Copyright © AmbienteDiritto
Decreto 25 marzo 2005
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Annullamento della deliberazione 2 dicembre 1996 del Comitato per le aree naturali protette; gestione e misure di conservazione delle Zone di protezione speciale (ZPS) e delle Zone speciali di conservazione (ZSC).
(GU n. 155 del 6-7-2005)
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394, «Legge quadro sulle aree protette» e, in
particolare, l'art. 3, comma 4, lettere a), che demanda al Comitato per le aree
naturali protette l'integrazione della classificazione di dette aree;
Vista la direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la
conservazione degli uccelli selvatici ed in particolare gli articoli 3 e 4 di
detta direttiva;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, che all'art. 1, comma 5, stabilisce
che: «Le regioni e le province autonome in attuazione delle citate direttive
79/4099/CEE, 85/411/CEE e 91/24/CEE provvedono a istituire lungo le rotte di
migrazione dell'avifauna, segnalate dall'Istituto nazionale per la fauna
selvatica di cui all'art. 7, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, zone di protezione finalizzate al mantenimento e alla
sistemazione, conforme alle esigenze ecologiche, degli habitat interni a tali
zone e ad esse limitrofi, provvedono al ripristino dei biotopi distrutti e alla
creazione dei biotopi»;
Vista la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonche' della flora e della
fauna selvatiche;
Visto in particolare l'art. 7 della citata direttiva che stabilisce che gli
obblighi derivanti dall'art. 6, paragrafi 2, 3 e 4 della medesima direttiva per
le ZSC, circa l'adozione di opportune misure di conservazione, debbano essere
applicati anche alle ZPS «a decorrere dalla data di entrata in vigore di detta
direttiva o dalla data di riconoscimento da parte di uno Stato membro a norma
della direttiva 79/409/CEE, qualora sia essa posteriore»;
Vista la deliberazione del Comitato per le aree naturali protette del 2 dicembre
1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno 1997, che include
nella classificazione delle aree protette le Zone di Protezione Speciale (ZPS)
ai sensi della direttiva 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli
selvatici, e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) ai sensi della direttiva
92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e
della flora e della fauna selvatiche, ovvero quelle aree che costituiscono la
rete ecologica europea Natura 2000 di cui all'art. 3 della citata direttiva
92/43/CEE;
Visto l'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che ha
soppresso il Comitato per le aree naturali protette e ha stabilito che le
relative funzioni siano esercitate dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, come
modificato ed integrato dal decreto del Ministro dell'ambiente 20 gennaio 1999 e
dal decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120, che
stabilisce:
all'art. 4, comma 1, che spetta alle regioni e alle province autonome di Trento
e Bolzano assicurare per i proposti Siti di Importanza Comunitaria (di seguito
SIC) opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli
habitat di specie, nonche' la perturbazione delle specie per cui le zone sono
state designate;
all'art. 4, comma 2, che spetta altresi' alle regione e alle province autonome
di Trento e Bolzano, sulla base di linee guida per la gestione delle aree della
rete Natura 2000 da adottarsi con decreto del Ministro dell'ambiente sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, l'adozione per le ZSC, entro sei mesi dallo loro
designazione, delle «misure di conservazione necessarie che implicano
all'occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri
piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o
contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat
naturali di cui all'allegato A e delle specie di cui all'allegato 8 presenti nei
siti;
all'art. 4, comma 3, che stabilisce che qualora le ZSC «ricadano all'interno di
aree naturali protette, si applicano le misure di conservazione per queste
previste dalla normativa vigente. Per la porzione ricadente all'esterno del
perimetro dell'area naturale protetta la regione o la provincia autonoma adotta,
... omissis ..., le opportune misure di conservazione e le norme di gestione»;
all'art. 6, comma 2, che gli obblighi derivanti dagli articoli 4 e 5 si
applicano anche alle ZPS;
Visto il proprio decreto del 3 settembre 2002, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 24 settembre 2002, n. 224, concernente «Linee guida per la gestione
dei siti Natura 2000» ai sensi dell'art. 4, comma 2, del decreto del Presidente
della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e successive modifiche e integrazioni;
Visti gli esiti delle riunioni tecniche tenutesi presso la segreteria della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome;
Considerato che l'inclusione delle ZPS e delle ZSC nella classificazione delle
aree naturali protette operata dalla citata deliberazione del Comitato, con la
conseguente necessita' di applicazione anche ai siti Natura 2000 delle misure di
salvaguardia e dei divieti previsti dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, ha di
fatto alimentato una conflittualita' interpretativa che ha ostacolato la
realizzazione gli obiettivi previsti dalle direttive comunitarie 79/409/CEE e
92/43/CEE e dalla relativa normativa di recepimento;
Considerato che la valutazione d'incidenza, di cui all'art. 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modifiche e
integrazioni, viene a costituire essenzialmente una misura preventiva di tutela
legata ai piani o ai progetti cui devono necessariamente aggiungersi le misure
di conservazione opportune al mantenimento o al ripristino, in uno stato di
conservazione soddisfacente, le specie e gli habitat dei siti natura 2000;
Considerata la necessita' di definire la disciplina di tutela da applicare ai
siti Natura 2000 dal momento della loro istituzione;
Visto il parere favorevole espresso dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, in data 3
marzo 2005;
Decreta:
Art. 1.
