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T.A.R.
SICILIA, Catania, Sez. IV - 25 maggio 2011, n. 1279
APPALTI - Modello GAP - Mancata produzione - Causa di esclusione anche in
assenza di espressa clausola della lex specialis - Art. 1, c. 5, d.l. n.
629/1982. La mancata produzione del modello GAP è causa di esclusione anche
in assenza di espressa clausola della lex specialis di gara; l'obbligo di
produzione è infatti imposto dalla norma imperativa di cui all'articolo 1, comma
5, del d.l. n. 629/1982. (In tal senso, si vedano, fra altre: Tar Palermo, III,
sentenza n. 1173 del 23 aprile 2007; Tar Catania, IV, sentenza n. 1 del 7
gennaio 2010, confermata dal Cga con ordinanza cautelare n. 212 del 16 marzo
2010; ancora Tar Catania, IV, sentenza 28 ottobre 2010, n. 4249; Idem, sentenza
n. 4624 del 7 dicembre 2010, ed ivi ulteriori citazioni di precedenti
giurisprudenziali). Pres. ed Est. Messina - D. s.r.l. (avv. Calpona) c. Comune
di Mineo (n.c.) -
TAR SICILIA, Catania, Sez. IV - 25 maggio 2011, n. 1279
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N. 01279/2011 REG.PROV.COLL.
N. 02812/2010 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
sezione staccata di Catania (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2812 del 2010, proposto da:
D.L.M. Costruzioni Srl, rappresentata e difesa dall'avv. Benedetto Calpona, con
domicilio eletto presso Ignazio Bonaccorsi in Catania, via S.Maria di Betlemme,
18;
contro
Comune di Mineo;
nei confronti di
F.lli Capparotto di Capparotto Enzo & C. Snc, Capparotto Fortunato n.q.,
Tresoldi Costruzioni Srl, Roberto Tresoldi n.q., rappresentati e difesi dagli
avv. Nicolò D'Alessandro, Gisella Fazzi, con domicilio eletto presso Nicolò
D'Alessandro in Catania, piazza Lanza, 18/A;
per l'annullamento
1) delle operazioni concorsuali tenutesi dal 17 agosto 2010 al 25 agosto 2010
relativamente alla gara indetta dal Comune di Mineo per l’affidamento dei lavori
di: “Mitigazione del rischio idrogeologico e difesa dei suoli in sei zone del
centro abitato del Comune di Mineo”;
2) dei verbali di riapertura di gara stesi dal 21 settembre 2010 al 27 settembre
2010 relativamente alla gara indetta dal Comune di Mineo per l’affidamento dei
lavori di “Mitigazione del rischio ideologico e difesa dei suoli in sei zone del
centro abitato del Comune di Mineo”;
3) del provvedimento di aggiudicazione definitiva (di cui non si conoscono gli
estremi e la data) effettuato dal Comune di Mineo in favore dell’ATI Fratelli
Capparotto snc – Tresoldi Costruzioni srl relativamente ai lavori di
“Mitigazione del rischio idrogeologico e difeso dei suoli in sei zone del centro
abitato del Comune di Mineo”;
ove occorra:
4) del bando e del relativo disciplinare di gara, limitatamente alla parte in
cui non prevedono la produzione del modello GAP, nonché limitatamente alla parte
in cui non richiedono la documentazione e/o dichiarazione sulla mancata adozione
dei piani di emersione;
5) di qualsiasi altro atto presupposto, dipendente e/o esecutivo degli atti
impugnati;
e per il risarcimento del danno in forma specifica o, in subordine, per
equivalente;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di F.lli Capparotto di Capparotto
Enzo & C. Snc, di Capparotto Fortunato n.q., di Tresoldi Costruzioni Srl e di
Roberto Tresoldi n.q.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli artt. 74 e 120, co. 10, cod. proc. amm.;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 12 maggio 2011 il dott. Rosalia
Messina e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
1. - Parte ricorrente espone di essersi graduata seconda nelle operazioni di
gara per l’affidamento dei lavori di mitigazione del rischio idrogeologico e
difesa dei suoli in sei zone del centro abitato del Comune di Mineo, e ciò sia
in occasione del primo espletamento delle operazioni di selezione, sia a seguito
di rinnovazione delle operazioni stesse conseguente all’accoglimento da parte
dell’amministrazione dei reclami proposti avverso l’aggiudicazione provvisoria
dalla odierna ricorrente e da altre due ditte concorrenti. Riapertasi la gara, i
lavori venivano aggiudicati all’ATI controinteressata.
