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I
poteri dei Comuni e l段nstallazione di impianti di energia rinnovabile: commento
a sentenza del
TAR di Lecce n. 118/2009
The powers of the Municipalities and the installation of
renewable energy plants : observations on the decision No 118/2009 of the
Administrative Tribunal (TAR) of Lecce
MARIANGELA BALESTRA*
Summary
The making up of renewable energy plants, also on a small scale, is
complicated by the administrative procedures required and the number of public
authorities involved in it.
Pursuant to the Italian law (Decreto Legislativo No 387/20031)
two alternative administrative procedures must be followed in order to make up
such plants:
a) a single authorization procedure subject to a time limit of 180 days and to
the competence of the Region or the Province delegated by the Region2;
b) a simplified procedure for the smaller projects (below the electricity
generation capacity indicated in the annex A to the law).
However, the law did not reach its aim of rationalizing and simplifying the
authorization process. Actually, due to the Italian constitutional and
organizational system, the local authorities such as Regions, Provinces,
Municipalities and other entities are involved in the granting of the
authorization and have regulatory powers concerning the local planning, the
environment, landscape protection and the historical-artistic patrimony.
Even if the majority of the Italian regions has implemented their own laws
concerning the localization and installation of renewable energy plants, every
municipality retains some regulatory powers in relation to: i) the localization
of the areas for the installation of renewable energy plants in its territory
(no matter how big or small the installations are) and ii) the organization of
the administrative procedures.
As a result, each municipality might impose further limits to the installation
of renewable energy plants on its territory and decide which documents are
required to start the administrative procedure. It is clear that the lack of
uniformity of the regulatory framework affects the renewable energy projects and
reduces the investments in this sector.
The decision of the Regional Administrative Tribunal nー118/2009 is clear in
recognizing in abstract said substantial and procedural powers to the
municipalities3.
However, it is one of the first decisions issued after the opinion of the
Council of State (the highest administrative court in Italy) in 2008 stating
that the municipalities cannot claim monetary compensations for the installation
of renewable energy plant on their territory.
La sentenza in commento delinea e
riassume i poteri sin qui riconosciuti ai Comuni in relazione all段nstallazione
degli impianti di energia rinnovabile nel proprio territorio.
1. I fatti
Una societ� aveva comunicato (tramite DIA) al Comune di Grottaglie, in
provincia di Taranto, l段nizio lavori di un impianto fotovoltaico, con una
potenza installata inferiore a 1 megawatt , in zona agricola, sulla base della
normativa nazionale e regionale di riferimento. Il Comune di Grottaglie ha
bloccato l段ntervento, affermando che la documentazione presentata dalla societ�
era incompleta.
La societ� ha fatto quindi ricorso al Tar contro tale provvedimento e contro la
delibera, adottata nel 2008 dal Comune suddetto, con la quale si indicava il
tipo di documentazione necessaria per la richiesta di installazione di impianti
alimentati da Fonti di Energia Rinnovabile (FER) di potenza inferiore a 1 MW e
si prevedeva, tra l誕ltro, a carico dei richiedenti il pagamento di misure
compensative per l段mpatto ambientale, oltre che la prestazione di una
fideiussione a garanzia del ripristino ambientale a fine esercizio
dell段mpianto.
2. Potere di decidere l置bicazione degli impianti di energia alimentati da
fonti energetiche rinnovabili e di porre dei limiti per la tutela del paesaggio
e dei valori del patrimonio ambientale e culturale
In Italia (ai sensi dell'art. 12, comma 3 del Decreto legislativo 387/2003)
la costruzione e l'esercizio degli impianti FER, nonch� le opere connesse sono
soggetti ad una Autorizzazione Unica, nel rispetto delle normative vigenti in
materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio
storico-artistico: competenti per il rilascio dell'autorizzazione sono le
Regioni, ovvero le Province dalle stesse all'uopo delegate.
Inoltre, sussiste una procedura autorizzativa semplificata in relazione agli
impianti con una capacit� di generazione inferiore rispetto alle soglie indicate
(dalla tabella A, allegata al medesimo Decreto legislativo 387/2003),
diversificate per ciascuna fonte rinnovabile. In particolare, agli impianti
rientranti nelle suddette soglie si applica la disciplina della Denuncia di
Inizio Attivit�, di cui agli articoli 22 e 23 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
(altrimenti detto Testo Unico in Materia Edilizia), da presentare al Comune
competente per territorio.
Come risulta chiaramente dalla sentenza in commento, il nostro sistema continua
a riconoscere ai Comuni poteri notevoli di regolazione in questa materia4.
Ai Comuni � riservata la possibilit� di disciplinare la realizzazione e, pi� in
particolare, l置bicazione degli impianti di energia rinnovabile, su tutto il
proprio territorio, comprese le aree agricole.
Secondo la sentenza in commento, i Comuni conservano in ogni caso un certo
potere discrezionale teso a disciplinare � se del caso anche mediante atti
regolamentari a carattere generale � il corretto inserimento di tali strutture
nel rispetto dei fondamentali valori della tradizione agroalimentare locale e
del paesaggio rurale.
