaltatrice conferisse i rifiuti presso la discarica di Terzigno
distante circa 30 Km dal comune di Sorrento.
A seguito del commissariamento disposto dal Governo l’attività di gestione delle
discariche venne assunta dal Prefetto di Napoli.
Tra le altre, anche la società Sorrento Linda, affidataria del servizio di
smaltimento rifiuti presso il Comune di Sorrento in ottemperanza ai decreti
prefettizi, fu costretta a conferire i rifiuti presso altri impianti allocati in
località molto distanti con conseguente aggravio degli oneri di gestione del
servizio.
A fronte della maggiore percorrenza e dei complessivi maggiori oneri (consumo di
carburante, pagamento pedaggi autostradali, diversa organizzazione de personale
impiegato) la società appaltatrice rivolse all’amministrazione comunale numerose
richieste di adeguamento del corrispettivo per la gestione del servizio .
L’ente comunale oppose a tali richieste l’art. 10 del contratto che escludeva la
revisione dei costi.
La Sorrento Linda adiva allora il TAR Campania che dopo avere esaminato e
rigettato la eccezione di difetto di giurisdizione proposta dal Comune
resistente, rigettava il ricorso.
Nell’atto di appello la Sorrento Linda ripropone le argomentazioni già esposte
in primo grado
La società appellante veniva successivamente dichiarata fallita con sentenza del
17.1.2002 del Tribunale di Torre Annunziata e la curatela fallimentare
riassumeva la causa.
Si è costituito in giudizio il Comune di Sorrento chiedendo il rigetto
dell’appello e la conferma della sentenza del primo giudice.
Sono state depositate ulteriori memorie difensive.
La causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione all’udienza del 18
dicembre 2009.
DIRITTO
1. La società appellante stipulava con il comune di Sorrento un contratto di
appalto per il servizio di nettezza urbana comprensivo della raccolta, del
trasporto e della fase finale dello smaltimento in discariche autorizzate di
rifiuti solidi urbani. La società appaltatrice, secondo il contratto conferiva i
rifiuti presso la discarica di Terzigno, distante circa 30 km. dal comune di
Sorrento.
A seguito del commissariamento effettuato dal Governo per far fronte a problemi
legati alle c.d. ecomafie, l’attività di discarica fu assunta dal Prefetto di
Napoli, autorità competente da un lato ad individuare le discariche utilizzabili
la cui gestione fu affidata con apposite ordinanze all’ENEA, dall’altro ad
autorizzare i comuni della regione a conferirvi i propri rifiuti. Pertanto la
Sorrento Linda, in quanto società affidataria del servizio di smaltimento, non
ebbe più la possibilità di conferire nella discarica individuata al momento
della firma del contratto, ma fu costretta a conferire i rifiuti presso altri
impianti allocati in posti molto più distanti rispetto a quelli individuati
inizialmente.
2. In particolare, chiusa la discarica di Terzigno, la società Sorrento Linda,
per il periodo dal 1° dicembre 1994 al 4 gennaio 1996, conferì i rifiuti
raccolti presso l’impianto DI.FRA.BI., la cui gestione era stata affidata
all’ENEA con ordinanza del Prefetto di Napoli n.00959/DIS del 29 novembre 1994,
con una maggiore percorrenza di circa 80 Km rispetto alla precedente discarica.
Dal 5 gennaio 1996 al 31 dicembre 1996, invece, il Prefetto di Napoli autorizzò,
con apposita ordinanza, il Comune di Sorrento a conferire i propri rifiuti
solidi urbani presso la discarica “Pirucchi” situata in Palma Campania la cui
gestione era stata affidata all’ENEA dal medesimo Prefetto con ordinanza
n.20770/DIS del 30 gennaio 1996, con una maggiore percorrenza di circa 120 KM
rispetto alla precedente discarica.
Dal 1° gennaio 1997 al 30 giugno 1998 la società appaltatrice conferì i rifiuti
solidi urbani del comune presso la discarica situata in località Tufino, con una
maggiore percorrenza di circa 100 Km.
3.Espone la appellante che la maggiore distanza delle discariche individuate ha
comportato maggiori oneri per la Sorrento Linda sia in termini di costi di
trasporto per il maggiore consumo di carburante richiesto e per il pagamento di
pedaggi autostradali, prima non necessari, sia in termini di costo del personale
per la diversa organizzazione aziendale delle risorse umane . Inoltre la società
ha dovuto anche soggiacere all’incremento delle tariffe disposte unilateralmente
dalle discariche aperte per effetto della ordinanza Prefettizia n.P31/11/8/Dis
del 14.5.1997.
Tali oneri non potevano gravare sulla ditta appaltatrice ma, secondo la
appellante, dovevano ricadere sull’amministrazione produttrice del bene rifiuto
di cui la ditta appaltatrice era il soggetto trasportatore.
La appellante ha rivolto all’amministrazione numerose richieste di adeguamento
del corrispettivo ricevendo netti rifiuti sul presupposto che l’articolo 10 del
contratto di appalto non consentiva per la voce richiesta, la revisione prezzi.
La appellante ha così adito il TAR Campania per vedersi riconosciuto il diritto
alla corresponsione dei maggiori oneri connessi alle maggiori distanze delle
discariche ed alle tariffe delle stesse.
Il TAR Campania, sede di Napoli, con la sentenza della I° Sezione n.4137/2000,
affrontava la questione di giurisdizione rilevando che pur vertendo la
controversia sulla richiesta di maggiore compenso del canone sulla base di
prestazioni contrattuali rese dalla società ricorrente nell’esecuzione del
contratto, l’appalto concerneva un servizio pubblico, materia nella quale la
giurisdizione esclusiva concerne anche la fase di esecuzione dell’appalto e non
è limitata, come per le opere pubbliche, alle sole procedure di affidamento.