La DLM COSTRUZIONI SRL, che agisce in proprio e nella qualità di impresa
capogruppo dell’ATI DLM COSTRUZIONI SRL – COSTRUZIONI SRL, innanzitutto precisa,
con particolare riguardo all’interesse processuale, che tale interesse sussiste
anche nel caso in cui si verificasse una sola delle seguenti ipotesi:
- esclusione dalla gara della sola aggiudicataria ATI Fratelli Capparotto snc –
Tresoldi Costruzioni srl;
- esclusione dalla gara della sola ATI La Placa Angelo srl – Anzalone Luigi srl;
- esclusione congiunta di entrambe le suddette imprese.
Tali affermazioni sono suffragate da parte ricorrente con i calcoli dei punteggi
effettuati di volta in volta tenendo conto delle su descritte esclusioni.
In relazione alla esclusione dell'aggiudicataria, parte ricorrente fa valere
illegittimità attinenti alla mancata produzione del modello GAP, alla mancata
documentazione e dichiarazione attestante la mancata adozione dei piani
individuali di emersione previsti dagli articoli 1 e 1 bis della legge n. 383
del 2001, alla produzione a titolo di cauzione provvisoria di una polizza a
firma digitale su supporto cartaceo emesso dalla Elba Assicurazioni spa in data
4 agosto 2010, priva di attestazione di conformità all'originale da parte di
pubblico ufficiale.
In relazione alla seconda delle tre ipotesi sopra elencate (esclusione dalla
gara della sola ATI La Placa Angelo srl – Anzalone Luigi srl), parte ricorrente
deduce omessa documentazione e dichiarazione attestante la mancata adozione da
parte della stessa di piani individuali di emersione previsti dagli articoli 1 e
1 bis della legge n. 383 del 2001, incompletezza del modello GAP, in cui non
sarebbe stato completato un campo obbligatorio - quello riguardante il tipo di
impresa - nonché l'omissione da parte dell'institore Salvatore Anzalone di
alcune delle dichiarazioni obbligatorie ai sensi dell'articolo 38 del decreto
legislativo n. 163 del 2006.
Un'altra serie di censure riguarda l'attribuzione dei punteggi, da parte del
seggio di gara, in sede di valutazione dell'elemento B) dell'offerta; parte
ricorrente lamenta la commissione da parte dell'amministrazione di una serie di
errori sia nei confronti dell’ATI ricorrente, sia nei confronti
dell'aggiudicataria. Essa mette in luce una serie di elementi che – sostiene -
renderebbero illogiche le operazioni di valutazione di cui trattasi.
Parte ricorrente chiede infine la dichiarazione di inefficacia del contratto
eventualmente stipulato dal Comune di Mineo con l’ATI aggiudicataria e, in
subordine, il risarcimento del danno per equivalente, nella misura del 10%
dell'importo dell'appalto, a titolo di mancata acquisizione di utile, e nella
misura del 5% a ristoro della mancata acquisizione di esperienza professionale
derivante dal mancato espletamento dei lavori, con rivalutazione, anche ai sensi
dell'articolo 1224 codice civile è interessi sulla somma rivalutata dal dovuto
alla corresponsione effettiva. Come si vedrà oltre, la domanda risarcitoria è
stata diversamente precisata nell’ultima memoria depositata da parte ricorrente.
La controinteressata si è costituita in giudizio, contestando le censure
avversarie e spiegando altresì ricorso incidentale.
In particolare, la controinteressata osserva:
- che né il bando né il disciplinare di gara e nemmeno i modelli allegati ad
essi contenevano alcuna previsione in ordine alla produzione del modello GAP,
negando che in tale ipotesi si possa far luogo alla cosiddetta eterointegrazione
della lex specialis;
- che nemmeno in relazione alla dichiarazione o documentazione relativa alla
mancata adozione da parte dell’ATI controinteressata dei piani individuali di
emersione di cui agli articoli 1 e 1 bis della legge n. 383 del 2001 - non
prevista dalla lex specialis - è possibile far luogo alla eterointegrazione;
- che la polizza fideiussoria rilasciata dal garante Elba Assicurazioni spa è
stata emessa in tre esemplari ad un solo effetto il 4 agosto 2010 come
espressamente indicato nel medesimo documento, e che quindi non si trattava di
una copia su supporto cartaceo di documento informatico, bensì di uno dei tre
originali redatti dal garante per ciascuno dei soggetti stipulanti, ovvero il
contraente, il beneficiario e il soggetto fideiussore; la controinteressata
precisa altresì che la polizza fideiussoria presentata dall’ATI ricorrente è del
tutto identica per modalità di redazione a quella depositata dalla medesima
controinteressata;
- che anche per quanto riguarda l'incompletezza del modello GAP prodotto lo
dall’ATI La Placa Angelo srl – Anzalone Luigi non si può invocare il principio
di eterointegrazione della lex specialis;
- che il disciplinare di gara, al punto 4, lettera a), dispone che le
dichiarazioni da rendere ai sensi dell'articolo 38, comma 1, del decreto
legislativo n. 163 del 2006 devono essere rese anche dei soggetti previsti dalle
lettere b) e c) della predetta norma e dai procuratori qualora sottoscrittori
delle dichiarazioni costituenti la documentazione amministrativa e/o
dell'offerta; parte controinteressata argomenta che, anche a voler ammettere che
l’institore sia tenuto a rendere le dichiarazioni di cui trattasi (cosa della
quale essa dubita, non essendovi espresso richiamo nella clausola su
richiamata), in ogni caso tale dichiarazione deve essere resa soltanto da coloro
che abbiano sottoscritto le dichiarazioni che formano la documentazione o
l’offerta;
- che le doglianze relative ai punteggi attribuiti dal seggio di gara in sede di
valutazione dell'elemento B) dell'offerta sfuggono al sindacato del giudice
amministrativo in quanto involgono apprezzamenti ampiamente discrezionali della
commissione di gara.