In particolare, la nuova legge regionale pugliese n. 31 del 2008 riconosce ai
Comuni la possibilit� di individuare 殿ree di pregio� nel proprio territorio,
ulteriori rispetto a quelle gi� indicate dalla Regione stessa, aree in cui la
localizzazione degli impianti di energia rinnovabile � semplicemente vietata5.
Si tratta di disposizioni che mirano a ridurre a priori gli spazi per
l段nstallazione di impianti, anche alla luce della diffusione che gli impianti
di energia rinnovabile ha avuto in Puglia in questi anni. Tuttavia, nello stesso
interesse dell誕mbiente e del paesaggio, la pianificazione territoriale si
dovrebbe basare su criteri di scelta quanto pi� possibile trasparenti e
obiettivi. Criteri meramente discrezionali che ciascun Comune pu� interpretare,
attuare e modificare in modo disomogeneo finiscono per disincentivare le
richieste dei veri produttori di energia rinnovabile e, tutt誕l pi�, favorire
intermediari occasionali e gruppi di interesse locali, senza reale garanzia del
rispetto dell誕mbiente.
3. Potere di disciplinare il procedimento e di richiedere documenti
Inoltre, sul piano procedimentale, � ipotesi ricorrente nel caso esaminato
dal TAR � ai sensi dell誕rt. 117, sesto comma, Cost., i Comuni �hanno potest�
regolamentare in ordine alla disciplina dell弛rganizzazione e dello svolgimento
delle funzioni loro attribuite�. Nell誕mbito di tale potere regolamentare
possono quindi stabilire che le istanze dirette alla realizzazione di siffatti
impianti di energia pulita siano corredate da una documentazione ricomprendente,
tra l誕ltro: �la descrizione del contesto paesaggistico e dei 菟ercorsi
panoramici�, la rappresentazione fotografica dei prospetti e delle skylines, una
relazione sulla durata di permanenza dell段mpianto, elaborati di progetto,
planimetrie su varie scale e sovrapposizioni tra stato di fatto e progetto,
sezioni in scala, rendering�.
Nel caso esaminato riguardante un impianto fotovoltaico di piccola taglia, il
Tar ha riconosciuto che si trattava di documenti s� numerosi ma ha ritenuto che
la richiesta di tale documentazione rispondesse nel complesso a principi di
ragionevolezza e proporzionalit�.
Si rileva, tuttavia, che, la ragionevolezza e proporzionalit� delle richieste
documentali dei Comuni in tale ambito dovrebbero essere valutate alla luce
dell段ntento di semplificazione perseguito dal legislatore nazionale con il
D.lgs 387/2003. Il problema procedimentale potrebbe e dovrebbe quindi essere
agevolmente risolto con lo sviluppo e l誕dozione di formulari uniformi e prassi
consolidate e standardizzate da parte degli enti locali.
4. Divieto di imporre compensazioni ambientali
Con la sentenza in oggetto sembra finalmente affermarsi l弛rientamento
secondo cui non � legittima la richiesta del Comune del pagamento di una
compensazione per l段mpatto ambientale asseritamente causato dall段mpianto.
Omettendo di ripercorrere l段nsieme delle posizioni assunte dal Consiglio di
Stato e dalla Corte Costituzionale in relazione all段nterpretazione della
normativa in materia, si osserva solo che la questione della compensazione
ambientale a favore dei Comuni nasce, come spesso succede in Italia, da
un誕mbiguit� legislativa: l誕rt. 12, comma 6, del d.lgs. n. 387/2003, dispone
infatti che 斗誕utorizzazione non pu� essere subordinata n� prevedere misure
di compensazione a favore delle regioni e delle province�, sicch� se ne �
dedotto, a contrario, che fosse possibile per i Comuni richiedere misure di
compensazione6.
Tuttavia, come affermato nel 2008 dal Consiglio di Stato, le misure compensative
sono solo eventuali, e correlate alla circostanza che esigenze connesse agli
indirizzi strategici nazionali richiedano concentrazioni territoriali di
attivit�, impianti e infrastrutture ad elevato impatto ambientale.
Dunque, non d� luogo a misura compensativa in modo automatico la semplice
circostanza che venga realizzato un impianto di produzione di energia da fonti
rinnovabili, a prescindere da ogni considerazione sulle sue caratteristiche e
dimensioni e dal suo impatto sull誕mbiente.
E comunque tali misure compensative sono di competenza dello Stato o della
Regione, e non possono unilateralmente essere stabilite da un singolo Comune
(Cons. Stato, sez. III, parere 14 ottobre 2008, n. 2849).
Facendo applicazione di tali principi, il Tar ha dunque escluso il diritto del
Comune di richiedere misure compensative ambientali.
5. Potere del Comune di imporre la prestazione di una fideiussione a garanzia
del ripristino ambientale a fine esercizio dell段mpianto
Infine, il Tar ha affermato la legittimit� dell弛nere a carico dei privati
di prestare una fideiussione a garanzia dello smantellamento degli impianti e
del ripristino ambientale a fine esercizio. Si tratta di un orientamento da
ritenersi consolidato.
