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CONSIGLIO DI STATO Sez.VI, 02/11/2007 (C.C. 26/06/2007), Decisione n. 5682
BENI CULTURALI E AMBIENTALI - URBANISTICA E EDILIZIA - Annullamento dei
pareri paesaggistici in sanatoria - Provvedimenti consequenziali - Ripristino
dello stato dei luoghi mediante ingiunzione di demolizione - Avviso di inizio
del procedimento - Necessità - L. n.241/1990 e s.m. - D. Lgs. n.42/2004. La
disciplina dell’art. 183, comma 7, del Codice dei beni culturali e del paesaggio
(D.Lgs. 22.1. 2004, n.42), è quella stabilita dall’art. 159 del medesimo Codice,
è riferita al regime dell’avviso di inizio del procedimento, di conseguenza,
nella fase di competenza dell’Autorità statale dopo l’avvenuto esame da parte
dell’ente territoriale sub-delegato (nella specie Comune di Taranto) della
domanda dell’interessato, va fatto riferimento anche al momento di adozione dei
provvedimenti comunali annullati, adottati pur’essi nella vigenza della nuova
normativa. In questi casi, la comunicazione, da parte dell’ente sub-delegato
competente, delle autorizzazioni rilasciate, deve essere inviata
“contestualmente……agli interessati, per i quali costituisce avviso di inizio di
procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n.241”. In
termine, dal tenore della disposizione emerge chiaramente la scelta operata in
sede legislativa nel senso di una sorta di “dualità” del procedimento
riguardante l’esame complessivo della conformità paesaggistica dell’iniziativa
edilizia del richiedente il provvedimento comunale in sanatoria. Pres. Varrone -
Est. Cafini - Sabatelli (avv. Caricato) c. Ministero per i beni e le attività
culturali nonché Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e
il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico, per le province di Lecce,
Taranto e Brindisi (Avvocatura Generale dello Stato) ed altro (annulla T.A.R.
Puglia, Lecce, Sez. I n.123/06 11/01/2006, resa tra le parti). CONSIGLIO DI
STATO Sez.VI, 02/11/2007 (C.C. 26/06/2007), Decisione n. 5682
BENI CULTURALI E AMBIENTALI - Controllo dell’Autorità statale delle
autorizzazioni paesaggistiche -Comunicazione di avvio del procedimento ex art.7
L. n.241/1990 - Necessità - Art.4, c. 1 bis D.M. n.495/1994, come mod. dal D.M.
n.165/2002 - Art.151 T.U. n.490/1999 oggi D.Lgs. n.42/2004. Deve
considerarsi abrogato, per incompatibilità con una norma sopravvenuta di rango
superiore, l’art.4, comma 1 bis del D.M 13.6.1994, n.495, come modificato dal
D.M. 19.6.2002, n.165, secondo cui la comunicazione ex art.7 L. n.241/1990 non è
dovuta per i procedimenti disciplinati dall’art.151 del T.U. n.490/1999, (oggi
D.Lgs. 22.1. 2004, n.42), ritenendosi così non necessaria la comunicazione di
avvio del procedimento all’atto dell’invio al controllo dell’Autorità statale
delle autorizzazioni paesaggistiche. Pres. Varrone - Est. Cafini - Sabatelli
(avv. Caricato) c. Ministero per i beni e le attività culturali nonché
Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e il patrimonio
storico artistico ed etnoantropologico, per le province di Lecce, Taranto e
Brindisi (Avvocatura Generale dello Stato) ed altro (annulla T.A.R. Puglia,
Lecce, Sez. I n.123/06 11/01/2006, resa tra le parti). CONSIGLIO DI STATO
Sez.VI, 02/11/2007 (C.C. 26/06/2007), Sentenza n. 5682
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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
N.5682/2007
Reg.Dec.