Con ordinanza n. 1482 del 2010 l'istanza cautelare proposta col ricorso
introduttivo è stata respinta, in quanto, pur ritenendo sussistente - ad una
sommaria deliberazione - qualche profilo di possibile fondatezza, è stata
riconosciuta la prevalenza dell'interesse pubblico alla rapida esecuzione dei
lavori, attesa la natura intrinsecamente urgente degli stessi (riguardanti la
mitigazione del rischio idrogeologico e la difesa dei suoli in sei zone del
centro abitato del Comune di Mineo), a fronte della risarcibilità del danno
paventato dall'impresa
Con ricorso incidentale depositato nello stesso giorno in cui è stata pubblicata
la predetta ordinanza, la controinteressata deduce violazione dell'articolo 6
della legge n. 241 del 1990, omessa istruttoria, violazione del disciplinare di
gara, in particolare lamentando la mancata esclusione dell’ATI odierna
ricorrente in quanto l'impresa capogruppo avrebbe omesso di rendere
dichiarazioni di cui all'articolo 38, lettere b) e c), decreto legislativo n.
163 del 2006, con riferimento agli amministratori e direttori tecnici
dell'impresa cedente; la ricorrente principale ha dichiarato che nel triennio
antecedente alla data di pubblicazione del bando di gara non vi sono soggetti
cessati dalle cariche societarie, aggiungendo a mano "nella DLM Costruzioni".
Parte controinteressata contesta la veridicità di tale dichiarazione, in quanto
la DLM Costruzioni srl, con atto notarile del 15 giugno 2009, aveva acquistato
la società Calabrese Costruzioni srl; rientrando gli amministratori e direttori
tecnici dell'impresa cedente tra i soggetti cessati dalla carica, anche nei
confronti di essi andavano rese le dichiarazioni di cui al più volte citato
articolo 38.
2a. - Si esamina innanzitutto il ricorso incidentale proposto da parte
controinteressata.
Detto ricorso è infondato in fatto, in quanto parte ricorrente principale ha
depositato le dichiarazioni di Calabrese Luca Fabio, Calabrese Carmelo,
Calabrese Tindaro - i primi due direttori tecnici cessati dell'impresa Calabrese
Costruzioni srl, il terzo legale rappresentante ed amministratore unico della
medesima impresa cedente - aventi ad oggetto la posizione di tali soggetti nei
confronti delle condizioni ostative di cui alle lettere b), c), m ter), e, per
quanto riguarda Calabrese Luca Fabio, anche m quater) - dell'articolo 38
ripetutamente citato.
Il collegio passa quindi all'esame del ricorso principale.
È fondata l'assorbente censura con la quale nell'atto introduttivo del giudizio
ci si duole della mancata produzione del modello GAP da parte della
controinteressata aggiudicataria. Contrariamente a quanto sostenuto dalla
predetta controinteressata, la produzione di detto modello è causa di esclusione
anche in assenza di espressa clausola della lex specialis; l'obbligo di
produzione del modello GAP viene imposto dalla norma imperativa di cui
all'articolo 1, comma 5, del d.l. n. 629/1982, e ciò a prescindere da
un'espressa previsione della lex specialis di gara. In tal senso, si vedano, fra
altre: Tar Palermo, III, sentenza n. 1173 del 23 aprile 2007; Tar Catania, IV,
sentenza n. 1 del 7 gennaio 2010, confermata dal Cga con ordinanza cautelare n.
212 del 16 marzo 2010; ancora Tar Catania, IV, sentenza 28 ottobre 2010, n.