1. La deliberazione 2 dicembre 1996 del Comitato delle aree naturali
protette, citata nelle premesse, e' annullata.
2. Alle ZPS ai sensi della direttiva 79/409/CEE e alle ZSC ai sensi della
direttiva 92/43/CEE si applica la disciplina di tutela di cui al successivo art.
2.
Art. 2.
1. Le misure di conservazione previste dalle direttive 79/409/CEE e
92/43/CEE e dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica dell'8
settembre 1997, n. 357, e successive modifiche e integrazioni, si applicano alle
ZSC entro sei mesi dalla loro designazione con decreto del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio, secondo quanto previsto dall'art.
3, comma 2, del citato decreto n. 357 del 1997, e alle ZPS dalla loro
classificazione, ovvero istituzione, ai sensi dell'art. 4, comma 1, della
direttiva 79/409/CEE, cosi' come recepito dall'art. 6 del medesimo decreto n.
357 del 1997 che estende gli obblighi di cui all'art. 4 del medesimo
decreto anche alle ZPS.
2. Le ZPS si intendono classificate, ovvero istituite, dalla data di
trasmissione alla Commissione europea da parte del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio dei formulari e delle cartografie delle medesime ZPS
individuate dalle regioni, ovvero dalla sola data di trasmissione alla
Commissione europea dei formulari e delle cartografie delle ZPS da parte del
Ministero delle politiche agricole e forestali, precedentemente alla data di
entrata in vigore della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
3. Nei decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di
designazione delle ZSC, adottati d'intesa con ciascuna regione interessata,
secondo quanto previsto dall'art. 3, comma 2, del decreto n. 357 del 1997, sono
indicate le misure di conservazione necessarie a mantenere in uno stato di
conservazione soddisfacente gli habitat e le specie per il quale il sito e'
stato individuato, conformemente agli indirizzi espressi nel decreto 3 settembre
2002 recante le linee guida per la gestione dei siti Natura 2000.
4. Entro sei mesi dalla designazione delle ZSC le regioni definiscono le
modalita' di attuazione delle misure di conservazione di cui al comma 3 e
comunicano al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio il soggetto
affidatario della gestione di ciascuna ZSC.
5. Le regioni si impegnano a definire entro sei mesi dall'emanazione del
presente decreto le misure di conservazione per le ZPS di propria competenza,
conformemente agli indirizzi espressi nel citato decreto 3 settembre 2002.
6. Nelle more della definizione, da parte delle regioni, delle misure di
conservazione per le ZPS di propria competenza, le regioni medesime assicurano
per le ZPS le opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e
degli habitat di specie, nonche' per evitare la perturbazione delle specie per
cui dette ZPS sono state classificate ovvero istituite.
7. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e Bolzano, le quali provvedono alle finalita' del
presente provvedimento, in conformita' allo Statuto speciale e alle relative
norme di attuazione, mediante appositi atti normativi o amministrativi, da
emanarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 25 marzo 2005
Il Ministro: Matteoli
Registrato alla Corte dei conti il 31 maggio 2005 Ufficio di controllo atti
Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 6, foglio
n. 90