N. 2928 Reg.Ric.
ANNO 2006
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la
seguente
DECISIONE
sul ricorso in appello n. 2928 del 2006 proposto da Sabatelli Pietrina,
rappresentata e difesa dall’Avv. Francesco Caricato ed elettivamente domiciliata
in Roma via Portuense n.104, presso la sig.ra Antonia De Angelis;
contro
il Ministero per i beni e le attività culturali, in persona del Ministro
pro-tempore, nonché la Soprintendenza per i beni architettonici e per il
paesaggio e il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico, per le
province di Lecce, Taranto e Brindisi, in persona del Soprintendente p.t.,
rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato presso i cui Uffici
sono per legge domiciliati in Roma, via dei Portoghesi n.12;
e nei confronti
del Comune di Taranto, in persona del Sindaco p.t., non costituito;
per l'annullamento
previa sospensiva, del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, Lecce,
Sezione I n.123/06 dell’11 gennaio 2006, resa tra le parti;
visto il ricorso con i relativi allegati;
visto l'atto di costituzione in giudizio delle Amministrazioni appellate;
viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;
visti gli atti tutti della causa;
alla pubblica udienza del 26 giugno 2007, relatore il consigliere di Stato
Domenico Cafini, udito l’avv. Caricato e l’avv. dello Stato Nicoli;
ritenuto in fatto e in diritto quanto segue:
FATTO
1. Con ricorso proposto alla Sezione di Lecce del TAR per la Puglia, la sig.ra
Pietrina Sabatelli - premesso che era proprietaria di due appartamenti per
civile abitazione, realizzati in zona verde vincolata di tipo A/2 prima del
1967, nei quali era stata poi costruita (nel 1975) una veranda coperta e che
aveva presentato domanda di condono, definita dal Comune di Taranto con il
rilascio delle concessioni nn. 7657/7658/7659 del 4.4.2002 - impugnava i decreti
del Ministero per i beni e le attività culturali- Soprintendenza per i beni
architettonici e per il paesaggio storico e artistico per le province di Lecce,
Brindisi e Taranto 29.11.2004 n.355 e 11.1.2005 n.242/a, concernenti
l’annullamento dei pareri paesaggistici in sanatoria 4.11.2004 n. 387, n.385 e
n.386, rilasciati ai sensi dell’art 32 della legge n. 47/1985 dal dirigente
dell’Ufficio condono del Comune di Taranto, tutti notificati alla ricorrente in
data 18.1.2005, unitamente alla nota 13.1.2005 n.102 del dirigente medesimo;
nonchè i provvedimenti consequenziali ai sopra citati decreti di annullamento,
quelli di ripristino dello stato dei luoghi mediante ingiunzione di demolizione,
preannunciata dal detto comune nella nota 13.1.2005 n.102, ed ogni altro atto
presupposto, connesso e/o consequenziale.
La ricorrente chiedeva, inoltre, nella proposta impugnativa che fosse accertato
il carattere non abusivo della sua costruzione e l’annullamento dell'intero
sub-procedimento volto all'acquisizione dei nulla osta paesaggistici in
sanatoria, con conferma delle già rilasciate concessioni edilizie in sanatoria.
A sostegno del gravame l’istante deduceva, con dieci motivi, censure di
violazione di legge (in particolare, degli artt. 7 e 8 L. 241/1990, dell’art 4
D.M. n. 495 del 13.6.1994, dell’159 D. Lgs.vo 42/2004, dell’art 151 D. Lgs.vo n.
490/1999 e dell’art 1 D.M. 18.12.1996), nonché di incompetenza ed eccesso di
potere sotto vari profili.
Nel giudizio si costituivano sia l’Amministrazione statale intimata che il
Comune di Taranto che si opponevano al ricorso, concludendo per il suo rigetto.
1.1. Con la sentenza in epigrafe specificata l’adito TAR respingeva il proposto
gravame, ritenendo infondati tutti i motivi in esso dedotti.
1.2. Avverso tale sentenza è stato interposto l’odierno appello, con il quale la
sig.ra Sabatelli ha contestato - attraverso la formulazione di sette motivi di
diritto - le statuizioni dei primi giudici, svolgendo argomentazioni
sostanzialmente analoghe a quelle precedentemente espresse nel ricorso di primo
grado.
Questi comunque i singoli motivi dedotti nel ricorso in esame:
a) sulla violazione degli artt .7 e 8 L. n.241/1990 e dell’art.4 D.M. 13.6.1994
n.495; violazione dell’art. 159 D.Lgs 42/2004 (punto I del ricorso di primo
grado);
b) sulla violazione dell’art. 151, comma 4, D.Lgs. 490/1999; violazione
dell’art.1 del D.M. 18.12.2006 del Dir. gen. dell’ufficio centrale per i BB.AA.
e PP; violazione dell’art. 159 comma 3, del D.Lgs. 42/2004; incompetenza (punto
II del ricorso di primo grado);
c) sul difetto assoluto di istruttoria e di motivazione; falsa ed erronea
presupposizione; sviamento e contraddittorietà manifesta (punto III del ricorso
di primo grado); sulla violazione dell’art. 151 D.Lgs. 490/1999 e art.159
D.Lgs.42/2004; difetto assoluto di motivazione e di istruttoria sotto differente
profilo; falsa ed erronea presupposizione; illegittima prospettazione di censure
di merito (punto IV del ricorso di primo grado);
sulla violazione dell’art. 151, comma 4, D.Lgs. 490/1999 e art.159 D.Lgs.