4249; Idem, sentenza n. 4624 del 7 dicembre 2010, ed ivi ulteriori citazioni di
precedenti giurisprudenziali.
Pertanto, assorbite le ulteriori doglianze, il ricorso deve essere accolto, con
conseguente annullamento degli atti impugnati.
2b. - Quanto alla domanda risarcitoria, nella memoria da ultimo depositata la
società ricorrente precisa - essendo stata negata, come nel paragrafo precedente
si è ricordato, la tutela cautelare (in considerazione del prevalente interesse
pubblico alla rapida esecuzione dell’opera), e non avendo quindi essa potuto
aggiudicarsi i lavori in questione – di insistere per ottenere il risarcimento
per equivalente (indicando, ai fini della quantificazione dell’importo che
ritiene spettarle, la misura del 10% sull’importo dell’appalto a base d’asta a
titolo di mancato utile e del 3% sul medesimo importo per danno curriculare).
Il danno deve indubbiamente essere risarcito, essendo innegabile il nesso
causale fra la condotta dell’amministrazione e la mancata percezione dell’utile
nonché la mancata acquisizione di esperienza professionale. Quanto al profilo
soggettivo, da ultimo la giurisprudenza va orientandosi nel senso di prescindere
dall’accertamento di esso ai fini della responsabilità dell’amministrazione, in
adesione ai principi comunitari (si rinvia, sul punto, alla sentenza di questa
sezione n. 4624 del 7.12.2010; v. anche C. S., V, 24 febbraio 2011, n. 1193).
Per quanto attiene alla quantificazione del danno, il collegio aderisce
all’orientamento giurisprudenziale che non ritiene applicabile automaticamente
il criterio del 10% di cui all’art. 345, l. 20 marzo 1865 n. 2248 allegato F,
ripreso dall’art. 37 septies, comma 1 lett. c), l. 11 febbraio 1994 n. 109,
aggiunto dall’art. 11, l. 18 novembre 1998 n. 415, in assenza di prova rigorosa
circa la mancata utilizzazione di mezzi e maestranze, lasciati disponibili, per
l’esecuzione di altri lavori (vedi, fra tante, C.S., VI, sentenza 21 maggio
2009, n. 3144; Tar Catania, I, 27.9.2010, n. 3827, ed ivi ulteriori citazioni di
giurisprudenza), prova che nella specie non è stata fornita.
Ciò premesso, si ritiene di fare applicazione del potere attribuito dall'art.
34, comma 4, del d.lgs. n. 104 del 2010, condannando l'amministrazione a
proporre alla società ricorrente la corresponsione di una somma a titolo di
risarcimento, e ciò nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione o
notificazione della presente sentenza (da quella delle due che risulti
anteriore), nella misura del 5% dell’offerta, e, per quanto attiene al danno
curriculare, nella misura, ritenuta equa, del 3% della somma, come sopra
quantificata, da corrispondere per risarcimento da mancata percezione dell’utile
(cfr., per l’utilizzazione del criterio che riconosce, in ordine al danno
curriculare, la spettanza di una percentuale non già dell'importo dell'appalto,
bensì di una percentuale della somma già liquidata a titolo di lucro cessante,
in misura destinata a variare in considerazione dell'importanza dell'appalto in
questione: C. S., VI, 21 maggio 2009, n. 3144; T.A.R Lazio Roma, III, 2 febbraio
2011, n. 974).
Va accolta la domanda – contenuta in ricorso – avente ad oggetto la
rivalutazione e gli interessi, spettando la prima, secondo gli indici ISTAT, dal
giorno in cui è stato stipulato il contratto con l'impresa illegittima
aggiudicataria, sino alla pubblicazione della sentenza, mentre gli interessi
sulla somma rivalutata andranno corrisposti, nella misura legale, dalla data
della pubblicazione della presente decisione fino all'effettiva corresponsione
(cfr.: C. S., VI, 23 luglio 2009, n. 4628; sentenza di questa sezione 29 giugno
2007, n. 1135).
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di
Catania (Sezione Quarta),
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo
accoglie, per l’effetto annullando gli atti impugnati.
Condanna in solido il Comune di Mineo e la parte controinteressata alla
rifusione delle spese processuali, liquidate in euro quattromila/00 oltre
accessori e rimborso del contributo unificato.
Condanna il Comune di Mineo al risarcimento del danno nei confronti della parte
ricorrente, secondo le modalità precisate in motivazione.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 12 maggio 2011 con
l'intervento dei magistrati:
Rosalia Messina, Presidente, Estensore
Dauno Trebastoni, Primo Referendario
Giuseppa Leggio, Primo Referendario
IL PRESIDENTE, ESTENSORE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 25/05/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
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