6. Conclusioni
In conclusione, l誕ssetto costituzionale dei poteri tra enti locali (Stato,
Regioni, Province, Comuni), fa s� che rimanga a ciascun Comune il potere di
limitare la localizzazione degli impianti di energia pulita (anche di medio
piccole dimensioni), per la tutela del paesaggio o del patrimonio artistico -
culturale e rurale. Tuttavia, laddove sia consentita l段nstallazione degli
impianti di energia rinnovabile, i Comuni non possono richiedere ai privati
misure di compensazione ambientale.
Anche sul piano procedimentale, ciascun Comune conserva il potere di disciplina
dello stesso e di indicazione dei documenti che il richiedente deve presentare
per l弾same dell段stanza. Il Comune ha anche la possibilit� di richiedere una
fideiussione a garanzia del ripristino ambientale a fine esercizio
dell段mpianto.
La regolazione da parte di ciascun Comune in pratica si presenta frammentata e
disomogenea, e finisce per rallentare non solo il processo di installazione di
impianti FER di grandi dimensioni ma anche quelli di medio piccole dimensioni.
Senza invocare grandi riforme costituzionali, pur necessarie7,
sul piano politico amministrativo, Regioni e Province potrebbero iniziare
quantomeno a proporre e favorire la diffusione di buone prassi amministrative
uniformi tra i Comuni del loro territorio sul piano procedimentale.
* Avvocato in Bologna
1 Decreto Legislativo No
387, December 29, 2003, implementing Directive 2001/77/CE on the promotion of
electricity produced from renewable energy sources in the internal electricity
market.
2 The law states that these plants must be made up urgently and
in the public interest.
3 However, the judges decided that in this case the refusal of
the Municipality of Grottaglie which had blocked the project was illegitimate
because the Municipality had not stated the reasons for it.
4 Per una disamina generale sulle pi� recenti problematiche,
cfr. A. Sileo L. Ferraguto, Percorsi a ostacoli per le rinnovabili, in Staffetta
Quotidiana del 16 maggio 2008.
5 Si riporta per estratto l誕rt. 2 di tale legge, impugnata
dallo Stato con ricorso dinanzi alla Corte costituzionale n. 105/2008,
attualmente pendente:
Art. 2.
Disposizioni per gli insediamenti degli impianti alimentati da fonti rinnovabili
1. E' vietata la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di
energia elettrica:
a) nelle zone agricole che gli strumenti urbanistici vigenti qualificano come di
particolare pregio ovvero nelle quali sono espressamente inibiti interventi di
trasformazione non direttamente connessi all'esercizio dell'attivit� agricola.
Sono considerati di particolare pregio i terreni ricadenti negli ambiti
territoriali estesi (ATE) A e B del piano urbanistico tematica territoriale
ォPaesaggioサ (PUTT/P). Per i terreni ricadenti egli ambiti territoriali estesi C
e D per le aree di pertinenza e le aree annesse degli ambiti territoriali
distinti (ATD) del PUTT/P si applicano le norme di piano. Sono altres�
considerati di particolare pregio i terreni in cui risultano coltivati gli
uliveti considerati monumentali ai sensi della legge regionale 4 giugno 2007, n.
14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia).
Si applica, in ogni caso, l'art. 10 della legge regionale n.14/2007; (�)
2. I comuni, con motivata deliberazione approvata dal consiglio comunale,
possono individuare parti di territorio di particolare pregio ai sensi del comma
1, lettera a), fermo restante che, nelle more della loro eventuale approvazione,
vige il regime previsto dalla vigente legge senza alcuna sospensione della
attivit� . �
6 Con legge n. 239/2004, lo Stato aveva quindi espressamente
escluso la possibilit� di fissare qualsiasi misura compensativa in relazione
all段nstallazione di impianti di energia rinnovabile. La Corte costituzionale
con sentenza n. 383/2005, e soprattutto con la sentenza n. 248/2006, nel
ritenere consentita la fissazione di misure compensative pure in relazione ad
impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (in origine esclusi
espressamente dalla legge n. 239/2004), ha statuito che possano essere
determinate dallo Stato o dalle Regioni 杜isure di compensazione e di
riequilibrio ambientale e territoriale� in riferimento a 田oncentrazioni
territoriali di attivit�, impianti ed infrastrutture ad elevato impatto
territoriale�, con specifico riguardo altres� alle opere in questione.
Con parere n. 2849 del 14 ottobre 2008, il Consiglio di Stato si � pronunciato
sulla questione, precisando che la previsione dell誕rt. 12, comma 6 del d. lgs.
387/2003 va letta in via sistematica insieme all誕rt. 1, comma 4, lett. f),
della legge n. 239/2004, a tenore del quale lo Stato e le Regioni garantiscono
斗誕deguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture
energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche
delle singole regioni, prevedendo eventuali misure di compensazione e di
riequilibrio ambientale e territoriale qualora esigenze connesse agli indirizzi
strategici nazionali richiedano concentrazioni territoriali di attivit�,
impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale�.
7
Cfr. su questa Pagina, F. Tambone, La sicurezza del sistema energetico e
l誕pproccio federalista, e la bibliografia ivi citata.