42/2004 sotto differente profilo; falsa ed erronea presupposizione; carenza di
istruttoria ; carenza motivazionale; (punto V del ricorso di primo grado);
d) sulla illogicità manifesta e irragionevolezza dell’azione amministrativa;
ingiustizia grave e manifesta; disparità di trattamento (punto VII del ricorso
primo grado); sulla falsa ed erronea presupposizione; genericità; eccesso di
potere;(punto VIII del ricorso di primo grado);
e) sulla violazione e falsa applicazione artt.1.03, 3.05, 2.4, 3.3, 7.08 PUTT;
falsa ed erronea presupposizione; difetto assoluto di istruttoria;
sviamento;(punto VI del ricorso di primo grado);
f) sull’illegittimità derivata (punto IX del ricorso di primo grado);
g) sull’illegittimità autonoma, difetto assoluto di istruttoria; falsa ed
erronea presupposizione; (punto X del ricorso di primo grado).
Ricostituitosi il contraddittorio nell’attuale fase giudiziale, le
Amministrazioni appellate hanno replicato alle censure ex adverso
prospettate, chiedendo, nelle conclusioni, la reiezione del gravame.
Alla camera di consiglio del 5 dicembre 2006 l’esame dell’istanza di sospensione
è stata rinviata al merito.
Con atto depositato il 30.1.2007, il difensore del Comune di Taranto avv. Piero
G. Relleva ha comunicato di avere rinunciato irrevocabilmente al mandato
conferitogli.
1.3. Con decisione interlocutoria n.1221/2007 questa Sezione ha disposto
incombenti istruttori a carico del Comune di Taranto, al fine di acquisire
documentazione riferita agli atti impugnati in primo grado e, in particolare, le
note di trasmissione alla Soprintendenza intimata e, per conoscenza, alla
ricorrente dei nulla osta e della relativa documentazione da parte del Comune
stesso, con indicazione degli estremi di comunicazione e avvenuta ricezione
delle medesime nonché ogni altro atto, documento o chiarimento attinente la
predetta controversia, ritenuto utile ai fini del decidere.
Tale documentazione è stata in parte depositata il 15.5.2007, a cura del Comune
di Taranto, presso la Segreteria della Sezione.
Con memoria datata 13.6.2007 l’appellante ha ulteriormente ribadito le proprie
tesi e conclusioni, insistendo per l’accoglimento del proposto gravame.
La causa è stata infine assunta in decisione alla pubblica udienza del 26 giugno
2007.
DIRITTO
1. Come emerge della esposizione in fatto, la controversia odierna concerne
essenzialmente la legittimità dei decreti del Ministero per i beni e le attività
culturali - Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio storico
e artistico per le province di Lecce, Brindisi e Taranto 29.11.2004 n.355 e
11.1.2005 n.242/a, riguardanti l’annullamento dei pareri paesaggistici in
sanatoria 4.11.2004 n. 387, n.385 e n.386, rilasciati ai sensi dell’art 32 della
legge n. 47/1985 dal dirigente dell’Ufficio condono del Comune di Taranto;
sicchè la disciplina procedimentale nella specie applicabile, ai sensi dell’art.
183, comma 7, del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22.1. 2004,
n.42), è quella stabilita dall’art. 159 del medesimo Codice, entrato in vigore
appunto in data anteriore (1.5.2004), in assenza nell’ipotesi in esame di
adeguamento dei piani paesaggistici ai sensi di tale nuova normativa.
Deve osservarsi, peraltro, che, in relazione alla disciplina riferita al regime
dell’avviso di inizio del procedimento, nella fase di competenza dell’Autorità
statale dopo l’avvenuto esame da parte dell’ente territoriale sub-delegato
(nella specie Comune di Taranto) della domanda dell’interessata, va fatto
riferimento anche al momento di adozione dei provvedimenti comunali annullati,
adottati pur’essi nella vigenza della nuova normativa.
2. Ora, con riguardo a quanto esposto, deve evidenziarsi che il citato art. 159
del D.Lgs. n.42/2004, dispone, al comma 1, che la comunicazione, da parte
dell’ente sub-delegato competente, delle autorizzazioni rilasciate, debba essere
inviata “contestualmente……agli interessati, per i quali costituisce avviso di
inizio di procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990,
n.241”.