Nel merito il TAR ha ritenuto infondate le pretese della ricorrente alla luce
della clausola contrattuale soprarichiamata che esclude qualsiasi maggiorazione
in relazione ad “oneri derivanti dalla discarica e dai rifiuti” (art.10).
4. Tuttavia la Sezione ritiene che le doglianze della ricorrente sono fondate.
Come prima rilevato sulla questione di giurisdizione si è pronunziato il giudice
di prima istanza trattenendo la giurisdizione.
Non essendo peraltro stata censurata dall’appellata tale questione, sulla
relativa statuizione si è definitivamente formato il giudicato .
Ed invero il Consiglio di Stato non puo’ rilevare d’ufficio il difetto di
giurisdizione del giudice amministrativo, ”..se questa è stata ritenuta
sussistente dalla sentenza impugnata con una pronunzia esplicita sul punto
nessuna delle parti abbia proposto appello; ove per contro la sentenza impugnata
abbia statuito solo implicitamente sulla giurisdizione, il difetto di questa
ultima puo’ essere rilevato d’ufficio dal giudice d’appello (Cons. Stato, A.P.
30 agosto 2005 n.4; Cons. Stato, sez. VI 13 marzo 2008 n.1059).
5. Nel merito è indubbio che l’obbligo di conferimento in nuovi siti di
discarica dei rifiuti solidi urbani, diversi da quello indicato nel contratto
stipulato dalla società Sorrento Linda con il comune di Sorrento, sia avvenuto
in forza di provvedimenti autoritativi dell’autorità statale. Cio’ ha costituito
un evento straordinario, imprevedibile, certamente non imputabile alla società
affidataria del servizio ed incidente in maniera rilevante e sostanziale sul
sinallagma contrattuale: si è così alterato l’equilibrio contrattuale
determinato dal rilevante aumento del costo del servizio per factum principis
senza però che il corrispettivo sia stato adeguato.
Ora se è vero che nel contratto vi era la previsione di una clausola preclusiva
alla revisione dei prezzi, deve ritenersi che tale clausola fosse riferibile
alla normale alea contrattuale, ossia a quel rischio, presente in tutti i
contratti di durata a prestazione corrispettive, legato alle fluttuazioni
fisiologiche del mercato ed agli effetti che possono derivare dal decorso del
tempo.
Certamente esulano dall’alea contrattuale i fattori di costo sopportati
dall’imprenditore cagionati dall’adozione di provvedimenti autoritativi che
determinato un abnome aggravio di costi.
E’ innegabile che l’adozione dei provvedimenti prefettizi e la conseguente
individuazione di nuovi siti costituiscono eventi del tutto fuori dall’ordinario
che hanno inciso sul rapporto contrattuale squilibrandolo rispetto all’
originario assetto sinallagmatico. E’ del pari innegabile che gli eventi
richiamati non erano prevedibili al momento della sottoscrizione del contratto
di appalto ed non potevano essere imputati alla ricorrente; per contro la
notevole modificazione del rapporto contrattuale che ne è conseguita, qualora
fosse fatta ricadere esclusivamente sulla ricorrente provoca a suo carico una
illegittima perdita ed un altrettanto legittimo vantaggio a favore della
amministrazione.
Deve sottolinearsi che l’art.6 comma 4 della legge 24 dicembre 1993 n.537, oggi
trasfuso nell’art.115 del codice di contratti pubblici (d.lg.vo n.163 del 2006)
prevede che “Tutti i contratti ad esecuzione periodica o continuativa relativi a
servizi e forniture debbono avere una clausola di revisione periodica del
prezzo. La revisione viene operata sulla base di una istruttoria condotta dai
dirigenti responsabili dell’acquisizione di beni e servizi sulla base dei dati
di cui all’art.7 comma 4 lett. c) e comma 5”.
Alla luce di tale disposizione deve essere interpretata la clausola prevista dal
contratto stipulato dalla Sorrento Linda ed il comune di Sorrento che, se
interpretata come escludente in radice la possibilità di revisione periodica dei
prezzi imposta dalla legge, anche in presenza di eventi come quelli in esame,
deve considerarsi nulla ex art. 1339 c.c..
Con l’effetto che l’amministrazione comunale deve revisionare il contratto
adeguandolo ai costi del servizio, tenuto conto della nuova situazione
contingente delineatasi, non imputabile certamente alla società.
6. In conclusione l’appello deve essere accolto e per l’effetto, in riforma
della impugnata sentenza, va riconosciuto il diritto della appellante alla
corresponsione dei maggiori oneri connessi alle maggiori distanze delle
discariche ed alla maggiorazione delle tariffe secondo le modalità indicate
nell’art.6 comma 4 della legge 24 dicembre 1993 n.537.
Spese ed onorari del giudizio tenuto conto della peculiarità della fattispecie
possono essere compensati.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione quinta, definitivamente
decidendo, in riforma della sentenza appellata accoglie il ricorso di primo
grado e per l’effetto riconosce il diritto alla revisione dei prezzi nei termini
di cui in motivazione.
Compensa spese ed onorari.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 dicembre 2009 con
l'intervento dei Signori:
Cesare Lamberti, Presidente FF
Aldo Scola, Consigliere
Nicola Russo, Consigliere
Eugenio Mele, Consigliere
Roberto Capuzzi, Consigliere, Estensore
L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
Il Segretario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 08/03/2010
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
Il Dirigente della Sezione
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