Dal tenore di tale disposizione emerge chiaramente la scelta operata in sede
legislativa nel senso di una sorta di “dualità” del procedimento riguardante
l’esame complessivo della conformità paesaggistica dell’iniziativa edilizia del
richiedente il provvedimento comunale in sanatoria.
Può individuarsi, infatti, nella legge stessa, da una parte, un momento iniziale
di ordine autorizzatorio, di competenza dell’ente territoriale delegato,
dall’altra, un momento successivo, di verifica dell’autorizzazione rilasciata,
appartenente alla competenza dell’Autorità statale, con conseguente autonomia
del procedimento innanzi quest’ultima e prerogative connesse di partecipazione,
attribuite specificamente al soggetto interessato, prerogative in certo senso
rinnovate, rispetto a quelle della precedente fase svoltasi a seguito della sua
domanda di autorizzazione innanzi all’ente territoriale delegato.
Alla stregua di siffatta scelta legislativa deve considerarsi quindi abrogato,
per incompatibilità con una norma sopravvenuta di rango superiore, l’art.4,
comma 1 bis del D.M 13.6.1994, n.495, come modificato dal D.M. 19.6.2002, n.165,
secondo cui la comunicazione ex art.7 L. n.241/1990 non è dovuta per i
procedimenti disciplinati dall’art.151 del T.U. n.490/1999, ritenendosi così non
necessaria la comunicazione di avvio del procedimento all’atto dell’invio al
controllo dell’Autorità statale delle autorizzazioni paesaggistiche.
3. Tale essendo il quadro normativo di riferimento, la contestata sentenza
appare effettivamente censurabile - in relazione quanto dedotto nel primo motivo
dell’appello - nella parte in cui ha escluso la violazione dell’obbligo di
comunicazione dell’ avvio del procedimento di competenza dell’Autorità statale,
atteso che non risultano regolarmente comunicate alla ricorrente le note di
trasmissione degli atti da parte del Comune di Taranto alla competente
Soprintendenza, secondo quanto disposto, per l’appunto, al comma 1, dall’art.
159, del D.Lgs. n.42/2004, in particolare nell’ultimo periodo “nella
comunicazione alla Soprintendenza il Comune attesta di avere eseguito il
contestuale invio agli interessati”, non emergendo, nemmeno dalla documentazione
depositata il 15.5.2007 a seguito della disposta istruttoria (e, in particolare,
dalle note comunali di trasmissione alla Soprintendenza), una apposita
attestazione con gli estremi dell’avvenuta spedizione, bensì la semplice
indicazione “e.p.c. Sabatelli Pietrina”, il che non corrisponde certamente a
quanto richiesto specificamente dal citato art. 159, comma 1, secondo cui,
appunto, è necessario attestare nella comunicazione alla Soprintendenza che il
Comune abbia eseguito l’invio contestuale ai soggetti privati.
D’altra parte, le relative note di trasmissione all’interessata delle
comunicazioni delle autorizzazioni rilasciate, con relativa documentazione, alla
Soprintendenza - con gli estremi di spedizione e di ricezione da parte della
stessa - non risultano prodotte in giudizio nemmeno dalla Soprintendenza, pur
concernendo fatti dei quali le Amministrazioni (comunale e statale) avrebbero
dovuto dar prova.
Dalla mancata acquisizione agli atti di causa degli estremi dell’attestazione
dell’effettiva comunicazione alla ricorrente delle menzionate autorizzazioni,
discende, pertanto, la fondatezza del primo motivo dell’appello.
4. Il ricorso in esame deve essere, in conseguenza, accolto in relazione
all’assorbente fondatezza del primo motivo ora esaminato, con annullamento,
quindi, degli atti impugnati in primo grado, salvi gli ulteriori provvedimenti
dell’Amministrazione.
Sussistono, tuttavia, giustificati motivi per disporre, tra le parti,
l’integrale compensazione delle spese per entrambi i gradi di giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione VI), decidendo
definitivamente sul ricorso in epigrafe specificato, lo accoglie e, per
l’effetto, annulla la sentenza impugnata nei sensi di cui in motivazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dalla Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, il 26 giugno 2007 dal Consiglio di Stato, in sede
giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei
signori:
Claudio Varrone Presidente
Paolo Buonvino Consigliere
Domenico Cafini Consigliere est.
Aldo Scola Consigliere
Francesco Caringella Consigliere
Presidente
Claudio Varrone
Consigliere
Segretario
Domenico Cafini
Giovanni Ceci
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
il 02/11/2007
(Art. 55, L.27/4/1982, n.186)
Il Direttore della Sezione
Maria Rita Oliva
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